La sempre attenta J-POP porta in Italia l’irriverente Zombie 100, commedia post-pandemica a tema zombie, realizzata da Haro Aso (testi) e Kotaro Takata (disegni) già autori di bestseller come Alice in Borderland e I am Sherlock!

Zombie 100 – black company vs zombie apocalypse

Akira Tendo ha 24 anni e dopo aver studiato tanto ed essere riuscito ad entrare nella azienda dei suoi sogni ha fatto una macabra scoperta: si tratta di una black company. Si tratta cioè di una azienda che sfrutta i suoi dipendi fino all’esaurimento fisico e nervoso.

Akira sopporta per amore della bella Saori del reparto contabilità ma dopo tre anni passati in quell’inferno la sua vita sociale (e non solo) è completamente azzerata e la sua unica fonte di svago sono i film a tema zombie.

Akira vorrebbe solo riposarsi un po’, recuperare un po’ di tempo perso per sé e soprattutto riuscire a licenziarsi da quella maledetta azienda. L’occasione arriva inaspettata: una mattina è pronto per andare a lavoro come al solito ma lo scenario è decisamente cambiato… l’intera città pullula di zombi!

Ed è qui che avviene il “miracolo” perché anziché cedere al panico Akira sprizza gioia da tutti i pori: finalmente si è liberato del suo lavoro!

Il momento sembra propizio per dichiararsi a Saori ma ovviamente il compito più difficile sarà evitare di essere assalito dall’orda famelica. Dopo questa prima avventura, Akira stila una lista di 100 cose da fare prima di diventare lui stesso uno zombie.

La prima bere birra dal mattino e oziare, facile se non fosse che ha finito la birra! Nel minimarket vicino a casa sua però incontra una splendida e atletica sopravvissuta chi sarà?

La seconda ricongiungersi con qualche amico ma lui che risponde ad un suo messaggio è l’esuberante Kencho. Toccherà ad Akira andare a salvarlo a Shinjuku!

Zombie 100 Volume 1 | Recensione

Zombie 100 – cosa resterà di questa apocalisse zombie?

Apparentemente il filone zombie pare non voglia accennare ad esaurirsi e proprio nel momento di massima esposizione della parola “pandemia” ritorna prepotente sugli scaffagli delle fumetterie e librerie italiane riuscendo decisamente ad alleggerire lo stress del periodo con questo Zombie 100.

Con una premessa estremamente attuale (quella dello sfruttamento lavorativo che in diversa misura è un tema abbastanza universale) ed un incipit fra i più classici per le storie a tema zombie, Zombie 100 si configura subitissimo come una commedia surreale in cui non mancano momenti d’azione, qualche puntatina all’ecchi ed un gusto per certe serie ottantiane cult, soprattutto per il nostro paese seppur di genere diametralmente opposto, come Lamù o Ranma 1/2.

Haro Aso gioca tutto sulla sul contrasto fra lo scenario apocalittico e “l’incoscienza” del protagonista Akira che vede finalmente nella pandemia zombie uno spiraglio di libertà. Fra siparietti comici e un preoccupante rifiuto della realtà, l’autore inizia ad approfondire la psicologia del protagonista Akira delineando anche una trama più ampia che probabilmente, ma quasi inevitabilmente, riguarderà l’origine dell’epidemia stessa.

Zombie 100 Volume 1 è un primo tankobon fresco e divertente. Una lettura piacevole che farà contenti soprattutto gli amanti di certe atmosfere anni ’80 e, se si potesse azzardare un paragone cinematografico, amanti di pellicole come Zombieland.

Interessante è sicuramente anche la parte grafica perché Kotaro Takata si muove a metà strada la ricerca del realismo anatomico (soprattutto per le figure femminili particolarmente ammiccanti) e una espressività marcata dei personaggi e del protagonista Akira in particolare.

Il tratto è in questo senso pulitissimo, la linea è priva di incertezze e capace di usare in maniera parsimoniosa sia il tratteggio che le linee cinetiche trovando invece nelle mezze tinte una soluzione inedita per dare profondità e maggior atmosfera.

La tavola è costruita in maniera ordinata ma eterogenea spaziando da riquadri ampia verticali a riquadri geometricamente irregolari (che donano una certa dinamicità) fino all’utilizzo di qualche doppia splash-page.

Grafico un lavoro ineccepibile e molto ben curato che non andrebbe sottovalutato neanche da qualche giovane disegnatore che vorrebbe “capire” il linguaggio grafico del manga nel senso più ampio del termine.

Il volume

J-POP realizza un solidissimo brossurato 12×16,9 cm con sovraccoperta. Il volume non presenta extra, la carta è usomano bianca dalla ottima grammatura e dalla ottima resa grafica. Dal punto di vista carto-tecnico nulla da eccepire se non la scelta di eliminare le pagine a colori in apertura del primo capitolo.

Ottime sia la traduzione che l’adattamento. Nella prima tiratura di Zombie 100 Volume 1 inoltre ha in regalo il segnalibro Bucket List in edizione limitata.

Il lancio di Zombie 100 per gli addetti ai lavori è stato invece accompagnato da questo folle Party & Survival Kit ricco di gadget più o meno utili per sopravvivere ad una apocalisse zombie!

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