Se Corrado Roi disegna una storia di Dampyr vuol dire che quell’albo sarà automaticamente un numero memorabile. Mauro Boselli per questa nuova storia della serie con protagonista Harlan Draka, intitolata Le Torri di Carcosa, ha scelto un disegnatore d’eccezione (solitamente impegnato con un altro celebre personaggio della Sergio  Bonelli Editore, ovvero Dylan Dog) per realizzare un albo piuttosto importante della serie dampyriana.

Perché Le Torri di Carcosa è un albo particolare. Al centro della storia c’è la città mistica di Carcosa, che Dampyr ed i suoi compagni raggiungeranno attraverso un viaggio nel multiverso. Nyarlatothep sta tentando un piano diabolico capace di mettere a rischio l’intero multiverso. E poi c’è il personaggio di Kurjak che sarà ancora una volta centrale. Dampyr è disposto a tutto pur di salvarlo, ma da Kurjak dipende anche il destino dell’intero Multiverso.

C’è tanto Lovecraft in questo albo che mischia il fantasy con l’horror, e cita ampiamente Cthulhu, che nel multiverso di Dampyr è una minaccia che si annida spesso tra i meandri delle tante realtà esplorate da Harlan Draka.

E poi c’è la dimensione onirica. Tutto del resto parte dai sogni del piccolo Emik, che vede Carcosa nelle sue visioni. La città sospesa nel crepuscolo è un luogo raggiungibile attraverso un’altra dimensione e percezione delle cose.

Così come nel precedente albo, anche questa volta abbiamo a che fare con un mondo lontano, e con il multiverso, attraverso cui Dampyr si muove, tentando di tenere in equilibrio le varie realtà esistenti. E la conclusione di Le Torri di Carcosa fa intendere che le avventure nel multiverso non sono ancora finite.

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Boselli riesce a raccontare una storia sospesa tra fantasia e realtà con grande ritmo, gestendo bene l’abbondanza di personaggi e gruppi demoniaci pronti allo scontro per prevalere nel multiverso.

Con il suo tratto leggero, fatto di chiaroscuri Corrado Roi è il disegnatore ideale per raccontare una storia che sembra essere ambientata tra fantasia e sogno.

L’atmosfera dell’albo è sognante, eterea, fatta di mostri e personaggi grotteschi, ambientata in una zona del crepuscolo indefinita. Ci troviamo di fronte ad una storia memorabile di Dampyr, certamente uno degli albi più caratteristici.

Storie del genere riescono a testimoniare la totale versatilità del personaggio, e la capacità di un maestro del fumetto, quali è Mauro Boselli, di saper scrivere delle trame di qualsiasi genere, sapendoci calare all’interno personaggi simbolici della Sergio Bonelli Editore (ricordiamo infatti che Boselli è anche il curatore di Tex).

Insomma, Le Torri di Carcosa è l’albo ideale per mettere in rilievo il potenziale peso letterario dei fumetti di Dampyr. Un personaggio del genere sarebbe stato più che celebrato se solo fosse appartenuto ad una saga letteraria. Per citare la recente polemica aperta dalle dichiarazioni di Toni Servillo, tutt’oggi il mezzo fumetto viene svalutato, ed i suoi personaggi e le sue storie a volte non vengono esaltati a dovere.

Dampyr, nonostante sia una serie bonelliana diretta ad un pubblico meno ampio rispetto a serie come Dylan Dog e  Tex, ha uno spessore letterario notevole, che in albi come Le Torri di Carcosa riesce a spiccare in maniera assoluta.

Merito di ciò va ad un maestro del fumetto quali è Mauro Boselli, che questa volta ha elevato l’albo della serie dampyriana grazie ad un disegnatore d’eccezione quali è  Corrado Roi.

Quindi, per concludere, Le Torri di Carcosa è un fumetto imperdibile per i dampyriani, e non solo.

 

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