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Pazza da Uccidere di Manchette e Jacques Tardi – Recensione Coconino

Ivan Grasso 17/06/2013

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Un giallo che sfocia in un noir passando per un thriller, un road movie che profuma di western e dalle atmosfere jazz. Coconino Press ci propone un adattamento del romanzo: “Pazza da Uccidere”.

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Pazza da uccidere

Autore: Jean-Patrick Manchette (storia) Jacques Tardi (disegni)

Casa Editrice: Coconino Press

Genere: Drammatico

Provenienza: Francia

Prezzo: 17,00 €, 21X29, pp. 104, b/n

Data pubblicazione: Febbraio 2013

A Julie viene offerto un lavoro da baby sitter. Dopo cinque anni in un istituto psichiatrico, deve prendersi cura di Peter, un bambino di nove anni rimasto orfano e diventato così erede di un ingente patrimonio, gestito però dallo zio Michel Hartog. Per Julie sembra prospettarsi un lavoro sereno e realizzabile, ma il destino non è della stessa idea, soprattutto se porta il nome di un killer professionista.

Manchette inscena così una storia che parte come un giallo, che trae ispirazione dal noir e dal thriller, citando il road movie e il western. Tra personaggi rugosi, quasi fastidiosi, e scene al limite dell’umorismo cinico e irriverente ricama una trama tra rapimenti, uccisioni, tradimenti e malattie.

Faremo la conoscenza di: Hartog un industriale che deve la sua posizione socio-economica ad un’eredità; Peter, il suo nipotino, orfano e legittimo erede della fortuna da lui amministrata; Fuentès ex socio caduto in disgrazia del benefattore, con cui è in conflitto continuo; Julie una donna dal passato difficile, con diversi anni passati in un istituto psichiatrico, che viene ingaggiata dallo stesso Hartog come baby sitter di Peter; Thompson, un criminale veterano con un’ulcera che lo costringe a dolori inauditi e limitanti.

L’autore non si fa mancare nulla, analizza la condizione umana raccontando una storia violenta che sembra non avere né tempo né spazio per potersi depurare, il finale infatti risulta scontato e impetuoso.

Il disegnatore Tardi risponde con tavole in bianco e nero per lo più asettiche e asciutte, inaridite dai prolissi tratti raccontati, poco rappresentativi. Claustrofobico, dai campi molto stretti, primi piani opprimenti e vignette classiche e rigorose, il tratto è pulito, poco preciso, povero di dettagli, essenziale e spoglio. Tardi si limita ad illustrare, né chiarisce né sviluppa la scena, non rivela minimamente l’intimità dei suoi personaggi. Privo di linee cinetiche e di onomatopee blocca le immagini e rappresenta meramente un fotogramma della scena come un’istantanea. Il risultato è comunque gradevole, troppi dettagli distoglierebbero dalla storia (quasi romanzata), e meno parole richiamerebbero troppo l’attenzione sulle illustrazioni scarne. Una coppia vincente e azzeccata che si compensa su entrambi i fronti e che si fa spazio in un genere poco sfruttato e quasi dimenticato.

Indiscutibile è il personaggio di Julie, indistruttibile ed incrollabile, la sua autorità risuona in tutte le pagine come un urlo di rabbia e di sopravvivenza, grande collante di tutta la storia, antieroina che come un ciclone arriva, stravolge imponendosi, e si allontana lasciando una scia di calma e desolazione.

Voto: 7

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