L’unfinished business (questioni in sospeso) è quello che le persone si lasciano dietro quando muoiono ed è anche ciò che caratterizza The Umbrella Academy 2, di cui vi proponiamo la recensione senza spoiler in anteprima.

E’ questo che sono i protagonisti di The Umbrella Academy, che ritroviamo dove li avevamo lasciati al termine della prima stagione. Una prima stagione che si era così impegnata a creare una serie fumettistica diversa da tutte le altre che si era persa nel rendere organico il materiale. Con la seconda stagione però lo showrunner Steve Blackman sembra mettere ordine e alzare il tiro del racconto, sempre ispirandosi al graphic novel originario di Gerard Way e Gabriel Bá, edito in Italia da Bao Publishing.

Cinque aveva trasportato tutti i fratelli Hargreeves nello spazio-tempo per impedire a Vanya di causare l’Apocalisse, dopo aver scoperto che ne era la causa. Li ritroviamo tutti a Dallas negli anni ’60.

Un tuffo negli anni ’60

La seconda stagione, in arrivo il 31 luglio su Netflix, trova una sua identità e un suo equilibrio permettendo ai personaggi di evolversi e continuare a cercare il proprio posto da supereroi nel mondo. Ognuno di loro ha una “nuova” vita negli anni ’60: Luther fa incontri di lotta clandestini, Diego è ricoverato in un ospedale psichiatrico, Allison si batte per i diritti delle persone di colore, Klaus ha fondato una setta e Vanya fa la tata in una fattoria fuori città.

Come potranno ricongiungersi? E soprattutto, lo vorranno? Questa e altre domande sono da subito snocciolate nei nuovi dieci episodi, che giocano sulle vite ancora una volta separate della famiglia Hargreeves. Lo schema narrativo è lo stesso, ma rinnovato e più equilibrato.

Gli anni ’60 vengono utilizzati al meglio, non solo per le location accattivanti e ammiccanti al periodo storico ma anche per le tematiche, come l’interesse per gli alieni e la cultura hippie.

Alcuni di loro avranno a che fare con un periodo difficile per alcuni (come Allison e Klaus, l’una di colore, l’altro gay). E’ interessante come la serie analizzi la questione della discriminazione per le due categorie, quanto mai attuale in questi giorni, ma mai in modo ridondante o forzatamente educativo.

The Umbrella Academy – Stagione 2 recensione: super eroi in progress

I fratelli di The Umbrella Academy 2 sono ancora dei supereroi in progress, forse eternamente in progress, che imparano dai propri errori e tentano di rialzarsi sempre quanto la vita prova a metterli al tappeto. Che come sappiamo accade molto spesso.

Colonna sonora e aspetto visivo curati e azzeccati

L’aspetto che più colpisce di The Umbrella Academy 2 è ancora una volta la colonna sonora, accuratamente scelta spaziando tra i più svariati generi e le più interessanti cover di brani celebri, a dimostrazione del fatto che il graphic novel originario è di Gerard Way, ex frontman dei My Chemical Romance.

L’altro aspetto che salta immediatamente all’occhio in questa seconda stagione, sempre grazie all’equilibrio e identità trovati, è l’aspetto visivo altrettanto curato. Non solo i titoli di testa, ma proprio la rappresentazione del mondo di The Umbrella Academy e degli anni ’60 dove si ritrovano i nostri supereroi. Tanto da essere un aspetto visivo oramai subito riconoscibile e iscrivibile alla serie tv.

The Umbrella Academy 2 parla parla più dei fallimenti dei supereroi che delle loro vittorie. Reitera il tema dell’essere considerati mostri e freaks e non persone speciali, complice la cornice degli anni ’60. Parla del sentirsi inadatti, fuori posto, prima come esseri umani che come esseri speciali, di non essere stati mai davvero amati da Reginald Hargreeves e non essere stati preparati davvero al dolore del mondo, alla sua continua lotta e difficoltà di adattamento.

Apprezzate anche le new entry della stagione, come Lila (Ritu Arya) e Sissy (Marin Ireland), le cui vite si troveranno sorprendentemente intrecciate con quelle degli Hargreeves, portando nuove dinamiche interessanti tra i fratelli. Si consolidano anche le vecchie, scoprendo qualcosa di più su personaggi come Ben (Justin H. Min), il sesto fratello morto in circostanze misteriose e finora poco approfondito se non come eterna “spalla fantasma” di Klaus.

Recuperate il fumetto di Umbrella Academy!

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