Zagor/Flash #0 – La Scure e il Fulmine è finalmente arrivato in tutte le fumetterie e sullo shop online della Sergio Bonelli Editore dandoci finalmente un assaggio del secondo crossover fra i personaggio SBE e quelli DC dopo quel Dylan Dog/Batman #0 – Relazioni Pericolose – QUI la nostra recensione – uscito ormai più di un anno fa.

Zagor/Flash #0, anomalie temporali

Central City. Flash accorre sul luogo dove i Rogues, ovvero i suoi nemici, stanno cercando di compiere uno dei loro arditi colpi. Ma proprio davanti al Museo dei Flash qualcosa distrae il Velocista Scarlatto, si tratta di un ragazzino che chiede aiuto ma non solo. La realtà infatti sembra collassare intorno a lui. Flash cerca ovviamente di soccorrerlo gesto che gli costa quasi la sconfitta…

Darkwood. Zagor si muove agile nella sua foresta mentre Cico arranca dietro di lui nella speranza di arrivare sano e salvo al pranzo. Lo Spirito con la Scure viene distratto da un ragazzino in fuga che reclama a gran voce il suo aiuto. Giunto in quello che sembra un accampamento di fortuna Zagor si ritrova davanti una scena impossibile: alcuni dei suoi più acerrimi nemici sono tornati in vita.

Chi è questo misterioso ragazzino che ha fatto visita a due universi di distanza ai due eroi?

Zagor/Flash #0, fra sincretismo e Silver Age

Zagor/Flash #0 – La Scure e il Fulmine, visto anche il numero esiguo di pagine a disposizione, si configura come il più classico dei prologhi e come tale serve soprattutto a stuzzicare il lettore.

In questo senso Mauro Uzzeo (zagoriano della prima ora) e Giovanni Masi trovano una miscela quasi perfetta che nella sua semplicità soddisfa entrambe le tipologie di lettore. L’incipit infatti non sfigurerebbe in un albo di The Flash (basti prendere la più recente serie antologica digitale del Velocista Scarlatto per rendersene conto) mentre l’entrata in scena di Zagor è classicamente nolittiana.

È in questo contrasto che però i due autori trovano il perfetto punto di incontro per una avventura che dalle sue premesse trasuda Silver Age per la sua immediatezza e che si ricollega direttamente a quel sincretismo tipico della narrazione zagoriana.

Questi crossover rappresentano un momento di puro divertimento (e queste poche pagine ne sono la prova incontrovertibile) ma servono anche a suscitare interesse. Per esempio nel sottoscritto, lettore integralista DC e lettore zagoriano solo dal recente retelling delle origini, ha suscitato molta curiosità la doppia splash page con tutti i nemici di Zagor.

Dove sono comparsi? Che fine hanno fatto? Chi sono?

In un momento storico, soprattutto per quanto riguarda l’editoria a fumetti, di profonda pigrizia operazioni come queste, e così genuinamente abbracciate dagli autori basti leggerne i redazionali, dovrebbero essere incoraggiate e accolte con spirito ecumenico dai lettori.

Zagor/Flash #0, matite moderne nel solco della tradizione

Ottimo il lavoro alle matite di Davide Gianfelice supportato benissimo da Luca Saponti ai colori.

Il disegnatore aveva già illustrato entrambi i personaggi per questo il suo tratto è sicuro e capace di dare risalto alle diverse caratteristiche dei due eroi con semplici accorgimenti sia nel tratto che nella costruzione della tavola.

Quando è in scena Flash aumenta il tratteggio che serve a rappresentare al meglio il movimento dell’eroe – nel solco della tradizione Infantiniana già ripresa da Carmine Di Giandomenico – la cui cineticità trova espressione anche in una tavola spaziosa che prediligi ampie sbordature centrali in cui innestare riquadri in alto e in basso.

Quando è in scena Zagor invece la dimensione prediletta è la verticalità. Lo Spirito con la Scure diventa un fascio di muscoli plastico e scattante – nel solco della tradizione di Gallieno Ferri – che trova nella già citata doppia splash page con i suoi nemici la cifra dell’eccezionalità degli accadimenti in un gioco di inquadrature e prospettiva semplice ma efficace.

Saponti ai colori deve a questo punto solo gestire due palette diverse che si distinguono in colori brillanti (rossi e azzurri) Flash e toni più smorzati (verdi e marroni) per Zagor cogliendo così le diverse sfumature delle due ambientazioni che trovano nell’elemento alieno (il ragazzino) un ideale colore di congiunzione “rappresentato” da un viola alieno.

Zagor/Flash #0, l’albo SBE

Sergio Bonelli Editore confeziona un mini albo che si contraddistingue per la carta porosa dall’ottima resa di stampa e dall’ampio apparato redazionale firmato dagli autori, correlato di bozzetti preparatori. Vengono quindi presentati in maniera esauriente i protagonisti del crossover con enfasi soprattutto sulle origini di Barry Allen, personaggio che diede il via alla così detta Silver Age dei comics.

Per il resto l’albo è tanto un prologo quanto una chicca per fan e collezionisti anche grazie alle due copertine disponibili in cui il grande Carmine Di Giandomenico omaggia un altro Carmine, quell’Infantino che realizzò una delle copertine più iconiche di sempre ovvero quella di The Flash #123 (data di copertina settembre 1961) in cui si incontrarono per la prima volta Barry Allen e Jay Garrick il Flash della Golden Age.

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