One Piece: le origini di Luffy

Pubblicato il 21 Agosto 2020 alle 11:00

Quando i fan di One Piece hanno visto per la prima volta Monkey D. Luffy, il ragazzino si stava ferendo con un piccolo pugnale sotto l’occhio sinistro per dimostrare a una banda di pirati che aveva il coraggio di diventare uno di loro.

È così che si apre il manga di One Piece, dopo che il Re dei Pirati Gold D. Roger, pochi istanti prima della sua esecuzione, lancia la sua famosa sfida al mondo per invitare chiunque lo desideri a trovare il suo tesoro, il leggendario One Piece: con un ragazzo che cerca di impressionare dei pirati, uomini che la maggior parte delle persone considererebbe la feccia del mare. Ma questo è il ragazzo che i fan avrebbero visto continuare a crescere e a sorprenderli fino ad oggi, ben 23 anni dopo.

Sotto diversi punti di vista, Luffy è il tradizionale protagonista degli shonen di combattimento giapponesi: non è molto intelligente, è più goloso di Goku e mette costantemente i suoi amici davanti a sé. Ma c’è molto di più in questo scapestrato dal corpo di gomma rispetto ai personaggi da cui Eiichiro Oda ha tratto ispirazione per dargli vita.

IL RAPPORTO CON SHANKS IL ROSSO

“Questo cappello è il mio regalo per te… è il mio cappello preferito, abbine cura. Quando diventerai un grande pirata, me lo restituirai.” – Shanks il Rosso mentre dona a Luffy il suo preziosissimo cappello di paglia.

Luffy è nato e cresciuto nel piccolo villaggio di Foosha, situato sull’isola di Dawn, nel regno di Goa. Qui, il piccolo Luffy ha incontrato il suo eroe, l’uomo che lo ha davvero ispirato a prendere, un giorno, il mare: si tratta del pirata Shanks detto Il Rosso per il colore dei suoi capelli. Solo diversi anni dopo i fan della saga scopriranno che Shanks non solo è un Imperatore, ovvero uno dei 4 pirati più forti e potenti al mondo, ma da ragazzo fu, insieme a Buggy il Clown, mozzo sulla nave del Re dei Pirati in persona, Gol D. Roger.

Quest’uomo influenzerà dunque moltissimo Luffy, instillando in lui l’amore per l’avventura e la libertà. Ma il pirata ha anche insegnato a Luffy l’importanza di difendere sempre gli amici e di lavorare sodo per riuscire a trasformare i suoi sogni in realtà. Luffy ronzava intorno a Shanks e al suo equipaggio, imparando da loro mentre ridevano e bevevano spensierati, così il piccolo iniziò ben presto a desiderare di andare in cerca di avventure insieme a loro, anche se Shanks e i suoi spesso prendevano in giro quel ragazzino così vivace.

Ma Shanks era in realtà molto legato affettivamente a Luffy, e quando venne rapito, gettato in mare da un bandito e poi attaccato dal mostro marino locale, (in seguito si scoprirà che si tratta di un Re del Mare, mostri marini non così rari nel mondo di One Piece), Shanks si precipitò a salvarlo, atterrendo quel mostro semplicemente con il suo sguardo (si tratta della primissima apparizione dell’Haki nella Tonalità del Re Conquistatore, l’unico tipo di Haki innato e che, per questo, non può essere appreso con l’allenamento, diversamente dagli altri due, Intuizione e Armatura).

Questo atto di compassione ha tuttavia avuto un costo, poiché Shanks ha perso il braccio sinistro durante l’attacco del mostro. Tuttavia, questo non lo infastidisce, né lo preoccupa affatto: tutto ciò che conta per lui è che sia stato in grado di salvare Luffy, e fu proprio questo gesto di sacrificio estremo che ha influenzato il modo disinteressato (anche se spericolato) che ha Luffy di mettere gli altri prima di se stesso.

