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Boruto – Naruto Next Generations: all you need is “Boruto’s Dad”

Roberto Strignano 23/05/2019

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Boruto: Naruto Next Generations è ormai consolidato da un paio di anni e si pone il ruolo, sicuramente non semplice, di essere il sequel ufficiale e diretto degli eventi di Naruto, il capolavoro internazionale di Masashi Kishimoto.

Boruto, sulla sia del successo del predecessore, vanta oggi una serie manga e una serie anime e sebbene gli obiettivi degli autori siano quelli di renderlo migliore del precedente e di far si che non vi siano paragoni, inevitabilmente Boruto vive sotto l’ombra di Naruto ed altrettanto inevitabilmente regna il raffronto con le gesta storiche scritte da Masashi Kishimoto.

Boruto, come sottolineato, è ormai sulla piazza da più di un paio di anni e, tra gli appassionati, anche per cercare di dimenticare il vuoto della fine avvenuta nel 2014, i fan scherzano ricordando Naruto non più con il suo nome, ma declassandolo semplicemente a padre di Boruto, quindi “Boruto’s Dad”.

Naruto sarà anche in secondo piano con questa denominazione e lo sarà ancora di più poichè ora è Hokage, ovvero il suo grande sogno da bambino che gli impone una vita sedentaria senza più entrare in azione. Certo, ribadiamo, sarà anche in secondo piano, ma Boruto sia come personaggio che come serie ha sempre e comunque bisogno, e ne hanno anche i fan, di “Boruto’s Dad”.

Qual è il fine di questa definizione? Semplice. Il manga sequel di Ukyo Kodachi, Mikio Ikemoto ed edito e supervisionato da Masashi Kishimoto ha da poco posto conclusione allo scontro generato dall’invasione dell’Organizzazione Kara che ha lo scopo di recuperare Kawaki. Gli invasori, in questa prima tranche di duelli, sono stati Delta e Kashin Koji e la prima ha preso subito le parti della distruttrice.

A difendere Kawaki e il Villaggio della Foglia non è stato Boruto, ma Naruto stesso che ha tenuto testa all’avversario che vanta un corpo di tecnologia ninja stile cyborg e attacchi mortali. Il Settimo Hokage ha dimostrato i risultati della sua esperienza studiando il nemico, cercando una via di uscita dagli insidiosi attacchi avversari e, soprattutto, cercando di non sconfiggere definitivamente Delta per ottenere informazioni dall’organizzazione misteriosa.

Boruto ha bisogno di Naruto non solo per questi motivi, ma anche perchè con i capitoli manga nei quali il Nanadaime (Settimo) è stato protagonista la storia ha riassunto quel vigore, quel pathos e quell’emozione concitata che da un po’ non sussistevano con le vicende meno laceranti della generazione di Boruto.

Nei precedenti capitoli abbiamo riscontrato un riavvicinamento a quei scontri tipici che Masashi Kishimoto ci ha abituati. Gli autori hanno il diritto di raccontare e narrare le vicende di Boruto, anche per dare giustizia al titolo, ma non bisognerebbe dimenticare che non solo l’Hokage, ma anche la vecchia generazione (Sasuke, Shikamaru, etc.) esiste più forte che mai e un suo inserimento nella serie, senza offuscare più di tanto, non farebbe assolutamente male. Soprattutto per coloro i quali non sentono attaccamento alla serie di Boruto.

L’ultimo scontro nell’opera cartacea, d’altro canto, intensifica l’istinto protettivo di Naruto elevandolo a vero Hokage, ovvero il papà dei suoi cittadini, ma, in varie situazioni, si denota una sorta di indebolimento nelle abilità del ninja rispetto alla sua gioventù. E’ naturale immaginare che l’indebolimento non sia strettamente dettato dai pochi combattimenti dopo la Quarta Guerra, ma è un modo per non mettere troppo nell’ombra il giovane Boruto che ha ancora molta strada da fare prima di raggiungere i suoi obiettivi.

Nonostante tutto, la serie di Boruto ha bisogno del “Boruto’s Dad” e anche i fan ne sentono la necessità e l’unica cosa certa è che il buon Hokage non andrà da nessuna parte se non difendere il suo Villaggio che ora è nell’occhio del ciclone.

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