Amazing Spider-Man 705 | Recensione

Pubblicato il 20 Settembre 2018 alle 11:00

Marco Checchetto, con la collaborazione di Sony, Panini Comics e Marvel Games, realizza la prima cover al mondo a tema Marvel’s Spider-Man, l’ultimo videogioco di casa Insomniac appena arrivato su PlayStation 4.

Ormai è sulla bocca e, soprattutto sulla bacheca Facebook di chiunque, Marvel’s Spider-Man è il gioco del momento (qui cosa ne pensiamo). Quindi, quale miglior occasione per cercare di avvicinare i videogiocatori e fan dell’Arrampicamuri alla fonte originale, da cui tutte le trasposizioni prendono ispirazione, se non affidando alla Young Gun Marvel, Marco Checchetto, autore di opere come Vecchio Occhio di Falco (prequel di Vecchio Logan) e del prologo del ritorno di Wolverine in Hunt for Wolverine: Dead Ends, la realizzazione di una copertina esclusiva per i lettori italiani della storica serie dell’Uomo Ragno, oggi rinominata come in originale, Amazing Spider-Man? 

E’ l’uscita 705 ad ospitare questa fantastica copertina, numero che contiene al suo interno le storie della serie principale di Spidey come Amazing Spider-Man #797 degli autori Dan Slott e Stuart Immonen con l’inizio dell’ultimo ciclo narrativo dell’autore: l’Ultimo Volteggio. Ma non solo, l’albo contiene anche Spider-Man #20 con protagonista Miles Morales che vedremo prossimamente anche nel film d’animazione a lui dedicato: Spider-Man – Un Nuovo Universo. Non meno importanti sono due storie brevi provenienti dal numero celebrativo Amazing Spider-Man #25 con protagonisti un giovane Peter Parker e la famosa zia May. In ultimo, Ben Reilly: Scarlet Spider #14, personaggio meno conosciuto ai più ma che sprigiona anni ’90 da tutti i pori, vi racconterò di più nel paragrafo a lui dedicato.

  • Amazing Spider-Man #797, l’Ultimo Volteggio di Dan Slott 

Come siamo arrivati qui, all’ultimo ciclo narrativo di un autore decennale come lo è Dan Slott? Lo scrittore arriva sulla serie dopo diverse discutibili decisioni prese sul personaggio, per citarne qualcuna: il suo smascheramento pubblico durante la prima celebre Civil War per poi rimangiarsi tutto nella discussa saga “Solo un altro giorno”, in cui Peter sancisce un patto con Mefisto: per il bene di sua zia May, l’eroe rinuncia al proprio matrimonio con Mary Jane Watson, riottenendo fra l’altro la propria identità segreta e facendo ritornare nel mondo dei vivi il defunto Harry Osborn. E’ dopo questi eventi che a Slott viene affidata la serie principale del Tessiragnatele che lo porteranno poi alla ‘morte’ di Peter Parker con successivo appropriamento da parte del Dottor Octopus del corpo di Peter, diventando, a sua volta, Superior Spider-Man. Grazie all’intelletto e all’arroganza di Octavius, il finto Peter riesce ad ottenere un dottorato e a fondare le Parker Industries, azienda miliardaria che ha poi ereditato il vero Peter.

Infatti, il background che ci ha fornito Slott è completamente diverso dal solito. Abbiamo ora un Peter ricco e con una posizione di potere invece del solito squattrinato, mentre il suo alter ego, Spider-Man, gli fa da guardia del corpo personale invece del classico Uomo Ragno di quartiere. Dopo questo periodo però, a causa dell’evento Secret Empire, al nostro protagonista viene tolto tutto ciò che aveva creato con fatica, inserendolo nuovamente in un ambientazione più familiare e urbana. Ed è da questo status quo che l’albo che avete in mano riprende. Un Peter che ha perso un impero aziendale e che ha dovuto licenziare tutti i suoi dipendenti. Un Peter odiato e deriso che non è riuscito ad essere all’altezza delle sue responsabilità. Ma non è tutto, dall’ultimo scontro fra i due, Norman Osborn sta architettando qualcosa e questo qualcosa sembra avere a che fare con un certo folle simbionte: Carnage.

