Per molti anni John Romita Sr. fu considerato il disegnatore per eccellenza dell’Uomo Ragno, grazie al suo splendido lavoro in Amazing Spider-Man. Sebbene l’Arrampicamuri fosse stato illustrato all’inizio dal grande Steve Ditko, fu John a fissare specifiche caratteristiche grafiche considerate canoniche. Di conseguenza, i penciler, nel corso degli anni, tennero presente il modello romitiano quando si occuparono del Tessiragnatele, tranne qualche sparuta eccezione.

Le cose, però, cambiarono radicalmente quando verso la fine degli anni ottanta i disegni di Amazing Spider-Man furono affidati a Todd McFarlane. Aveva già avuto modo di farsi conoscere prima alla DC e in seguito alla Marvel disegnando alcuni episodi memorabili di Incredible Hulk scritti da Peter David. Con Peter Parker, però, Todd fece un sorprendente balzo di qualità e, dopo alcuni albi di riscaldamento, concepì una versione innovativa dell’Uomo Ragno. Il successo fu strepitoso, i lettori impazzirono e ben presto lo Spider-Man alla McFarlane divenne un modello proprio come era accaduto con quello di Romita Sr.

Il tratto di McFarlane era un curioso mix di realismo e cartoon dai toni grotteschi, in parte influenzato da Michael Golden. Nella sua versione, l’Uomo Ragno assumeva pose contorte, proprio come un aracnide, le lenti della maschera erano enormi e le ragnatele sembravano fili intrecciati e non una semplice tela come nelle storie precedenti. Nella sua identità civile, inoltre, Peter Parker aveva un aspetto quasi pupazzesco e la moglie Mary Jane si trasformava in un’autentica bomba sexy.

Come ho scritto, il successo fu enorme e spinse la Marvel a varare una collana chiamata semplicemente Spider-Man, scritta e disegnata da McFarlane. Lo fece anche per tenere a bada l’ego di Todd, ansioso di firmare le sceneggiature. Con il senno di poi, comunque, la Casa delle Idee non riuscì a controllarlo e a impedirgli di lasciare l’etichetta per fondare l’Image insieme a Jim Lee e ad altri cartoonist. Il n. 1 di Spider-Man, in ogni caso, uscito nel 1991, batté ogni record di vendita e, secondo molti, rappresentò degnamente il fumetto americano degli anni novanta, basato prevalentemente sull’azione e sull’impatto dirompente del disegno, a scapito dei dialoghi e dell’introspezione.

Panini Comics presenta questo albo nella collana Marvel Legends, con allegata una placca metallizzata da collezione che riproduce la copertina originale. La storia costituisce il primo capitolo di una saga, Torment, incentrata sull’Arrampicamuri alle prese con il mostruoso Lizard. C’è, però, anche la strega voodoo Calypso, amante del defunto Kraven il Cacciatore.

Ritenendo Spidey responsabile della morte del suo amato, controlla con i suoi poteri occulti Lizard e lo spinge ad attaccare l’Uomo Ragno, con conseguenze allucinanti.
Bisogna specificare che, dal punto di vista della trama, Torment è esile e l’impressione si accentua soprattutto se ci si concentra solo su questo capitolo iniziale. Spider-Man era, fondamentalmente, un fumetto bello da vedere e basta. I disegni sono infatti spettacolari, con tavole ricche di dettagli infinitesimali, e la versione che Todd propone di Lizard è scioccante. Assomiglia a una lucertola di forma vagamente umana, lontana anni luce dai modelli di Ditko e Romita.

L’albo include pure interessante materiale extra. Tuttavia, come ho già avuto modo di scrivere recensendo altre uscite di Marvel Legends, un singolo episodio non consente al lettore di formarsi un’opinione precisa sulla story-line e sarebbe bene leggere Torment nella sua interezza. In ogni caso, se apprezzate lo stile del celebrato autore di Spawn, questo albo potrebbe essere di vostro gradimento.

telegra_promo_mangaforever_2

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui