Venerdì 12 di Leo Ortolani torna in una nuova edizione definitiva per BAO Publishing.

Prosegue quindi il sodalizio fra il prolifico autore e la casa editrice milanese grazie alla quale sta, fra le altre cose, espandendo i suoi universi narrativi come accaduto già per la sua opera più famosa ovvero Rat-man con Cinzia e come accadrà anche con Venerdì 12 con la pubblicazione il 29 ottobre di un graphic novel su Bedelia.

Proprio con Rat-man si intreccia la storia editoriale di Venerdì 12, epica saga votata a raccontare la sfortuna in amore ideata da Leo Ortolani nel lontano 1995, che viene prima pubblicata su rivista e poi approda a Panini Comics che la pubblica con regolarità prima in appendice al mitico Rat-Man Collection e poi altre edizioni.

Venerdì 12 – Aldo ama Bedelia, Bedelia non tanto…

La trama di Venerdì 12 è molto semplice e lineare. Aldo ama Bedelia, ma Bedelia “contraccambia” davvero per poco tempo e sicuramente in maniera poco dignitosa l’amore di Aldo. Bedelia è una vera e propria “magia-uomini”, Aldo invece è accecato dall’amore.

Aldo decide di suggellare il loro amore regalando a Bedelia, il giorno del suo compleanno, un carillon ottenuto gratuitamente da un misterioso sconosciuto che però lo avverte: se il carillon verrà donata ad una donna che non corrisponde l’amore, una maledizione si abbatterà sul malcapitato trasformandolo in mostro deforme che potrà redimersi solo trovando il vero amore o sacrificando il sangue di una vergine.

Bedelia ovviamente molla Aldo che inevitabilmente si trasforma in gobbo mostro ripugnante. Inizia così il suo calvario “alleviato” solo dal fedele maggiordomo Giuda e dalle sue perle di saggezza.

Fra infruttuosi tentativi di accoppiamento dislocati in dubbi locali per balli latino-americani o improbabili gruppi di ascolto, Aldo vedrà il suo tasso di testosterone aumentare vertiginosamente accentuando le sue caratteristiche meno “eleganti” e più animalesche. Neanche surrogati come un cucciolo sembra salvarlo mentre il pensiero di Bedelia è sempre costante, struggente e un po’ morboso.

Ben presto però Bedelia tornerà nella vita di Aldo, scopriremo come i due si sono messi insieme e perché si sono lasciati ma soprattutto nella vita di Aldo entrerà anche la nuova vicina di casa Dulcistella. Sarà lei spezzare la maledizione del carillon?

Venerdì 12 – raccontare “la sfiga in amore”

Come dice lo stesso Michele Foschini (CCO di BAO Publishing) nella puntuale introduzione al volume: “Leo Ortolani giovane, ma già prolifico ed esperto del mestiere, si imbarcava in un’impresa complessa: raccontare la sfiga in amore.”

La cifra di Venerdì 12 è tutta qui. C’è un ragazzo che ama una ragazza che non corrisponde. Ora però resta da capire se la ragazza fosse davvero a conoscenza dei sentimenti del ragazzo.

In questo senso la saga sembra configurarsi man mano sempre più come un ammonimento nell’uscire dalla propria comfort zone anche e soprattutto quando si tratta di sentimenti. Meglio rimanere scottati che fissare il fuoco immobilizzati dal terrore. È forse questa la chiave di lettura della metafora della trasformazione di Aldo così come quella del suo sorprendente, e forse meno scontato di quanto ci potesse aspettare, finale.

Nessun dramma esistenziale ed esistenzialista perché il tono è quello ironico-umoristico tipico di Leo Ortolani forse qui più diretto e abrasivo rispetto ad altri contesti ma sempre efficace. Immancabili ovviamente i riferimenti cinematografici vero e proprio marchio di fabbrica dell’autore.

Venerdì 12 – ironia e tradizione

Il cuore pulsante di Venerdì 12 sono certamente le peripezie di Aldo ma lo sono in egual misura anche gli incredibili scambi fulminei con il maggiordomo Giuda, la cui origine ha qualcosa di diabolico è proprio il caso di dirlo.

È nei loro scambi, sempre più articolati e sottili, e nelle loro gag che Venerdì 12 trova una propria identità che si innesta di prepotenza in quella che – a parere di chi scrive – rimane la miglior tradizione del fumetto umoristico italiano ovvero quella che fa capo a Bonvi e Silver poi.

Da notare in questo senso l’evoluzione della saga di Venerdì 12. Le prime storie infatti sono brevi, risentono ancora dell’influenze del formato “striscia” con sei massimo sette riquadri per pagina, e si concentrano sull’aspetto comico della situazione anziché strutturare un vero e proprio plot.

Con il passare delle pagine però, da metà volume in poi circa, il respiro della narrazione si fa più ampio cercando di dare contesto e continuità con alcuni personaggi che ritornano per alcuni mini-cicli di storie. Si intravede anche chiaramente il finale con la presenza di Bedelia che si fa sempre più “invadente” con tanto di analessi sulle origini fino al finale che si dipanano come un unico avvincente racconto fra un Giuda sempre più surreale e un Aldo particolarmente poco recettivo.

Venerdì 12 di Leo Ortolani, la recensione dell'edizione definitiva BAO Publishing

Venerdì 12 – l’edizione definitiva BAO Publishing

Ottima come sempre la fattura dei volumi BAO Publishing anche quando si tratta di balenotteri come questo Venerdì 12. Si parla di edizione definitiva perché oltre a raccogliere tutta la saga di Aldo, il volume è impreziosito da una copertina inedita con colori di Larry Ortolani e una versione alternativa di una delle storie più famose della serie ovvero “Il quadro!”. A fine volume anche una corposa gallerie di illustrazioni e copertine.

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