The Resistance: Benvenuti nella Resistenza è la serie di esordio del nuovo universo narrativo orchestrato dalla AWA ovvero la nuova creatura editoriale di Alex Alonso (già editor-in-chief della Marvel) e Bill Jemas (altro nome familiare ai lettori Marvel) che arriva in Italia grazie alla sempre attenta Panini Comics.

L’editore modenese infatti non è si è lasciata sfuggire questo lancio che segna fra l’altro il ritorno ai comics di J. Michael Straczynski (Superman, Thor, Amazing Spider-man) accompagnato dalla superstar brasiliana Mike Deodato Jr. ai disegni.

The Resistance – dopo la pandemia

Una improvvisa e misteriosa pandemia miete centinaia di milioni di vittime in tutto il mondo. Tuttavia improvvisamente così come si era scatenata, la pandemia si blocca e il misterioso virus XV1N1 perde la sua carica virale divenendo di fatto dormiente.

Ma non tutti i sopravvissuti sono uguali. Alcuni infatti iniziano a manifestare incredibilità abilità, veri e propri super poteri. Ma la pandemia non ha cambiato la razza umana: negli Stati Uniti viene eletto un nuovo presidente ultra conservatore che con l’insorgere di questi individui inasprisce le misure di contenimento e mette a punto strategie di contenimento di questi nuovi esseri umani come una società che li “amministra” di modo da renderli innocui.

Mentre le altre potenze mondiali, dall’Europa alla Russia, si interrogano sulla provenienza del virus e sulle misteriose modalità con cui è divenuto dormiente, il neo-presidente incassa la sfiducia del suo segretario della difesa che viene salvato da un gruppo di “rinati”.

Si fanno chiamare la Resistenza e sono guidati dalla misteriosa Lisa. Sono migliaia e vogliono rendere il mondo un posto migliore. Ma i loro atti, che vanno dalla disobbedienza civile alla lotta al crimine, attira le attenzione dei capi di stato sempre più convinti che si tratti di una sorta di “avanguardia” per una invasione o una nuova ondata pandemica.

Quando una plateale protesta in Russia sfocia in uno scontro violento, il Presidente degli Stati Uniti decide di togliere di mezzo proprio Lisa non sapendo però di aver appena incassato una proverbiale vittoria di Pirro.

The Resistance – il ritorno di Stracz fra attualità e fantapolitica

Di J. Michael Straczynski si erano un po’ perse le tracce. Dopo il suo passaggio in DC e le prove tutt’altro che entusiasmanti su Superman e Wonder Woman soprattutto, il prolifico autore era ritornato a scrivere per le TV ed il cinema.

Eccolo rispuntare con questo colpo d’apertura per l’universo narrativo della AWA, questo The Resistance: Benvenuti nella Resistenza che ci riporta ai primi successi di Stracz nel mondo dei fumetti e nello specifico alla sua serie Rising Stars (sempre edita da Panini Comics in Italia) ovvero un primo tentativo di “attualizzare” e rimaneggiare una serie di topoi classici della narrazione supererostica gettando semi che sarebbero germogliati solo molti anni dopo tanto nei fumetti quanto in alcuni riusciti adattamenti televisivi (vedasi The Boys o The Umbrella Academy).

Utilizzando uno sfondo sinistramente famigliare, quello di una misteriosa pandemia, Straczynski riparte dal nucleo stesso della narrazione supereostica: i superpoteri. Tuttavia in The Resistance non seguiamo il classico percorso di un protagonista, o di un gruppo ristretto di individui, ma al contrario assistiamo alla democratizzazione dei superpoteri.

Qui potenzialmente i super esseri qui sono milioni, di ogni provenienza e di ogni estrazione sociale, con tutte le conseguenze del caso, immaginabili e non.

Come in altri grandi classici della letteratura supereroistica (Marvels, Kingdom Come) però il nostro punto di vista non è quello degli esseri con superpoteri ma quello dell’uomo comune ed è qui che J. Michael Straczynski compie il ribaltamento narrativo definitivo.

