Si conclude l’arco narrativo dedicato a “Condizione inumana”, storia all’interno della quale la protagonista Dupaul è utilizzata dalla Weyland-Yutani per istruire i sintetici, allenandoli all’empatia. Si tratta di una storia che crea una connessione concettuale con Blade Runner (non a caso si tratta di un’altra pellicola realizzata da Ridley Scott).

“Condizione inumana” dimostra come le basi delle storie di Alien abbiano a che fare non solo con il survival-horror, ma anche che all’interno di questo universo sono tanti gli elementi che permettono alla fantascienza di fare un grande salto di qualità a livello tematico. La protagonista Jean  Dupaul capirà ad un certo punto della storia che i veri inumani sono i componenti della Weyland-Yutani, interessati unicamente a recuperare xenomorfi da utilizzare come armi di massa. Mentre i sintetici sono semplicemente delle cavie.

La differenza rispetto ad altre storie dedicate all’universo di Aliens si nota anche a livello visivo. Il tratto dei disegni è decisamente più caratteristico, quasi rarefatto. Si tratta di una storia che anziché attingere dal mainstream dei comics americani, va molto di più a scavare nel fumetto indipendente. E la fattura di “Condizione Inumana” è piuttosto importante.

La conclusione di questo mini ciclo narrativo permette allo spillato di dare spazio ad una storia che porta con sé un nuovo filone narrativo: stiamo parlando dell’introduzione a “Più che umano”. In questo fumetto il protagonista è Davis Serada, il quale cerca di analizzare una situazione che ha a che fare con la continuity narrativa presente solamente nei fumetti di Aliens.

Serada infatti parla di un pianeta Terra invaso dagli xenomorfi, circostanza che nella saga cinematografica di Alien non si è verificata, e che è invece andata a condizionare fortemente l’evoluzione dell’universo narrativo a fumetti. Così come abbiamo potuto vedere nella storia riproposta da Saldapress in occasione della pubblicazione del volume Alien 30° anniversario, il filone narrativo che prosegue da dopo il film Aliens cambia decisamente rispetto a ciò che accadrà nel terzo film della saga cinematografica. Quando venne scritta la storia a fumetti, infatti, Alien³ non era ancora uscito. Nel fumetto la giovane Newt anziché morire ritorna sulla Terra, e con lei arriveranno anche gli xenomorfi.

Perciò in “Più che Umano” viene ricordata l’invasione degli xenomorfi sulla Terra, e quanto essa abbia impattato sugli esseri umani, i quali da tempo stanno riflettendo sulle caratteristiche degli inumani che popolano l’universo.

Si tratta però di poco più che un’introduzione ad una storia che proseguirà nei successivi albi. Però è interessante quanto basta da incuriosire e far pensare, ancora una volta di più, che la figura dello xenomorfo ha delle profonde basi narrative capaci di elevare il genere fantascientifico, non relegando Alien esclusivamente ad un semplice survival-horror.

Questo filone narrativo sarà importante per condurre i lettori verso il crossover tra Alien e Predator intitolato “La Guerra dei Tre Mondi”, nel quale gli esseri umani si troveranno tra gli xenomorfi e gli yautja a cercare ancora una volta di sopravvivere.

Insomma, questo albo 24 della serie mensile di Alien, riconcilia con i comics i lettori che vorrebbero leggere storie più impegnative con protagonisti gli xenomorfi. E l’obiettivo è stato centrato in pieno.

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