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Texas Cowboys vol. 2 – Recensione ReNoir Comics

Sergio L. Duma 10/08/2014

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Arriva il secondo volume di Texas Cowboys, il capolavoro di Trondheim e Bonhomme! Cosa succede quando Harvey Drinkwater è costretto a tornare a Fort Worth? Nulla di rassicurante! Non perdete questa esaltante proposta targata ReNoir!

Texas Cowboys vol. 2

TEXAS 2 coverAutori: Lewis Trondheim (testi), Matthieu Bonhomme (disegni)
Casa Editrice: ReNoir
Genere: Western
Provenienza: Francia
Prezzo: € 15,90, 18 x 25, pp. 144, col.
Data di pubblicazione: luglio 2014

LEGGI L’ANTEPRIMA

Recensendo il primo volume di Texas Cowboys, acclamata saga western del duo Trondheim/Bonhomme, ho usato il termine capolavoro. Analizzando questa nuova uscita, non posso che confermare il giudizio, dal momento che la seconda story-line imperniata sullo scrittore Harvey Drinkwater coinvolto in pericolose vicissitudini nella cittadina di Fort Worth è forse persino più avvincente della precedente. Al principio della storia scopriamo che Harvey è diventato famoso grazie ai suoi racconti e il rapporto, già piuttosto problematico, con il direttore del giornale per cui lavora si è deteriorato (e nel corso della trama l’uomo, infido e rancoroso, si rivelerà pericoloso per Harvey).

Lo scrittore riceve un messaggio da Ivy Forest, il cowboy che gli aveva fatto da guida e fornito il materiale dei racconti. Costui gli chiede di tornare a Fort Worth. Harvey si fida di lui e in fondo lo considera l’unico vero amico tra i cittadini di quel paese di frontiera. Ma stavolta c’è qualcosa sotto. Ivy è infatti stato costretto, per una serie di motivi che saranno spiegati nel corso della vicenda, a ingannare il povero Harvey. Qualcuno ce l’ha con lui e la situazione diventerà preoccupante.

Ma Trondheim non si limita a questo e tale dettaglio è il pretesto che gli serve per delineare una trama intricata e intrigante, con personaggi affascinanti e ben concepiti: un uomo che ha perso il braccio in un incidente e racconta versioni sempre diverse dell’accaduto che costituiscono deliziosi racconti inseriti nella cornice complessiva del plot; una bella ragazza tiranneggiata dal padre che sogna di trovare l’uomo della sua vita; una signora matura e scaltra implicata in faccende relative a una mandria di bestiame; un imbroglione attaccabrighe che si dimostrerà un prezioso alleato di Harvey; un pugile non molto intelligente e così via.

E ovviamente non manca l’azione. Il ritmo della narrazione è veloce e sincopato, influenzato dalla tradizione pulp americana. Testi e dialoghi sono incisivi e ben curati e anche in questa occasione Trondheim ricorre a volte ad incredibili tavole mute, basate su inseguimenti e sparatorie, che conferiscono al fumetto un senso di dinamismo degno di un film e che in effetti hanno la valenza di sequenze cinematografiche. Siamo nell’ambito dell’avventura allo stato puro e da questo punto di vista Texas Cowboys funziona alla grande.

Ma non si può trascurare l’aspetto grafico e Bonhomme, dal canto suo, svolge un lavoro sopraffino. Nel libro precedente il livello era già alto ma qui, a mio avviso, il penciler raggiunge ulteriori vette di qualità. Lo stile è un mix di naturalismo e grottesco senza eccessi cartoon. E ci sono altresì splendidi giochi d’ombra, in particolare nelle pagine ambientate di notte nelle praterie e nel deserto. I personaggi sono ben caratterizzati e Bonhomme è in grado di evocarne le mutevoli emozioni tramite uno sguardo, una smorfia, la piega delle labbra o la postura dei corpi, in maniera ammirevole.

Insomma, bisogna ribadirlo: Texas Cowboys è un capolavoro non solo del genere western ma del fumetto in generale. È una lettura più che consigliabile che non mancherà di ottenere il favore di coloro che amano la letteratura disegnata tout court. Di conseguenza, il fatto che ReNoir abbia deciso di tradurre un gioiello simile è da giudicare positivamente. Abbiamo a che fare con un must. Non trascuratelo.

Voto: 9

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