Quali sono i 10 anime più belli degli anni ’80?

Pubblicato il 16 Marzo 2021 alle 09:00

L’animazione giapponese ha spopolato ben oltre i propri confini geografici già nei decenni precedenti, come potete vedere anche in questi miei due articoli precedenti:

Tuttavia, qui da noi in Italia l’epoca d’oro per gli anime sono stati proprio gli anni ’80. Ora esistono doversi servizi di streaming online che permettono anche di recuperare diverse opere degli anni scorsi, ma quando ero piccola io (e come me tantissimi di voi là fuori!) l’unico modo che avevamo per poterci gustare qualche buon “cartone animato” erano principalmente le TV locali, che per nostra fortuna ne trasmettevano davvero tanti!

ATTENZIONE, QUELLA CHE SEGUE NON È IN ALCUN MODO UNA CLASSIFICA!

Questo significa che le opere di cui sto per parlarvi non seguono alcun tipo di ordine preciso poiché classificarli risulterebbe una impresa davvero titanica, anche per via del numero decisamente elevato di anime davvero significativi per il decennio preso in esame.

All’epoca c’era molto meno rispetto per la conservazione dei nomi originali, per cui noterete che i titoli e molti nomi originali delle opere e dei personaggi differiscono notevolmente da quelli in italiano.

E ora, bando alle ciance e iniziamo a dare uno sguardo rapido ad alcune delle serie di animazione giapponese con cui sono letteralmente cresciuta!

Maison Ikkoku/Cara Dolce Kyoko

anime

Maison Ikkoku è un anime composto da 96 episodi in totale trasmesso per la prima volta nella Terra del Sol Levante fra il 1986 e il 1987, mentre il manga originale, opera della Maestra Rumiko Takahashi (e a tal proposito, vi consiglio la visione del seguito di InuYasha, YashaHime, del cui primo episodio potete trovare qui la mia recensione), venne pubblicato fra il 1980 e il 1987.

Maison Ikkoku è un seinen, quindi un manga e un anime destinato in prevalenza a un pubblico adulto che vede come protagonista principale il rapporto fra Kyōko Otonashi, una giovane e splendida vedova che ora è divenuta la nuova amministratrice della pensione “Maison Ikkoku”, e uno dei residenti, Yusaku Godai.

Attorno alle vicende dei due protagonisti principali ruotano anche quelle dei restanti residenti della Maison Ikkoku, fornendo a lettori e spettatori un quadro di quella che era la vita comune della Tokyo degli anni ’80.

Delicato, appassionante, divertente e coinvolgente, Maison Ikkoku (o Cara Dolce Kyoko, se preferite) affascina e scalda il cuore ancora oggi.

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Dasshu Kappei/Gigi la Trottola

Da piccola guardavo molto spesso Gigi la Trottola perché mi faceva scompisciare dal ridere! Si tratta di uno spōkon incentrato sul basket piuttosto atipico, perché fortemente ironico e quasi per nulla serio o serioso.

Come capitava spesso agli anime trasmessi in Italia perlomeno fino agli anni ’90, i nomi dei personaggi di Gigi la Trottola, incluso quello del protagonista, che in realtà è Kappei Sakamoto, sono stati adattati (o stravolti) per renderli più familiari a noi bimbi del tempo.

Gigi la Trottola è basato sull’opera originale di Noboru Rokuda che venne pubblicata nel giro di due anni, dal glorioso 1980 (sì, è il mio anno di nascita) al 1982, mentre i 65 episodi che compongono la serie animata furono trasmessi per la prima volta fra il 1981 ne il 1982.

Protagonista del manga e dell’anime in questione è Kappei, un piccoletto particolarmente portato per gli sport e con la passione per… le mutandine bianche (già, proprio come Oolong di Dragon Ball!).

Divertente, scanzonato, ironico e appassionante, Gigi la Trottola è lo spōkon perfetto per tutti, anche per chi non ama gli spōkon!

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Hokuto no Ken/Ken il Guerriero

Ambientazione post-apocalittica, tecniche di combattimento che sfruttano i punti di pressione, ultraviolenza, amicizia, amore e passione caratterizzano Hokuto no Ken, meglio conosciuto in Italia come Ken il Guerriero.

Hokuto no Ken è un manga illustrato da Tetsuo Hara e scritto da Buronson che fu pubblicato dal 1983 al 1988; l’anime omonimo andò in onda per la prima volta dal 1984 al 1988, per un totale di 152 episodi.

L’opera, che per tematiche e ambientazione ricorda molto da vicino film come Interceptor, il primo della saga di Mad Max, mostra spaccati sempre molto crudi e violenti di un mondo ormai allo sbando e alla mercé di piccoli e grandi gruppi criminale.

