Barbari – la recensione della serie Netflix

Pubblicato il 10 Ottobre 2020 alle 15:30

Sulla scia dei vichinghi, le tribù germaniche provano a conquistare il pubblico sul piccolo schermo grazie alla nuova serie Netflix, Barbari.

Titolo originale: Barbaren

Genere: azione

Episodi: 6

Durata: 47 minuti ca.

Cast: David Schütter ( Folkwin Wolfspeer), Bernhard Schütz (Segeste), Bence Ferenczi (Berulf Buddy), Sergej Onopko (Hadgan), Jeremy Miliker (Ansgar), Jeanne Goursaud (Thusnelda) e  Eva Verena Müller (Irmina).

Distribuzione: Netflix

Data di uscita Italia: dal 23 ottobre 2020

Manuel Lucaroni
Manuel Lucaroni
2020-10-10T15:30:13+00:00
Manuel Lucaroni

Sulla scia dei vichinghi, le tribù germaniche provano a conquistare il pubblico sul piccolo schermo grazie alla nuova serie Netflix, Barbari. Titolo originale: Barbaren Genere: azione Episodi: 6 Durata: 47 minuti ca. Cast: David Schütter ( Folkwin Wolfspeer), Bernhard Schütz (Segeste), Bence Ferenczi (Berulf Buddy), Sergej Onopko (Hadgan), Jeremy Miliker (Ansgar), Jeanne Goursaud (Thusnelda) e  Eva Verena Müller (Irmina). Distribuzione: Netflix Data di uscita Italia: dal 23 ottobre 2020

La nuova serie originale Netflix, Barbari, racconta infatti della battaglia della foresta di Teutoburgo, svoltasi nel 9 d.C., quando le tribù germaniche cercarono di arrestare l’avanzata dell’Impero Romano.

Le serie storiche, negli ultimi anni, hanno ottenuto un grande successo di pubblico anche senza, necessariamente, essere intrise di elementi fantasy. Così, dopo il successo di Vikings e The Last Kingdom, è il momento per altri “antieroi” storici (almeno dal punto di vista “latino”) di prendersi la scena: i barbari.

Dopo Britannia (serie Amazon e Sky), ancora una volta l’Impero Romano invasore deve vedersela con la resistenza locale: con meno misticismo, Barbari pone l’attenzione sulle tribù germaniche presentando, inserita nel contesto storico, una storia tutta familiare.

Barbari – la resistenza di Teutoburgo

L’Impero Romano, con la volontà di espandere e mantenere il proprio dominio ben oltre i confini di Roma, impone pesanti tributi alle tribù germaniche nella valle del Reno, compresa quella dei Cherusci.

Nella tribù, la giovane ribelle Thusnelda (Jeanne Goursaud )e il guerriero Folkwin Wolfspeer (David Schütter), nonostante la volontà del capo villaggio di mantenere gli accordi pace con i romani, decidono di fomentare una ribellione.

Barbari

Tra amore, tradimenti e adorazione degli Dei, i protagonisti lotteranno per la loro libertà contro i loro nemici e i loro stessi consanguinei, affermando le proprie tradizioni in risposta all’oppressione degli invasori romani.

Barbari – la costruzione di un popolo

Come tutte le serie storiche, Barbari è vincolata alle vicende che la Storia racconta ma, in primis, ha proprio il grande merito di portare sul piccolo schermo vicende storiche fino ad ora poco trattate da prodotti del genere; non a caso, la serie è una produzione tedesca.

Ciò che colpisce in questi sei episodi è la realizzazione tecnica, nonché la scelta di ricostruire un latino parlato con cui far comunicare i romani, a sottolineare la differenza fra i due popoli e il ruolo d’invasori dei romani stessi.

All’interno della vicenda storica, col tema generale comune di oppressi contro oppressori, troviamo comunque delle vicende familiari che coinvolgono tanto le tribù germaniche quanto il governatore romano Varo.

È soprattutto il rapporto fra genitori e figli a mandare avanti una trama già decisa: in questo senso, risulta curata la caratterizzazione di personaggi come Thusnelda e Arminio e risulta evidente la voglia di enfatizzare la battaglia come il simbolo di un passaggio di generazioni, che corrisponde a una nuova fase per i popoli, specie quello germanico.

Nel complesso, il cast non si distingue per brillantezza, fatta salva l’interpretazione della giovane Goursaud, capace di trasmettere al suo personaggio una forza e un orgoglio che ergono Thusnelda a simbolo del suo popolo, nonché ad esempio di emancipazione femminile.

Tra una battaglia e l’altra, non mancano piccoli momenti di umorismo e presenze simboliche, come quella del lupo (qui simbolo della fierezza e della libertà del popolo germanico, di fronte comunque ad un popolo che vede proprio l’animale, sebbene specificamente una lupa, protagonista del mito d’origine ben noto a tutti) e dell’aquila, simbolo negativo di potere e oppressione.

Barbari – conclusioni

Questi sei episodi di Barbari propongono al pubblico una visione nuova e intrattengono col fascino della Storia, pur accennando delle trame interessanti che potrebbero essere sviluppate in futuro.

Gli autori si sono infatti riservati la possibilità di poter effettuare una seconda stagione, continuando quindi a seguire l’evoluzione della civiltà germanica e dei personaggi appena conosciuti.

Come al solito, sarà il pubblico (e quindi il successo della serie) a decidere se Barbari rimarrà una semplice miniserie sulla battaglia di Teutoburgo (apprezzabile comunque dagli amanti della Storia o meno) o se, magari, diventerà un’epopea moderna sulle tribù germaniche.

Appassionato di Storia? Acquista La battaglia che fermò l’impero romano. La disfatta di Quintilio Varo nella selva di Teutoburgo

In Breve

Voto globale

7

Sommario

Barbari, la nuova serie Netflix porta sul grande schermo un soggetto storico "fresco", riproducendo grazie ad un'ottima realizzazione tecnica le vicende storiche. Trame interessanti vengono sviluppate in un più ampio e definito contesto storico, coi personaggi protagonisti ben caratterizzati (specie per l'uso del latino parlato per i romani) nonostante la maggior parte del cast non sempre all'altezza.

7

Punteggio Totale

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