Bob Morane n. 1 – La Spada del Paladino – Recensione

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Inizia una serie franco/belga dai toni fantasy e fantascientifici: Bob Morane! Fatevi avvincere da viaggi spazio-temporali e misteri alieni in una serie scritta da Henri Vernes e illustrata da Forton e Vance!

Bob Morane n. 1 – La Spada del Paladino

Autori: Henri Vernes (testi), Gérald Forton, William Vance (disegni)

Casa Editrice: Editoriale Aurea

Provenienza: Francia

Genere: Fantascienza

Prezzo: € 3,00, pp. 98, b/n

Data di pubblicazione: dicembre 2012

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L’Editoriale Aurea procede con la pubblicazione di opere di provenienza franco-belga in bianco e nero a prezzo popolare. Dopo XIII è la volta dell’intrigante Bob Morane, serial che per comodità potremmo definire fantascientifico, malgrado le story-line siano caratterizzate da un delizioso mix di elementi narrativi di vario genere come il fantasy e la spy story. Scritto dall’esperto Henri Vernes, il fumetto è imperniato sul coraggioso capitano Bob Morane, coadiuvato dal fido Bill Ballantine.

L’albo di esordio include due episodi contrassegnati da un ritmo piacevole e da costanti colpi di scena. La trama inizia in un antico monastero di proprietà del protagonista. È qui che Morane riceve la visita di uno scienziato che per una serie di circostanze gli chiede di utilizzare un veicolo in grado di viaggiare nel tempo. Vernes, quindi, utilizza una classica tematica fantascientifica, quella dei viaggi temporali, appunto, ma è un pretesto che gli consente di delineare una story-line articolata e non banale.

Morane e Ballantine, infatti, finiscono nel Medio Evo e lo sceneggiatore si diverte a sfruttare archetipi della narrativa fantasy: ci sono un castello, una splendida principessa in pericolo, guerrieri arcaici e i cattivi di turno. Di tanto in tanto si colgono echi della sensibilità romantica ma Vernes va oltre, inserendo i personaggi nell’epoca di Carlo Magno e facendo riferimenti alle leggende di Rolando e della spada nella roccia. La conclusione dell’episodio è peraltro ambigua e aperta a una miriade di interpretazioni e nel complesso non si ha a che fare con un’opera risaputa.

L’impressione è avvalorata dalla seconda storia, più tipicamente fantascientifica nei toni. Trattasi di sci-fi di impostazione sixties con influssi new wave e dei telefilm di Jerry & Silvia Anderson (quelli di UFO e Spazio 1999). Morane rimane coinvolto nelle macchinazioni di un’organizzazione criminale, la Smog, guidata da una sensuale cattiva, Miss Ylang Ylang, che sembra uscita da un film di James Bond o da un comic-book di Nick Fury. Morane viene contattato da un’aliena, Cyrillia Sirius, rappresentante della razza degli Iperboreali, che ha bisogno del suo aiuto. La missione riguarda un satellite denominato Cavaliere Nero e Vernes si sbizzarrisce narrando una vicenda influenzata dall’archeologia alternativa di Zecharia Sitchin e dal mito dell’energia Vrill di Bulwer-Lytton.

Bob Morane non è rivoluzionario e innovativo ma un prodotto di intrattenimento divertente, non privo di ironia e che garantisce una sana distrazione e da questo punto di vista è ben riuscito. Vernes ha indubbiamente inventiva e l’unica pecca è forse costituita dai testi didascalici che possono risultare datati. Ma ciò non compromette la qualità dell’insieme. E d’altronde bisogna poi tenere presente la parte grafica, certamente non trascurabile.

Il primo episodio è illustrato dal bravo Gérard Forton. Il suo stile elegante e fluido è di una bellezza sopraffina nonché perfetto per le ambientazioni medioevali immaginate dallo sceneggiatore. Forton dimostra di possedere notevoli capacità di storyteller e si contraddistingue pure per l’attenzione nei confronti degli sfondi.

Alle matite del secondo episodio c’è invece il grande William Vance. Realista nel taglio delle immagini, ci offre un gioiello visivo con un’interessante costruzione della tavola, dando il meglio di sé con l’avvenenza dei personaggi femminili, le atmosfere oscure e claustrofobiche del satellite e le sequenze d’azione (da ammirare specialmente quella della lotta tra Morane e una schiera di esseri meccanici).

Nel complesso, dunque, Bob Morane è un bell’esempio di fumetto ‘popolare’, ideato con gusto e professionismo. Piacerà agli estimatori del fumetto di area bd e della fantascienza da b-movie. Da provare.


Voto: 7 ½

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2 Commenti

  1. Bob Morane è abbastanza vintage; mi sembra di ricordare che i primi episodi risalgano al 1973.
    C’è una canzone di uno dei più importanti gruppi new wave francesi, gli Indochine, che si intitola
    “Bob Morane contre le chacal”

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