Prima che Shanks e il suo equipaggio lasciassero definitivamente il villaggio di Foosha per intraprendere la loro prossima avventura, Luffy promette al pirata che un giorno diventerà il Re dei Pirati; nel momento in cui quel ragazzino così vivace e spericolato confessa candidamente al Rosso di voler divenire un giorno come Gol D. Roger, Shanks vede qualcosa in Luffy, qualcosa che gli ricorda il suo ex capitano, quindi prima di partire affida a il suo tesoro più importante: il cappello di paglia che gli venne regalato, a sua volta, proprio da Gol D. Roger; da quell’istante, il cappello di paglia diviene tratto distintivo e simbolo di Luffy e della sua ciurma, in futuro. Shanks gli chiede di tenerselo ben stretto, in modo che un giorno possa restituirlo, quando sarà diventato un vero grande pirata.

IL RAPPORTO CON PORTGAS D. ACE

“Voglio vivere libero, più libero di chiunque altro!” – Portgas D. Ace

“Libertà” è l’ideale principale che definisce Luffy: Mugiwara vuole la libertà di fare ciò che vuole, sia che si tratti di mettere insieme una ciurma di pirati per trovare il leggendario One Piece o di mangiare tutto ciò che gli capita a tiro. Ama esplorare, il che sovente va a scapito del suo equipaggio perché, quando qualcosa di interessante attira la sua attenzione, non lo si può convincere a non indagare ulteriormente.

Per lui, essere il Re dei Pirati sarebbe la prova che avrebbe più libertà di chiunque altro, ed è proprio questo il suo desiderio più grande. Ma Cappello di Paglia non è interessato a diventare il Re dei Pirati per conquistare la Grand Line o arricchirsi con il One Piece. Ciò che gli interessa è esplorare ogni angolo di mondo, anche quelli più inesplorati, con i suoi amici al suo fianco. Può sembrare che Luffy sia una persona egoista, e a volte lo è, ma è interessante notare che rispetta la libertà delle altre persone tanto quanto la sua.

Quando Mugiwara si trova in situazioni in cui la libertà di altre persone è in pericolo, è sempre disposto a fare qualunque cosa in suo potere e oltre, pur di aiutarle: ad esempio, quando Luffy scopre che l’ombra di Brook è stata rubata a Gekko Moria, lo aiuta a recuperarla a Thriller Bark, per poi invitarlo a entrare a far parte della sua ciurma.

Quando vede la costante paura in cui vivono gli abitanti di Skypea a causa del loro Dio, Ener, anche Luffy non esita un istante a combatterlo. E quando trova la sua navigatrice che piange nel suo villaggio distrutto e implorando aiuto dopo che Arlong ha tradito la sua fiducia, Luffy insegue con tutto il cuore il pirata Uomo Pesce con l’intento di sconfiggerlo, di modo da liberare il villaggio di Nami.

Per Cappello di Paglia le persone dovrebbero avere la libertà di fare quello che vogliono, ma per lui usarla per togliere la libertà ad altre persone è il peggior crimine che si possa commettere.

Ma da cosa deriva il suo amore per la libertà? Come il suo desiderio di diventare un pirata, di cui vi ho parlato nel paragrafo precedente, anche in questo caso le radici di questo aspetto del carattere di Mugiwara affondano le proprie radici nel suo passato.

Luffy ha trascorso diverso tempo insieme ai suoi due fratelli adottivi Sabo, figlio di una nobile famiglia che ha deciso di rinnegare quelle radici per prendere il mare, e Portgas D. Ace, figlio di Gol D. Roger. Ace è il mio personaggio preferito in assoluto di tutta l’opera di Eiichiro Oda, ed è per questo che gli ho dedicato due articoli pieni zeppi di curiosità e notizie interessanti su di lui: potete trovare qui la prima parte e qui la seconda.

Tutti e tre i ragazzi desideravano diventare pirati, un giorno, ma fu Ace ad aprire il suo cuore a Luffy confidandogli ciò che significasse per lui essere un pirata: i pirati sono persone davvero libere di viaggiare e di affrontare tante avventure in mare, infischiandosene delle autorità rappresentate dal Governo Mondiale e dalla Marina.

