Ne abbiamo letti tanti di fumetti sugli zombi (The Walking Dead è chiaramente il più popolare), ed abbiamo visto tante serie TV e film dedicati a questo tema, ma Year Zero prova a riproporre una tematica straconosciuta, ed a renderla ancora una volta suggestiva.

Year Zero: storie di vita durante un’apocalisse zombi

Sulla scia della lezione di Robert Kirkman in The Walking Dead, anche Year Zero utilizza gli zombi per concentrarsi sulle storie di vita. Vengono raccontati i percorsi dei personaggi più vari.

Sono presenti dal sicario giapponese, ad un americano del Midwest. Ognuno riesce a proporre una sua sfaccettatura di quella che è l’epidemia zombi, ogni personaggio ha un tratto profondamente umano, con dinamiche che riescono ad attirare l’attenzione del lettore.

Colpisce soprattutto la storia di Bob, isolato nella sua casa, in cui ha tutte le provviste che gli servono, ed un collegamento radio con l’esterno per mettersi in contatto con i sopravvissuti.

La sua è una storia un po’ in stile Io sono Leggenda, che colpisce anche perché Bob, che fino a quel momento nella vita aveva avuto praticamente nessun contatto significativo con il sesso femminile, proprio tramite il collegamento radio, riesce a trovare una voce che lo porta a rischiare la morte pur d’incontrarla.

Insomma, ci sono un po’ di elementi interessanti all’interno di Year Zero, forse un po’ troppi per essere compressi in un centinaio di pagine, che riescono comunque a trasmettere molta curiosità verso alcuni personaggi, mentre altri rimangono un po’ più vaghi.

Benjamin Percy è stato abile a dosare il ritmo della storia, e a raccontare degli spaccati di vita in un momento tragico, quali può essere un’epidemia zombi.

In tempi di pandemia, come sono quelli che stiamo vivendo, l’immedesimazione con alcune situazioni di isolamento e di pericolo sono più forti, e per questo ha senso l’idea di raccontare la reazione di esseri umani ad una condizione estrema.

Ed ecco che ancora una volta l’horror può diventare la chiave di lettura ideale della società. Cinque personaggi che vivono in condizioni completamente diverse devono tutti fare i conti con le stesse difficoltà.

Year Zero: un’epidemia zombi visivamente intrigante

Ramon Rosanas è bravo nel gestire disegni che riescono a dare attenzione per i dettagli, realismo, e che con la linea chiara riescono a tratteggiare in maniera efficace personaggi e ambientazioni.

Da segnalare anche i colori di Lee Loughridge, che riesce a dare una prevalenza cromatica netta ad ogni scena proposta, così che ogni personaggio e situazione siano abbastanza identificabili e distinguibili.

In Year Zero tutto funziona in maniera adeguata, anche se, come già espresso, a livello narrativo il fatto di gestire cinque storie diverse in contemporanea non riesce a creare un equilibrio perfetto.

Va dato merito a Benjamin Percy della capacità di riuscire a non scadere nei soliti cliché da storie di zombi, ma di sfruttare un elemento narrativo molto forte per raccontare ciò che più è in grado di attirare qualsiasi tipo di lettore: storie di vita.

Year Zero è un’interessante proposta editoriale da parte di Edizioni Star Comics, che non si è fatta sfuggire un fumetto che può arrivare ad un pubblico vario, alla ricerca di buon intrattenimento, ma anche di spunti di riflessione.

Acquista QUI Year zero

telegra_promo_mangaforever_2

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui