Matana 1 di Leo Ortolani | Recensione

Pubblicato il 5 Aprile 2021 alle 12:00

Matana 1 segna il ritorno di Leo Ortolani alla serialità più tradizionale tornando prepotentemente in quel territorio a metà strada fra l’omaggio e la parodia!

Leo Ortolani (testi & disegni)

Casa Editrice: Panini Comics

Genere: umoristico

Prezzo: € 3, 18×26, 32 pp., b/n, S

Provenienza Italia

Data di pubblicazione: 18 marzo 2020

Domenico Bottalico
Domenico Bottalico
2021-04-05T12:00:53+00:00
Domenico Bottalico

Matana 1 segna il ritorno di Leo Ortolani alla serialità più tradizionale tornando prepotentemente in quel territorio a metà strada fra l’omaggio e la parodia! Leo Ortolani (testi & disegni) Casa Editrice: Panini Comics Genere: umoristico Prezzo: € 3, 18×26, 32 pp., b/n, S Provenienza Italia Data di pubblicazione: 18 marzo 2020

Matana 1 segna il ritorno di Leo Ortolani alla serialità più tradizionale dopo le varie riedizioni di grandi classici come Venerdì 12 o gli esperimenti sotto forma di graphic novel come Bedelia.

Si tratta di una saga in 6 albi bimestrali pubblicata da Panini Comics in cui l’autore ritorna prepotentemente in quel territorio a metà strada fra l’omaggio e la parodia che aveva saputo infondere in più di una occasione nuova linfa vitale sia all’autore stesso che all’epopea del suo Rat-man a cui erano solo collegate in maniera tangente.

Matana 1, per un pugno di dollari e qualcosa in più…

Il cavaliere solitario conosciuto come Matana arriva nella cittadina di frontiera di Golden City per riscuotere la taglia sull’uomo che dovuto uccidere qualche tempo prima. A tenergli compagnia solo il suo bizzarro cavallo parlante e la sua infallibile 6 colpi.

Quando uno straniero arriva a Golden City i guai sono assicurati, come commenta preoccupato lo sceriffo, e infatti, dopo aver riscosso non senza difficoltà la taglia, l’attenzione di Matana viene attirata da una nuova ricca taglia sul misterioso El Muerto.

La caccia inizia dal saloon della città (dove non ci sono né gioco d’azzardo né donne ma solo goleador) dove Matana chiede informazioni sul ricercato. Al bancone l’unico interessato a parlare sembra il misterioso Speranza che viene chiamato a gran voce fuori dal locale.

Qualcuno vuole fargliela pagare ma Matana non intende restare inerme mentre un uomo viene accerchiato e si getta nella mischia. Ai due si aggiunge poi la focosa Djanga con cui proprio Matana sembra avere più di una incombenza in sospeso.

I tre si allontanano cavalcando al tramonto alla ricerca di El Muerto, ma chi è davvero questo misterioso ricercato e perché intorno a lui c’è una aura maledetta?

Matana 1, spaghetti western con peperoncino

Matana 1 è un inizio al fulmicotone in cui lo stile di Leo Ortolani incontra un genere finora per lui inesplorato ovvero quello del western, tanto caro al fumetto italiano, e nello specifico nella sua declinazione cinematografica (declinazione tanto cara all’autore forse più di quella a fumetti classica) dello spaghetti western.

Così come le pellicole di Sergio Leone, giusto per citare l’interprete più famoso e rappresentativo, anche Matana trova nella sintesi la sua cifra di lettura. La sceneggiatura è asciutta, i personaggi archetipici.

Per farla breve il buono, il brutto e il cattivo diventano nella penna di Ortolani il nevrotico protagonista, il carismatico straniero (speranza) e l’emancipata pistolera. Un triangolo che l’autore ha già utilizzato, in diverse forme e “versioni”, in altre sue opere parodistiche e non con successo. E Matana 1 non fa che anticipare, in questo senso, un altro tassello imprescindibile nella produzione dell’autore.

Certo 30 pagine sono forse troppo poche per giudicare, tuttavia gli spunti iniziali sono interessanti e coinvolgenti. Non tutto funziona in egual misura però. Se le freddure, lo sfondamento della quarta parere e i riferimenti pop e fuori contesto (come quello delle goleador citato sopra) funzionano bene non si può dire altrettanto delle battute e dei doppisensi a sfondo sessuale forse meno efficaci oggi rispetto agli anni ’90.

Dal punto di vista grafico, Ortolani mantiene intatto il suo stile sapendo bene come far funzionare la sua sintesi grafica mutuata dal fumetto umoristico classico in cui a farla da padrone è l’espressività, la prossemica e l’uso di inquadrature mai banali e capace di canalizzare quell’amore per il cinema mai nascosto.

In questo senso il formato comicbook permette all’autore di giocare maggiormente con verticalità e orizzontalità e quindi con una costruzione della tavola meno rigida che trova la sua massima espressione del “triello” (il duello a tre) con cui si chiude l’albo ed in cui ampi riquadri verticali incontrano riquadri orizzontali strettissimi che evidenziano particolari delle figure, gli occhi nello specifico, aumentando la tensione.

Lo spillato

Come molte delle parodie e degli omaggi realizzati da Leo Ortolani anche Matana 1 è presentato in spillato formato comic book quindi 18×26 con carta usomano porosa e scura ed una copertina in cartoncino spesso.

Oltre una breve introduzione di Andrea Plazzi non ci sono altri extra i quali, con tutta probabilità, finiranno nell’edizione in volume della saga.

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In Breve

Storia

7.0

Disegni

7.0

Cura Editoriale

7.0

Sommario

Matana 1 è un inizio al fulmicotone in cui lo stile di Leo Ortolani incontra un genere finora per lui inesplorato ovvero quello del western, tanto caro al fumetto italiano, e nello specifico nella sua declinazione cinematografica (declinazione tanto cara all'autore forse più di quella a fumetti classica) dello spaghetti western.

7

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