«Tempus fugit mors venit» (pag. 26)

Schiacciati dall’impellenza di lasciare una propria impronta nel mondo, i millennials vivono oggi gli effetti della transizione da una società analogica a una digitale, dovendo reinventare completamente il mondo che i loro genitori hanno lasciato. Questo grande carico li ha resi iperattivi e sempre sull’attenti, pronti a ogni eventualità e a ogni cambiamento. E sono proprio alcuni di questi aspetti che troviamo in Come la gente normale di Hartley Lin (Edizioni BD) o, meglio, troviamo nella sua protagonista Frances.

Frances Scarland è una giovane che lavora come paralegale all’interno di un mega-studio legale di Toronto. Poche pagine dopo l’inizio del volume, si ritrova alle dipendenze del responsabile delle bancarotte Marcel Castonguay, che le affida quasi subito incarichi bizzarri e impegnativi da gestire. Frances è single e convive con Vickie Griffin, giovane attrice e migliore amica di Frances. Entrambe hanno caratteri completamente diversi: Frances è morigerata e si impegna molto nel suo lavoro, mentre Vickie è esuberante e festaiola, nonché quasi sempre ubriaca.

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NON È NORMALE

Nonostante il titolo originale, Young Frances, sembra voglia parlare solo di Frances, la storia si sviluppa invece attorno alle vite delle due ragazze, avviluppate l’una intorno all’altra. Le due care amiche non riescono a fare a meno l’una dell’altra, si danno consigli sui loro rispettivi lavori e sulle necessità basilari della vita sociale. Irrimediabilmente l’una insegna all’altra qualcosa che la porterà a crescere, nel lavoro come nel quotidiano.

Dopo peripezie in un ufficio dove lavorano colleghi gelosi e subdoli, dove la meritocrazia a volte sembra non esistere e a volte compare, Frances si ritrova a scegliere: scalare la montagna aziendale e ricoprire man mano ruoli sempre prestigiosi o mollare tutto in nome di un’amicizia solida e tentare un mondo completamente sconosciuto? Il finale lascia tutti un po’ spiazzati, soprattutto quando dopo 140 pagine si impara a conoscere il carattere di Frances.

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Hartley Lin parla con la voce dei millennial agli stessi millennials. Lo scrittore e disegnatore riempie le tavole di parole, tenendo sempre attiva la vita della protagonista e facendoci capire che è piena, colma di cose da ricordare, memorizzare, rielaborare e trascrivere. Non riesce neanche a passare in silenzio i momenti tra sé e sé, pieni come sono di pensieri e di preoccupazioni su cosa fare il giorno dopo.

Vincitore del Doug Wright Award 2019 per il miglior libro e candidato agli Eisner Award 2019, Come la gente normale è un pugno sulla schiena di chi scende a compromessi tra se stesso e il proprio lavoro. I personaggi che orbitano intorno a Frances dedicano tutta la loro vita al lavoro senza mostrare neanche una debolezza (come il corpulento Castonguay, che nessuno ha mai visto mangiare e che non è mai andato oltre la soglia della sua camera d’albergo e del suo studio) o che si giocano il tutto per tutto per dare fastidio ai colleghi, in maniera da primeggiare e mantenere il proprio posto di lavoro. Lin presenta uno spacco di vita reale che nulla ha da invidiare alle battle royale ludiche.

Alla fine di tutto, il messaggio di Lin è forte e chiaro: le frasi fatte come “andrà tutto bene” o “lo avrai solo se lo vorrai” possono trasformare i sogni in realtà solo se accompagnati da una buona dose di impegno. E sia Vickie che Frances l’impegno ce lo mettono tutto, fino alla loro ultima goccia di sudore. Come la gente normale è un volume che insegna a non mollare, che vuole supportare il lettore come una fata turchina nel mondo del lavoro, ricordando sempre che non sei solo: sei come la gente normale.

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