Essere un pirata, un uomo libero, significa anche sentirsi liberi di correre in soccorso dei deboli e dei bisognosi, infischiandosene dell’idea comune secondo la quale i pirati solo solo dei crudeli e spietati criminali.

LA CRESCITA DEL PERSONAGGIO DI LUFFY

“Merry, il fondo del mare è buio e solitario. Per questo resteremo con te fino alla fine” – Luffy e la sua ciurma accompagnano la Going Merry nel suo ultimo viaggio.

Quando Robin lascia i pirati di Cappello di Paglia, nonostante avesse detto a Luffy direttamente numerose volte che non è più loro amica, Mugiwara e gli altri ragazzi che fanno parte del suo equipaggio la inseguono. Robin è sua amica, e tanto basta a lui e al suo equipaggio per dichiarare guerra al mondo intero, al Governo Mondiale e alla Marina per salvarla.

Cappello di Paglia non esita un attimo perché la loro relazione non viene mai messa realmente in discussione, per lui: non importa cosa dice Robin perché sa che lei non gli ha detto tutto quello che vuole davvero in quel momento: vivere.

Un aspetto spesso criticato di One Piece è il fatto che Rufy sembra crescere, cambiare e maturare piuttosto lentamente, ma non è esattamente così.

All’inizio della saga di Water 7, Luffy inizia finalmente a prendere il suo ruolo di Capitano molto più seriamente. Mugiwara è responsabile delle vite del suo equipaggio, quindi, quando gli viene detto che la Going Merry non è più in grado di salpare, si rende conto che non può semplicemente ignorarlo a causa del suo attaccamento alla nave. Questa dura presa di posizione di Luffy lo porta a un conflitto con Usopp, che porta a sua volta a un’altra decisione difficile, in quanto Mugiwara deve affrontare Usopp in un duello, dopo che la sua autorità è stata messa in discussione.

Tutto il corso di One Piece è dunque in realtà pervaso di momenti come questi, in cui Luffy  si vede costretto a essere più duro e a fare scelte sempre più difficili, ed è proprio questo suo aspetto che lo rende un Capitano degno di divenire, un giorno, il Re dei Pirati.

I LIMITI DI LUFFY

“Certo che non so usare delle spade, stupido! Non capisco niente di neanche di navigazione! Non so cucinare! E non so mentire! Sono sicuro che non potrei sopravvivere se non ci fossero altre persone con me…” – Luffy ad Arlong.

La tendenza, tipica di altri protagonisti di shonen di combattimento, di Rufy a combattere il cattivo per salvare i suoi amici si presta a un’interpretazione molto bidimensionale del personaggio, ma è il modo in cui Cappello di Paglia affronta questi momenti che lo rende così interessante!

Luffy riconosce molto chiaramente i suoi limiti e le sue debolezze, motivo per cui ha sempre amici al suo fianco. Quando sta combattendo contro Arlong, il Capitano dei Mugiwara ammette di non avere nessuna delle abilità necessarie per sopravvivere in mare. Può combattere e può essere una guida per i suoi compagni, ma un lupo di mare ha bisogno di qualcosa di più per sopravvivere.

Il ragazzo ammette anche che i suoi difetti e le sue mancanze sono il motivo per cui ha bisogno dei suoi amici per fare ciò che non riuscirebbe mai a fare da solo. Per un eroe protagonista di uno shonen di combattimento una cosa è voler proteggere tutti, un’altra è potersi fidare dei suoi amici.

Luffy è onesto e diretto, non nasconde i suoi sentimenti e mostra le sue emozioni senza timore né vergogna. Ama mangiare e adora affrontare tante avventure con le persone a cui tiene di più al mondo. È un ragazzo il cui corpo è diventato di gomma e lo usa ogni volta per proteggere se stesso e gli altri. È l’uomo che, un giorno, sarà il Re dei Pirati.

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