Si torna a parlare di Legione, di mondi pieni di demoni che cercano di invadere la nostra dimensione. Come nel numero 7, Samuel viene sedotto dall’Agenzia che lo vuole a tutti i costi nel suo entourage. In Samuel Stern 13, “Tra due mondi”, vediamo un primo forte assaggio di demoni che prepotentemente cercano di arrivare tra di noi

Indirizzato dall’Agenzia, Samuel inizia a lavorare come maestro di educazione fisica in una scuola per tenere d’occhio un bambino con un disturbo dell’attenzione diagnosticato. L’esorcista dai capelli rossi capisce che nel bambino non risiede un demone, ma c’è comunque qualcosa di strano: è come se al suo interno ci fosse un male latente, quasi incomprensibile.

L’Agenzia lo avverte: i demoni colpiscono gli esseri umani nel sonno, lasciando dentro di loro una sorta di “marchio” da usare come porta per il nostro mondo.

«Demoni come fermaporta per altri abomini esterni. che dio abbia pietà di noi.» (cit. padre duncan)

L’uomo nero nascosto nel ripostiglio continua a spaventare il piccolo Joshua, causando di conseguenza grande stress in Grace, madre single in eterno conflitto con i suoi genitori ma soprattutto con la madre matrona. Le crepe nel cuore della famiglia stanno per aprire un grosso varco, le cui conseguenze neanche Samuel riesce a immaginare.

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Samuel Stern 13 – Una porta spalancata verso l’orrore

È difficile essere imparziali quando si legge il miglior albo della serie. In Samuel Stern 13 c’è tutto: amore, odio, buoni sentimenti, tradimenti, improvvisi cambi di rotta, sorprese e lotta tra bene e male.

Il trittico di sceneggiatori Fumasoli – Filadoro – Savegnago ha finalmente dato il “la” a ciò che si era già intavolato con i numeri precedenti. Finalmente vediamo Stern all’opera in combutta con l’Agenzia, seppur controvoglia. Questa collaborazione astiosa mette pepe nelle battute, soprattutto quelle di padre Duncan, che sono ancora più piccate sia verso Stern che verso gli altri agenti.

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Samuel Stern 13 era uno degli albi più attesi, oltre a quello che vedrà Samuel affrontare il suo passato e sua figlia Lily. Per la prima volta si è trovato ad affrontare qualcosa di diverso da un semplice demone: per la prima volta affronta un arcidemone (o così pare…) dalle fattezze che richiamano due delle mascotte metal più famose, Eddie degli Iron Maiden e Vic Rattlehead dei Megadeth.

Peccato però per i disegni. In questo numero Marco Perugini, già disegnatore del numero 3 “Legione”, sembra aver dovuto consegnare le tavole in fretta e furia. A volte troviamo tavole ben disegnate, con mostri che fuoriescono dalle pagine a far paura, a volte invece troviamo tavole con personaggi ed elementi di sottofondo appena abbozzati, essenziali, solo con le linee di contorno. Di contro, i neri pieni sono in minoranza all’interno della pagina, mentre i grigi sono appena accennati e fumosi, che creano un leggero effetto di tridimensionalità.

Complessivamente è un albo da non perdere se sei un appassionato delle avventure dell’esorcista dal pelo rosso, ma anche se sei un lettore occasionale di Samuel Stern. Gli intrighi, gli imbrogli e gli stravolgimenti di trama inaspettati rendono il numero 13 il miglior numero della serie finora.

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