In questo scenario vive (e uccide) Kenshiro, 64º successore della Divina Scuola di Hokuto. In quanto maestro esperto di arti marziali, Kenshiro può contare però non solo sulle tecniche classiche, ma anche su una in particolare, basata sui cosiddetti “punti segreti di pressione” (“tsubo” in giapponese).

Violento, spietato, desolante, commovente, Ken il Guerriero è un’opera che resta sempre attualissima.

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Capitan Tsubasa/Holly e Benji

Capitan Tsubasa è un manga di genere spōkon calcistico ideato da Yōichi Takahashi che venne pubblicato dal 1981 al 1988, mentre l’anime, che in Italia io e i miei coetanei conoscevamo come Holly e Benji, andò in onda in Giappone dal 1983 al 1986, per un totale di 128 episodi.

Altro caso di sconvolgimento totale dei nomi dei personaggi, a cominciare da quelli dei due protagonisti principali: Oliver Hutton in realtà si chiama Tsubasa Ozora, mentre il vero nome di Benjamin Price è Wakabayashi Genzō (e noi che ci chiedevamo cosa volesse dire il logo “W. Genzo” sul berretto di Benji…).

Di recente, questo titolo è ritornato in auge per via di un remake andato in onda, in 52 episodi, dal 2018 al 2019: Captain Tsubasa, che copre il primo arco narrativo del manga.

La particolarità di Holly e Benji è la sua estrema spettacolarità, sovente del tutto incurante di qualsivoglia forma di realismo, e che per questo affascina anche chi non è appassionato di calcio (come la sottoscritta): chi non ha mai visto o sentito parlare del pallone da calcio deformato dalla forza dei ragazzi, il campo da calcio sterminato, Mark Lenders che si allenava calciando il pallone contro le onde del mare…

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Urusei Yatsura/Lamù

Rumiko Takahashi ci ha regalato quest’altro bellissimo e divertentissimo manga, Urusei Yatsura, pubblicato per la prima volta in Giappone dal 1978 al 1987; l’anime di Lamù venne invece trasmesso dal 1981 al 1986, anche se in Italia l’ultima stagione è arrivata solo nel 2010.

Ataru Moroboshi è un liceale incredibilmente sfortunato, come si evince già dal suo nome, che in giapponese significa “Essere colpito da una stella cadente”. Il ragazzo viene scelto come salvatore della Terra quando giungono sulla Terra gli Oni: se Ataru riuscirà a toccare le corna di Lamù, la splendida e super sexy figlia del capo degli Oni, entro 10 giorni, gli alieni rinunceranno ai loro piani di conquista del nostro pianeta.

Ho solo bei ricordi di questo anime incredibilmente divertente e appassionante, la cui visione consiglio di cuore davvero a tutti!

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Saint Seiya/I cavalieri dello zodiaco

Saint Seiya

Se come me eravate dei ragazzini negli anni ’90, è impossibile che non consociate questo leggendario anime, la cui prima stagione è stata trasmessa non so quante volte, ma so che l’ho riguardata sempre. Il manga di Masami Kurumada venne pubblicato dal 1985 al 1990, mentre l’anime andò in onda per la prima volta in Giappone dal 1986 al 1989, per un totale di 114 episodi.

In questo anime che si rifà alla ricca mitologia greca, protagonisti saranno i giovani guerrieri che indossano speciali armature che richiamano diverse costellazioni. Loro compito sarà quello di proteggere la Dea Atena a cui sono consacrati e la Terra dai pericoli e dagli attacchi delle altre divinità avverse, coadiuvate esse stesse da altri gruppi di Cavalieri.

I Cavalieri dello Zodiaco è uno shonen di combattimento dinamico e coinvolgente, un’opera che ha lasciato il segno in chiunque l’abbia guardata almeno una volta, nel bene o nel male.

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Olympus no Poron/C’era una volta… Pollon

Sembra talco ma non è, serve a darti l’allegria! Se lo assaggi o lo respiri, ti dà subito l’allegria!“.

C’era una volta… Pollon è uno dei ricordi più divertenti della mia infanzia. Mortalmente divertente e decisamente fuori di testa, il manga originale di Hideo Azuma fu pubblicato dal 1977 al 1979, mentre il mitico (è proprio il caso di dirlo) anime, composto da 46 episodi, venne trasmesso dal 1982 al 1983.

Anche Pollon si svolge nel mondo della mitologia greca, ma il tono è drasticamente differente rispetto a I Cavalieri dello Zodiaco: Pollon è la giovane e unica figlia del Dio Apollo, e il suo sogno è quello di diventare, un giorno, una vera Dea. Per aiutarla a raggiungere questo nobile fine, suo nonno Zeus premierà ogni buona azione della bimba con una moneta, che inserirà in un salvadanaio magico; quando il salvadanaio sarà pieno, il sogno di Pollon potrà finalmente realizzarsi. Ad aiutarla ad aiutare i bisognosi ci sarà il suo fedele amico, il Dio dell’Amore Eros.