L’uomo comune non è più “l’uomo di strada” ma diventa il potente, il capo di stato populista o quello autarchico che guarda con sospetto, cerca di razionalizzare e normalizzare ma che soprattutto ha paura. Paura che lo status quo cambi, le coscienze si sveglino, e gli equilibri faticosamente raggiunti si disintegrino.

Se ad esempio il bellissimo, e sottovalutatissimo, Global Frequency di Warren Ellis esaltava questa stessa democratizzazione, J. Michael Straczynski invece ne evidenzia la carica sovversiva, e la conseguente risposta reazionaria, in The Resistance.

Quindi The Resistance: Benvenuti nella Resistenza più che una storia di supereroi è una storia con i supereroi. Un affresco fantapolitico intrigante, realistico con richiami (fanta)scientifici efficaci, qualora vengano sviluppati, e che soprattutto assolve al suo compito di creare un mondo in cui poter sviluppare storie che riprendano il taglio “anticonformista” delle premesse.

Dal punto di vista squisitamente narrativo, J. Michael Straczynski dà alla serie un taglio televisivo e procedurale. Una scelta vincente soprattutto nella prima parte del volume, tuttavia qualche similitudine di troppo con il già citato Rising Stars e qualche evidente richiamo ad altre soluzioni tipiche della letteratura supereroistica smorzano un po’ il ritmo nella seconda parte.

Diciamo che il personaggio più interessante risulta essere il macchiavellico presidente degli USA mentre gli “eroi” sono trattati in maniera troppo superficiali perché il lettore riesca a stabilire con loro una connessione empatica di qualche tipo.

The Resistance – Deodato Jr. sperimentale ma poco incisivo

J. Michael Straczynski viene affiancato da un Mike Deodato Jr. che, libero dal contratto che lo legava alla Marvel, può ora sperimentare con il suo stile perdendo però un po’ di quella immediatezza e urgenza che lo caratterizzano.

Il disegnatore brasiliano opta per alcune evidenti referenze fotografiche (il Presidente assomiglia a Ed Harris mentre il segretario della difesa ad Harvey Keitel) che lasciano poco spazio all’immaginazione del lettore.

Il tratto si fa estremamente stilizzato, il tratteggio nervoso, le anatomie appena accennate e molto standardizzate in gruppi di personaggi in cui i volumi sono appena distinguibili.

Di contro Deodato cerca di lavorare molto sulla composizione della tavola non tanto con soluzioni ad effetto quando proprio sulla narrazione per immagini al netto di sequenze d’azione vere e proprie ridotte al minimo.

È una storia verbosa, nel senso che i dialoghi e le didascalie la fanno da padrone, e quindi il disegnatore gioca sulla scomposizione irregolare dei riquadri, su uno spazio bianco ridotto spesso all’osso che amplifica la contemporaneità ma anche il carattere “clandestino” di alcune sequenze, mentre le inquadrature si fanno ravvicinate con pochissimi campi lunghi e mimica, e sguardi soprattutto, diventano fondamentali nella recitazione dei personaggi.

In questo senso i colori crepuscolari di Frank Martin prima e Lee Loughridge dopo non riescono a dare la giusta profondità alle matite di Deodato che offre quindi una prova generosamente sperimentale ma lontana forse da quella incisività che avrebbero meritato gli ottimi spunti dello sceneggiatore.

Il volume

Panini Comics presenta The Resistance: Benvenuti nella Resistenza nel suo tradizionale cartonato soft touch dall’ottima resa grafica.

Dal punto di vista degli extra da segnalare la puntuale introduzione dell’editor Aurelio Pasini e la postfazione firmata dallo stesso J. Michael Straczynski che racconta la genesi del progetto. Immancabile poi la galleria con le copertine variant e un estratto da una delle sceneggiature originali che mostra il processo creativo dietro la creazione di una pagina a fumetti.

Dal punto di vista della cura editoriale da segnalare invece un paio di balloon invertiti, un buon adattamento ma qualche scelta troppo colloquiale in fase di consecutio temporum in cui qualche congiuntivo viene reso all’indicativo con troppa leggerezza forse.

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