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Naoki Urasawa: un mangaka visionario e complesso dell’epoca moderna

Nicola Gargiulo 17/04/2023

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Naoki Urasawa è uno dei mangaka più talentuosi della sua generazione, e senza ombra di dubbio si pone come un’artista visionario e altamente sfaccettato.

Capace di creare e intricare trame fuori dal comune, Urasawa nel corso degli anni è entrato nelle grazie del pubblico grazie a storie come Pluto, Billy Bat, 20th Century Boys, Monster e tanti altri. Il successo è avvenuto anche in Italia, grazie alle ultime due opere citate.

Intanto che Netflix quest’anno porterà alla nostra attenzione una trasposizione animata tratta da Pluto, vi offriamo un articolo di approfondimento sulle “gesta” e l’esperienza di questo mangaka, per prepararvi al meglio a quello che vi attendete sulla nota piattaforma streaming.

Vi rammentiamo brevemente che Pluto è un’opera pubblicata anche in Italia, dove il sensei Urasawa rielabora quanto fatto da Tezuka con il famigerato Astro Boy. Per approfondire questo aspetto, oltre recuperare la storia, abbiamo scritto un pezzo apposito.

Naoki Urasawa: un giovane astro nascente (nascita, crescita ed evoluzione)

L’artista è nato il 2 gennaio del 1960 a Fuchù, e da come potete immaginare prima di laurearsi ha vinto nel 1982 il concorso Shogakukan “New Comic Artist”, affermando da subito il suo talento. L’anno dopo, 1983 ha fatto il suo debutto nel mondo del professionismo con il manga Beta!!

Tra le sue prime storie più famose troviamo Yawara! Dancing Policeman e NASA – Nippon Amateur Space Association e Master Keaton, dove Urasawa prestava il suo talento artistico ai testi di Hokusei Katsushika. Come già accennato successivamente a queste storie arrivano 20th Century Boys, Pluto e Monster, una triade micidiale.

Con queste tre storie Naoki mostra il suo talento al pubblico, realizzando tre opere completamente diverse che esplorano tematiche forte e importanti, attuali all’epoca e attuali ancora oggi.

La sua smisurata capacità di intrecciare e raccontare eventi, storie, sottostorie e personaggi è davvero notevole, e passo dopo passo, pagina dopo pagina il pubblico ha da sempre notato anche la sua maturazione sotto l’ottica della scrittura, del tratto e delle impostazioni delle tavole.

Dopo la fine 21st Century boys inizia un nuovo manga, Billy Bat ambientato in Giappone nel periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale, anni nei quali è ambientato anche Asadora!, serializzato su Big Comic Spirits a partire da ottobre 2018.

Al momento Asadora pubblicato da Planet Manga) è il manga che sta serializzando, sempre se non vogliamo contare Kushami – Naoki Urasawa Short Stories (くしゃみ 浦沢直樹短編集, Kushami Urasawa Naoki tan henshū) che da come potete intuire sono solamente delle storie brevi del sensei.

La poetica elegante, cruda e profonda delle sue opere

Quello che sicuramente contraddistingue Urasawa dagli altri autori della sua generazione (senza nulla togliere ad altri grandi talenti sia chiaro ndr), è senza dubbio la sua poetica.

La capacità di uscire fuori dagli schemi per raccontare una storia profonda, complessa e sfaccettata come nessuno ormai riesce più a fare è qualcosa di incredibile, specie in un medium ormai troppo saturo come quello dei manga, al momento troppo focalizzato sulle vendite e sui battle shonen di turno.

Urasawa non ha mai concesso al suo pubblico un attimo di tregua, e allo stesso tempo li ha sempre condotti verso una lettura rigida e flessibile, capace di scalfire e spesso colpire nel profondo l’animo umano, grazie a dei personaggi sempre più vicini a esso, piuttosto che a un’entità astratta lontana dal suddetto.

Dialoghi mia banali, diretti, semplici, fanno fronte a un tratto elegante, adulto, come pochi della sua generazione, capace di variare non solo con la dinamicità delle tavole, ma anche nei volti, sempre reali e profondi capaci di amalgamarsi alla perfezione con le scene e i dialoghi della storia.

Anche se tra i temi portanti del sensei troviamo la fantascienza e il “mecha”, anche in questo caso Urasawa cerca di scrivere dei personaggi umani, toccanti, che non si distanziano da una potenziale realtà, cercando di proporre al lettore anche una sorta di “ipotesi” caratteriale nel caso ci fossero state determinate scoperte al giorno d’oggi.

Naoki parla della fine del mondo, delle guerre, dell’attualità: proprio come Tezuka e Go Nagai; l’autore in questione cerca di discutere della vita, dell’esistenza, e allo stesso tempo riesce sempre a porre i suoi personaggi in una sorta di futuro catastrofico, dove le azioni dell’essere umano hanno condotto a conseguenze irreversibili.

Per concludere, Naoki Urasawa si pone e si è posto da sempre all’interno del medium nipponico, come una sorta di visionario, di genio, capace ogni volta di uscire dagli schemi per proporre qualcosa di nuovo al pubblico grazie a una poetica unica, attualmente lontana anni luce da le storie manga più famose.

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