Divertente, demenziale, a tratti anche toccante e forte di uno stile grafico caricaturale e molto colorato, C’era una volta… Pollon è un shojo che consiglio assolutamente a tutti gli amanti del genere e a chiunque abbia voglia di un anime piacevolmente scanzonato.

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Attacker Yū!/Mila e Shiro – Due cuori nella pallavolo

Perfino chi non è proprio portato per la pallavolo come me non riusciva a fare a meno di Atakkā Yū!/Mila e Shiro – Due cuori nella pallavolo! Si tratta di un’opera spōkon e shōjo scritto da Shinzo Akaede e Jun Makimura e illustrato da Shizuo Koizumi pubblicato dal 1984 al 1985; l’anime, di 58 episodi, andò in onda per la prima volta dal 1984 al 1985.

Nonostante il titolo italiano lasci intendere che la storia fra i due ragazzi sia il cuore della narrazione, in realtà il vero fulcro sono la pallavolo e il duro lavoro delle protagoniste, costrette ad allenamenti massacranti per poter affrontare al meglio le squadre avversarie.

Emotivamente coinvolgente sia per gli argomenti trattati che per via di scene emotivamente forti, Atakkā Yū!/Mila e Shiro – Due cuori nella pallavolo è un anime che ha appassionato intere generazioni di ragazze, uno shōjo davvero imperdibile!

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Cat’s Eye/Occhi di Gatto

Sexy, affascinanti, bellissime, scaltre, astute, intelligenti: le tre sorelle Sheila (Hitomi Kisugi), Kelly (Rui) e Tati (Ai) sono tutto questo e molto di più! Per noi ragazzine del tempo era un piacere godersi un cartone animato con protagoniste femminili così cazzute, e le loro mirabolanti avventure ci hanno tenute con gli occhi incollati allo schermo per ore e ore! Eppure, Occhi di Gatto è uno shōjo, per cui perfetto anche per i ragazzi!

Il manga originale di Cat’s Eye, scritto e illustrato da Tsukasa Hōjōvenne pubblicato fra il 1981 e il 1985, mentre l’anime andò in onda dal 1983 al 1985 ed è composto da 73 episodi totali.

Le tre ragazze hanno come obiettivo quello di recuperare, naturalmente rubandole, tutte le opere d’arte che appartenevano un tempo al loro padre scomparso, l’artista Michael Heinz. A complicare le cose c’è poi Matthew Hisman (Toshio Utsumi), investigatore a cui è stato affidato il caso della banda di Occhi di Gatto, nonché fidanzato di Sheila…

Tuttavia, la versione italiana andata in onda in TV all’epoca, oltre ad aver modificato i nomi dei protagonisti, ha anche eliminato alcune scene violente e un po’ osé.

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Dragon Ball

Titolo e immagine basterebbero da sé, ma attenzione! Qui stiamo parlando della prima, storica serie animata di Dragon Ball, quella con cui tutti noi abbiamo scoperto ciò che negli anni successivi sarebbe diventato uno dei franchise di shōnen di combattimento di maggior successo.

Non solo. Dragon Ball ha letteralmente scritto la storia del genere, utilizzando tutta una serie di elementi che caratterizzano i canoni stessi del genere e influenzando un elenco sterminato di altri manga ancora oggi: scontri con nemici sempre più forti mentre anche i protagonisti diventano sempre più forti, combattimenti lunghissimi, estenuanti e mozzafiato, trasformazioni di ogni sorta, devastazione incontrollata.

La prima edizione del manga originale scritto e illustrato da Akira Toriyama venne pubblicata dal 1984 al 1995, mentre la prima serie animata venne trasmessa fra il 1986 e il 1989, per un totale di 156 episodi.

Il piccolo Son Goku si imbatte un giorno nella sexy quanto irritabile Bulmauna ragazza in possesso di uno speciale radar in grado di individuare le Sette Sfere del Drago. Se riunite, le Sfere permettono di evocare il Drago Shenron, in grado di esaudire un singolo deisderio, prima che le Sfere tornino a disperdersi nel mondo.

Durante il loro viaggio, Goku e Bulma incontreranno tanti amici, e Goku potrà imparare tante tecniche di combattimento da mettere in pratica anche per cercare di vincere il Torneo di Arti Marziali.

Divertente, visivamente appagante, appassionante, la prima serie di Dragon Ball getta le basi per numerosissimi shōnen di combattimento, da One Piece a Black Clover a Naruto, per citarne solo tre fra i più conosciuti.

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