Ultimate Spider-Man 1 | Recensione

Peter Parker, sposato con due figli, scopre che può scegliere di diventare Spider-Man...

Pubblicato il 11 Maggio 2024 alle 08:00

Autori: Jonathan Hickman, Marco Checchetto
Formato: 17X26, 48 pp., S., colori
Prezzo: € 5,00
Casa Editrice: Panini Comics
Provenienza: USA
Data di pubblicazione: 28/3/2024

Tobia Brunello
Tobia Brunello
2024-05-11T08:00:47+02:00
Tobia Brunello

Autori: Jonathan Hickman, Marco Checchetto Formato: 17X26, 48 pp., S., colori Prezzo: € 5,00 Casa Editrice: Panini Comics Provenienza: USA Data di pubblicazione: 28/3/2024

La testata ammiraglia del nuovo Universo Ultimate Marvel è, ovviamente, Ultimate Spider-Man. Questa nuova versione del Tessiragnatele è realizzata dallo sceneggiatore che ha ideato l’intero nuovo universo narrativo, Jonathan Hickman, e da un disegnatore che da più di un decennio si è distinto come uno dei più apprezzati sul personaggio classico, fin dai tempi in cui aveva iniziato a disegnarlo per Il Giornalino: Marco Checchetto.

A differenza della “classica versione Ultimate” di Spidey, questo Ultimate Spider-Man non reinventa tanto il personaggio per le giovani generazioni, quanto sembra andare incontro alle richieste di una consistente fetta di vecchi lettori.

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Il Peter Parker del nuovo universo Ultimate, infatti, non è il ragazzino quindicenne che tutti ricordiamo, ma un uomo sposato con due figli, che diventa Spider-Man per una scelta consapevole solo in età più avanzata.

Come abbiamo letto su Ultimate Invasion, infatti, in questo universo (Terra 6160) la nascita dei vari supereroi è stata impedita fin dalle origini dal Creatore, la versione malvagia di Reed Richards proveniente dal vecchio universo 1610 che ha creato e plasmato questa realtà. In Ultimate Universe abbiamo visto però come gli Ultimates (Tony Stark, il Reed Richards di questo universo, Thor e Sif) hanno recuperato le “reliquie” che il Creatore ha nascosto al mondo, tra cui il ragno radioattivo che avrebbe dovuto dare i poteri a Peter Parker.

Ecco quindi che Peter, uomo sulla trentina, che lavora al Daily Bugle di J. Jonah Jameson insieme a suo zio Ben (fresco vedovo dopo la morte della moglie May nell’attentato attribuito a Tony Stark visto in Ultimate Universe), sposato con Mary Jane Watson e padre di due figli, Richard e May, scopre che quel senso di vuoto che ha provato nella sua vita è dovuto al suo non essere mai diventato Spider-Man, ma ora ha l’opportunità di essere l’eroe che ha sempre pensato di dover essere.

Il primo numero di questa serie si occupa esclusivamente di presentare il contesto in cui si muove Peter, la sua famiglia, il rapporto con zio Ben e J. Jonah Jameson, introdurre un nuovo Goblin (e dato che incontriamo un Harry Osborn, che ricorda i genitori Norman ed Emily tra le vittime dell’attentato di Ultimate Universe, non è difficile capire chi sia) e un Kingpin intenzionato a prendere il controllo del Daily Bugle, e rendere partecipi i lettori del dubbio di Peter, nel gettarsi a capofitto nell’ignoto, nonostante le sue responsabilità con la famiglia. E non si tratta solo di assumere il ruolo di Spider-Man, ma anche di seguire Ben e Jonah nella nuova avventura giornalistica che vogliono intraprendere, piuttosto che mantenere il lavoro sicuro al Daily Bugle.

Insomma, sembra un fumetto realizzato apposta per sopire le critiche di chi, dopo 20 anni, ancora lamenta le conseguenze di One More Day nella continuity classica, con la “cancellazione” del matrimonio tra Peter e Mary Jane (o di chi dopo 30 anni lamenta ancora la “resurrezione” di Zia May e la perdita della figlia di Mary Jane).

I disegni di Marco Checchetto sono strepitosi e riescono, attraverso l’espressività e il linguaggio corporeo dei personaggi, a regalare un po’ di dinamismo anche alle sequenze prive di azioni della storia (e sono moltissime).

Peccato che, al di là del vedere come sarebbe potuta essere la vita di Peter da sposato, i motivi di interesse si esauriscono presto. Il ritmo è lentissimo: non solo in questo numero non arriviamo nemmeno a vedere il costume di Spider-Man, ma per tutti i prossimi numeri si farà fatica a capire quale sia il motore della trama. Jonathan Hickman poi, nonostante scriva dei dialoghi avvincenti e piacevoli da leggere, fatica a creare empatia con i propri personaggi, e la scelta di narrare in tempo reale le vicende, con un mese di tempo che passa da un episodio all’altro, rende tutto troppo frammentario ed episodico.

Lo Spider-Man che viene tratteggiato da questa storia sembra impacciato e sfortunato come quello classico, ma senza la scusa della giovane età e con l’aggravante di trascurare le sue responsabilità familiari per soddisfare quella che sembra una crisi di mezza età risolta con un ragno radioattivo invece che con una macchina sportiva. Insomma, in definitiva non si capisce bene quale sia l’orizzonte di questa serie al di là del “Ecco, volevate Peter sposato con Mary Jane? Ve lo abbiamo dato!”.

L’impressione è che sia la conferma che spesso seguire la volontà dei fan più rumorosi non porta a storie migliori, al contrario. Vedremo se con il tempo questa serie potrà svilupparsi meglio.

 

In Breve

Storia

5

Disegni

9

Cura editoriale

6.5

Sommario

Gli splendidi disegni di Marco Checchetto accompagnano una storia che zoppica un po' nel riuscire a creare effettiva empatia con i personaggi e nel delineare immediatamente una direzione narrativa della serie. Il ritmo narrativo è esageratamente dilatato, con un primo episodio che è un immenso prologo che non vede mai comparire il personaggio titolare.

7

Punteggio Totale

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