E’ da qui che prosegue la storia contenuta nell’albo, Peter e Mary Jane cercano di vedere se si può ancora ricavare qualcosa dalla loro vecchia relazione, inutilmente, mentre nell’ombra, Norman Osborn cerca di legare tutto ciò che sa su Spider-Man per trovarne il punto debole. Questo è l’Ultimo Volteggio dello Spider-Man di Dan Slott che ci accompagnerà per i prossimi mesi, nell’attesa del rilancio ad opera di Nick “Secret Empire” Spencer e Ryan “Invincible” Ottley, che stanno facendo un ottimo lavoro in patria. Nel frattempo vale davvero la pena recuperarsi un piccolo pezzo di storia editoriale del Ragno, specialmente per l’albo #801 che rappresenta una lettera amorevole d’addio dell’autore verso il personaggio.

  • Spider-Man #20, avventura in Giappone

E invece, Miles Morales da dove salta fuori? Perché anche lui è Spider-Man? Ma non doveva essere lo Spider-Man di un altro universo?

Miles Morales è un personaggio relativamente giovane, nato nel 2011 dalla mente di Brian M. Bendis e dalle matite della romana, Sara Pichelli. Ma come si inserisce nell’universo Marvel? Miles proviene dall’universo Ultimate, una serie a fumetti pubblicata da Marvel Comics nel 2000, incentrata su una versione alternativa e modernizzata di Spider-Man. Questo universo è slegato dalla continuity classica dell’universo Marvel se non per qualche sporadico incontro fra i personaggi dei due universi come successo in Gli Uomini Ragno (Spider-Men). Il Peter Parker di questo universo era più giovane di quello classico e molto più scanzonato ma con un origine pressoché identica. Sfortunatamente, il Peter Parker di questo universo è morto eroicamente, lasciando il posto ad un nuovo Spider-Man, ossia Miles Morales.

Miles è un adolescente afro-americano di origini portoricane, che abita a Brooklyn insieme alla sua famiglia; è un ragazzo molto intelligente che si ritrova catapultato in un mondo completamente fuori dalla norma, ovvero quello della comunità superumana, a causa del morso di un ragno. I suoi genitori, Rio Morales e Jefferson Davis, lo iscrivono a una scuola prestigiosa ma durante la visita a casa di suo zio, Aaron Davis, viene punto da un ragno che gli conferisce alcune capacità, come mimetizzarsi, una spiccata agilità e la capacità di paralizzare gli avversari con le mani. Spaventato da questa situazione, sostiene di voler solo una vita normale e non vorrebbe fare l’eroe come Spider-Man. Ma Miles assiste agli ultimi istanti di vita dell’eroe. Il giovane viene oppresso dal senso di colpa perché avrebbe potuto aiutarlo se avesse deciso di usare i suoi poteri piuttosto che farsi soggiogare dalla paura. Dopo la morte di Peter Parker decide di agire diventando poco alla volta una persona più coscienziosa e sicura di sé intraprendendo la carriera di supereroe erede di Spider-Man.

Abbiamo spiegato dove e come nasce Miles ma ora perché si ritrova nell’universo classico insieme a tutti gli altri eroi? Questo è dovuto all’evento del 2016 “Secret Wars”, con cui la casa editrice ha messo fine a tutti gli universi presenti nell’enorme multiverso Marvel, compreso il 616 (classico) e l’universo Ultimate. Per poi riscriverlo, riformando, ad esempio, la Terra classica, inserendo tutto il background di Miles Morales all’interno di quest’ultima. E’ più difficile a dirsi che a farsi, vi basta sapere che attualmente è come se Miles e i suoi comprimari fossero nati e cresciuti nell’universo classico da sempre.

Ma ora torniamo alla storia presente nell’albo. Miles è in crisi, sta mettendo in dubbio il suo essere Spider-Man, lo fa solo per imitazione o lo avrebbe fatto anche senza un modello da seguire? Decide così di staccare dalla sua vita “normale” di tutti i giorni, per una piccola avventura in Giappone. La storia si apre in media res, con Miles alle prese con un evento galante organizzato dall’inumana Tomoe, personaggio creato da Bendis stesso nella sua run su Invincible Iron Man. Per poi tornare indietro di due settimane e mostrarci come Miles è giunto alla decisione di andarsene in Giappone.

