Bobby Sombrero è l’ottima proposta tutta italiana di due autori esperti come Giovanni Barbieri (The Shadow Planet per saldaPress) e Cristian “Cinci” Canfailla con cui Panini Comics mostra tutto il suo rinnovato interesse per le produzioni italiane tornate prepotentemente al centro della proposta editoriale dell’editore modenese.

Bobby Sombrero – see ya in space, cowboys…

L’erculeo Bobby Sombrero e il suo fidato compare dalle braccia meccaniche Al Pelo, sfrecciano con la loro astronave nel freddo vuoto dello spazio in fuga da una pletora di agguerriti inseguitori… cosa avranno combinato?

Scopriamo che Bobby poco prima ha accettato quello che sembrava un lavoro facile, facile: rapire una principessa per conto del poco raccomandabile amico Cassius che, dopo averla liberata, l’avrebbe sposata secondo le regolare del suo pianeta natale nonché avrebbe lautamente pagato Bobby e Al per la messa in scena.

Tuttavia il piano fila tutt’altro che liscio. Dopo essere riusciti a penetrare in un esclusivo party, la passione di Bobby per il milkish (gustoso latte all’aroma di aringa) tradisce i due “rapitori” che attirano l’attenzione della principessa Syna che si invaghisce proprio dell’enorme Bobby! Ma non è tutto perché i due avventurieri non sono gli unici a voler rapire la principessa: un commando di salsicce meccaniche infatti assalta la festa creando scompiglio e catturando Syna.

A Bobby e Al non rimane da fare altro che mettersi all’inseguimento delle perfide salsicce scoprendo che quello di Syna non è l’unico rapimento avvenuto di recente. Chi il misterioso Padrone che dà ordine alle salsicce e perché? Fra maldestri salvataggi e improbabili alleati, Bobby e Al riusciranno a sventare una pericolosa cospirazione.

I due tuttavia non hanno proprio la stoffa degli eroi e, anziché avviarsi vittoriosi verso la gloria, sono costretti a fuggire, ancora una volta inseguiti da agguerrite astronavi, anche perché il “fascino” di Bobby potrebbe costringerlo ad impegnarsi un po’ troppo ledendo la loro voglia di avventura!

Space opera in salsa antropomorfa fra risate e sganassoni

A metà strada fra l’omaggio e la parodia vera e propria, Bobby Sombrero è una lettura esilarante, fresca e sorprendente per il suo ritmo frenetico che coinvolge subito il lettore in una vera e propria corsa al fulmicotone dalla prima all’ultima pagina.

Le influenze che Giovanni Barbieri e Cristian “Cinci” Canfailla rileggono e rimaneggiano per questa storia sono lapallissiane permettendo al lettore di aver punti di riferimento chiari e più che famigliari.

Barbieri utilizza gli stilemi classici della space opera – fra cui la coppia di riluttanti eroi e la principessa in pericolo – per costruire una storia imprevedibile nei suoi esilaranti sviluppi fatti di neologismi che ricordano certe opere di Pazienza, personaggi antropomorfi sopra le righe – le salsicce meccaniche equivalgono da oggi ai nazisti nella classifica dei migliori antagonisti – gag slapstick e riferimenti alla fantascienza pulp.

C’è azione, ci sono risate ci sono grandi personaggi: Bobby Sombrero è consigliato a chiunque ami la narrativa Disney più inventiva di scuola italiana ma anche l’animazione e più in generale quelle storie capaci di catturare l’attenzione del lettore sin dalle prime pagine e calarlo in un mondo tanto familiare quanto credibile e divertente grazie ad una coppia di protagonisti, ma anche di personaggi secondari, assolutamente “esagerati”.

Stile accattivante, resa personale

Se i testi e il plot di Barbieri si muovono con sicurezza su coordinate semplici ma efficaci, assolutamente strepitoso è il lavoro grafico di Cristian “Cinci” Canfailla ai disegni coadiuvato da Alan D’Amico ai colori.

Cinci si ispira, in maniera evidente soprattutto per il design dei due protagonisti, alla animazione classica degli anni ’40 in un cortocircuito di rimandi fra l’ambientazione fantascientifica e il gusto retro-pulp di tutto il mondo costruito in maniera agevole e con grande maestria sin dalle prime pagine.

Optando per uno stile non realistico e fortemente caricaturale, il disegnatore può giocare da un lato con la marca espressività dei personaggi e dall’altro con anatomie che ben si adattano alle sequenze d’azione esageratamente adrenaliniche.

Questo stile marcatamente citazionistico però non inficia su uno story-telling molto chiaro che si esplica in una costruzione della tavola molto ordinata e mai troppo affollata. Questo permette l’utilizzo di riquadri lunghi orizzontali che aprono la prospettiva rendendo la narrazione decisamente più “cinematografica” e dinamica.

Menzione importante anche per l’ottimo lavoro ai colori di Alan D’Amico che dona profondità alle matite con campiture uniformi in cui le sfumature sono date dall’uso dei neri che delimitano e evidenziano in maniera netta. La paletta è brillante e in cui i colori sgargianti contrastano, facendoli spiccare, con la scelta cromatica dei due protagonisti ovvero cioccolato per Bobby e nero per Al.

Il volume

Il volume confezionato da Panini Comics è un elegante cartonato dalla pregevole cura carto-tecnica. All’interno trova spazio una puntuale introduzione di Francesco Artibani e, a fine volume, un piccolo apparato di extra con studi e bozzetti preparatori. Bobby Sombrero è disponibile anche con copertina variant realizzata da Lorenzo Pastrovicchio.

Bobby Sombrero: Holy Flamingo!

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