Due storie one-shot classiche, e la prima parte di una miniserie compongono l’albo numero 23 del mensile di Aliens (qui alcune delle nostre recensioni). Saldapress sta portando avanti da anni l’obiettivo di ricostruire e riproporre tutto il percorso editoriale dei fumetti dell’Alien Universe. E la casa editrice emiliana sta riuscendo in pieno nel suo intento.

Così al già ampio numero di storie passate facenti parte dell’universo dello xenomorfo se ne aggiungono altre tre piuttosto interessanti. La prima è intitolata “L’Alieno”, ed è sicuramente la più suggestiva. La storia riprende la narrazione del primo fumetto dedicato all’Alien Universe (presente nel volume Alien 30° anniversario), nella quale la piccola Newt (protagonista del film Aliens) è tornata sulla Terra e diventata adulta. Il diario della giovane farà chiarezza sulla condizione degli xenomorfi.

La seconda storia, intitolata “Fortunato” è un classico racconto di un sopravvissuto ad un attacco xenomorfo; mentre la terza, intitolata “Condizione Inumana” inizia un mini-ciclo narrativo nel quale la giovane orientale Jean Dupaul ha a che fare con la Weyland-Yutani, e con degli umanoidi da istruire, e da allenare all’empatia.

Per gli amanti delle storie più classiche di Alien questo albo è sicuramente intrigante. Soprattutto la storia intitolata “L’Alieno” offre una suggestiva prosecuzione di quel filone narrativo, raccontato nelle prime storie a fumetti dedicate ad Alien, che è presto diventato un universo parallelo dello xenomorfo.

Il primo fumetto dedicato ad Alien infatti è uscito prima della terza pellicola cinematografica, nella quale la piccola Newt non sopravvive all’incapsulamento assieme a Ripley. In questo fumetto, invece, Newt arriva sulla Terra, aprendo ad un tipo di sviluppo narrativo completamente diverso da quello portato avanti dalla saga cinematografica.

Anche la razza aliena che viene messa al centro di questa serie non vedrà mai la luce a livello cinematografico, considerando che Prometheus ha fatto chiarezza sulla scena del primo film di Alien che, nell’universo fumettistico, ha fornito lo spunto per la nascita della razza “elefantesca” dai poteri telepatici.

I disegni dei primi due albi (realizzati da Tony Akins e Mark A.Nelson) rispettano quel tratto, ormai vintage, piuttosto sporco e dalle chine marcate che caratterizzava lo stile della Dark Horse a fine anni Ottanta. Mentre molto raffinato è invece il tratto di Sam Kieth in “Condizione Inumana“, il quale costruisce immagini rarefatte ed evocative che si adattano ad un contesto futuristico con i sintetici protagonisti (richiamando un tipo di visione alla Blade Runner).

Insomma gli appassionati dello xenomorfo non rimarranno delusi da questo albo mensile che racchiude tre storie simbolo dell’Alien Universe. Tra passato e presente la Dark Horse Comics è sempre riuscita a raccontare storie intriganti dedicate al personaggio, ed anche a variare sul tema.

Certo, la maggior parte dei racconti con al centro lo xenomorfo hanno un canovaccio abbastanza ripetitivo e prevedibile, ma, alla fine, si tratta di un tipo di meccanismo narrativo che funziona sempre.

E poi l’idea di esplorare in lungo ed in largo l’Alien Universe (esigenza importante soprattutto quando parliamo di storie a fumetti che richiedono una continuità produttiva importante) giova e intriga il lettore.

Ad esempio, la possibilità di dare uno sguardo sul come vengano formati ed istruiti i sintetici umanoidi è un qualcosa d’intrigante. Per questo una storia come “Condizione Inumana” può essere considerata una variante sul tema davvero interessante.

Anche questa volta Saldapress ha saputo racchiudere in un albo spillato l’essenza dello xenomorfo, con un paio di storie capaci d’intrattenere e far calare i lettori ancora di più all’interno dell’universo di Alien.

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