Bendis è un autore molto celebre, sicuramente bravo ma molto discusso. Ha scritto tante belle storie come Alias (da cui prende ispirazione la serie Netflix) ma altre, invece, non sono altrettanto buone come la già citata serie di Invincible Iron Man. Si da il caso che dal 2000 ad oggi, ciò che ha scritto su Peter Parker e Miles Morales rientri nel primo caso. Degno di nota è anche il fatto che dal 2000 ad oggi è l’unico autore che ha messo le mani su questa serie, Miles è, in tutto e per tutto, una sua creatura e fa un po’ male sapere che attualmente l’autore ha lasciato sia la serie che la Marvel. Certo, la curiosità di vedere Miles scritto da qualcun altro è tanta, specialmente ora che sappiamo che se ne occuperà l’ottimo sceneggiatore, Saladin Ahmed (Freccia Nera). Quindi, come per Amazing Spider-Man e Dan Slott, anche quanto leggiamo su Spider-Man sarà un lungo addio di un autore che ha dedicato quasi vent’anni della propria vita a questa serie.

  • Ben Reilly: Scarlet Spider #14, un costume anni ’90

In ultimo arriviamo alla storia di chiusura dell’albo, Ben Reilly: Scarlet Spider #14.

Il protagonista è Ben. Un clone, una copia genetica creata in laboratorio dal defunto scienziato folle Miles Warren, utilizzando il DNA di Peter Parker, ovvero Spider-Man e alcune sue cellule mnemoniche. Identico in tutto e per tutto all’originale e con gli stessi ricordi, Ben Reilly è stato creduto morto, dopo una battaglia tra il Ragno e Warren, dopo la quale Peter abbandonò quello che credeva il cadavere del suo clone in una ciminiera per cancellare ogni traccia della sua esistenza. Ben è tornato diverse volte, prima per difendere Peter e Mary Jane dall’attacco di Kaine, un clone con il viso sfigurato, scoprendo che in realtà Ben era l’originale mentre Peter era il clone. Successivamente Peter e Ben hanno combattuto insieme e quest’ultimo si è sacrificato per salvare la vita di Peter, dissolvendosi e rivelando così di essere lui il clone. Più di recente scopriamo che Ben è tornato in vita sotto le vesti del suo creatore, lo Sciacallo Warren. Ben ha trovato un cura miracolosa per far tornare in vita le persone con una sorta di clonazione, ma Kaine sa che questo causerà la diffusione del virus carrion. Peter e Kaine combattono contro Ben, avendo la meglio. Da qui in poi Ben vivrà le sue avventura in solitaria nella serie presente nell’albo, incontrando spesso anche il clone Kaine.

La caratteristica principale, e sicuramente più riconoscibile, è proprio il costume che sprizza anni ’90 da tutti i pori. Il celebre costume è anche sbloccabile proprio nel gioco Marvel’s Spider-Man. Attualmente Ben è a Los Angeles in compagnia di Kaine. Insieme hanno affrontato gli Slingers proteggendo Terry e Cassandra Mercury, quest’ultima proprietaria di un casinò. Nei prossimi numeri la serie verrà coinvolta nella miniserie Damnation, dove vedremo una Los Angels che affronta le conseguenze di Secret Empire, in compagnia di Doctor Strange, Wong, Iron Fist, Mefisto, Blade, Ghost Rider, Moon Knight, Doctor Woodoo, Elsa Bloodstone e gli Avengers.

Amazing Spider-Man #705 è un ottimo albo per saltare sul treno dei comics supereroistici e iniziare a seguire le avventure del vostro Uomo ragno di quartiere. L’unica pecca è che nell’albo non ci sia nessuna storia legata allo Spidey che avete conosciuto in Marvel’s Spider-Man, ma non poteva essere altrimenti non esistendo attualmente nessuna storia del genere. Ma tenetevi pronti, Marvel Comics ha in cantiere la miniserie Spider Geddon, nella quale il vostro Spider-Man targato Incomniac farà il suo debutto anche nei fumetti! Chissà che, visto l’enorme successo del personaggio, non gli venga data una serie tutta sua come successe con Spider-Gwen.

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