Masquerouge n. 1 – La Tomba degli Innocenti – Recensione

Pubblicato il 3 Maggio 2013 alle 11:00

Inizia una serie ambientata nell’affascinante universo de Le 7 Vite dello Sparviero, capolavoro bd ideato da Patrick Cothias! Non perdete il primo numero di Masquerouge, imperniato sul misterioso giustiziere dalla maschera rossa, pubblicato da Editoriale Cosmo!

Masquerouge n. 1

Autori: Patrick Cothias (testi), André Juillard (disegni)

Casa Editrice: Editoriale Cosmo

Genere: Avventuroso

Provenienza: Francia

Prezzo: € 2,90, 16 x 21, pp. 96, b/n

Data di pubblicazione: aprile 2013


Recentemente Mondadori ha pubblicato la prima parte di un capolavoro indiscusso del fumetto di area francofona: Le 7 Vite dello Sparviero, scritto da Patrick Cothias e ambientato nella Francia del 1600 e coloro che hanno avuto modo di leggerlo sanno che la story-line ha un impianto narrativo vasto e articolato con un ampio cast di personaggi. Tra questi, la coraggiosa Ariane De Troil e il misterioso giustiziere Masquerouge giocavano un ruolo di primo piano. In quell’opera si intuiva che la giovane era innamorata di lui e che ci sarebbero stati interessanti sviluppi.

E l’Editoriale Cosmo che negli ultimi tempi sta proponendo ottimo materiale bd in albi di formato bonellide e in bianco e nero fa uscire Masquerouge, interessante serial ambientato proprio nell’universo de Le 7 Vite dello Sparviero e dedicato, come è facile intuire dal titolo, a quest’ultimo character. Va chiarito che le due serie sono leggibili in maniera autonoma e di conseguenza i lettori che non hanno avuto la possibilità di conoscere l’opera principale non avranno problemi di comprensione.

Masquerouge ha un’impostazione più semplice rispetto a quella de Le 7 Vite dello Sparviero ed è meno violento nei toni ma si tratta ugualmente di un prodotto di qualità che vale la pena prendere in considerazione. La storia si svolge in un periodo successivo a quello della saga principale e qualcosa è cambiato. Senza spoilerare troppo, specifico solo che il sovrano di Francia è Luigi, ormai adulto, che Ariane è cresciuta e non è meno coraggiosa e ribelle di un tempo e che Masquerouge è sempre in circolazione. In verità ci sono molte dicerie sulla sua morte ed è dunque lecito chiedersi: chi è questo Masquerouge che dà filo da torcere ai potenti? L’originale che, evidentemente, non è morto? O qualcuno che ha deciso di emularne le gesta?

Sia come sia, Masquerouge sferra un attacco all’ordine costituito rappresentato da nobili e regnanti che vessano la popolazione, costringendola a vivere nella miseria, con la complicità di uomini di Chiesa corrotti. Come ne Le 7 Vite dello Sparviero, anche stavolta Cothias denuncia la disonestà dei governanti, realizzando, con il pretesto di un fumetto avventuroso, un inno alla ribellione e alla rivoluzione, senza dimenticare di scrivere una storia avvincente, ricca di inseguimenti, lotte tra spadaccini in un’atmosfera da cappa e spada, intrighi e macchinazioni di sette esoteriche e incredibili colpi di scena. È evidente l’influenza della narrativa ottocentesca ma pure di quella dei racconti d’appendice, con echi di Dumas. E i testi sono vivaci e incisivi.

I disegni di André Juillard sono un altro elemento che conferisce validità a Masquerouge. Il penciler caratterizza in modo sopraffino ogni personaggio, riuscendo ad esprimerne la psicologia con pochi, magistrali tocchi. I perversi governanti hanno luci lascive negli occhi nonché ghigni feroci e smorfie che rivelano la loro devianza. Gli sgherri risultano a volte servili, a volte ottusi e crudeli. Ariane ha una bellezza delicata e Masquerouge esprime il carisma tipico di un eroe e Juillard gioca abilmente con il suo sguardo (l’unico dettaglio che gli è consentito, considerando che il viso è mascherato!). E naturalmente è onnipresente la suggestiva e intimidente immagine dello sparviero, simbolo metaforico delle tenebrose passioni che animano i protagonisti.

Le sequenze d’azione hanno una fluidità e un dinamismo encomiabili e possiedono un’allure quasi cinematografica, enfatizzata dal taglio delle inquadrature che rimanda all’estetica degli storby-board, impreziosita da particolari certosini (è sufficiente osservare con quale maniacalità Juillard visualizza gli interni delle magioni, i sotterranei frequentati dai membri della setta, le architetture dei castelli e dei palazzi e, last but not least, la vastità dei paesaggi per capirlo). Insomma, Masquerouge è un pregevole fumetto d’avventura e merita un tentativo.


 

Voto: 8

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