The Books of Magic di Neil Gaiman – Recensione

Pubblicato il 10 Maggio 2012 alle 09:20

RW-Lion ripropone una suggestiva miniserie Vertigo, The Books of Magic, scritta dal leggendario autore di Sandman, Neil Gaiman, e dipinta da autentici maestri del fumetto contemporaneo! Scoprite le origini del più grande mago dell’universo, il giovane Tim Hunter!

The Books of Magic

Autori: Neil Gaiman (testi), John Bolton, Scott Hampton, Charles Vess, Paul Johnson (disegni)

Casa Editrice: RW-Lion

Provenienza: USA

Genere: Fantasy

Prezzo: € 18,95, 16,8 x 25,7, pp. 192, col.

Data di pubblicazione: marzo 2012


Il successo di Swamp Thing, Hellblazer e Sandman, grazie all’operato dei britannici Alan Moore, Jamie Delano e Neil Gaiman che si differenziarono dalla quasi totalità degli autori DC, ebbe il merito di suscitare l’interesse dei lettori nei confronti dei personaggi del DCU collegati alla magia, il misticismo e l’esoterismo. Del resto, nell’affascinante mondo di Superman, Batman e company la magia era rilevante, molto più che nel Marvel Universe (malgrado la presenza di un character storico come il Dr. Strange) e non erano pochi i mensili contrassegnati da atmosfere occulte lontane da quelle più fantascientifiche delle storie dei supereroi.

Ciò spinse la lungimirante Karen Berger a mettere ordine nel sottobosco esoterico della DC con una miniserie Vertigo che facesse apparire tutti i character di questo tipo, come se si trattasse di una guida, tanto per intenderci. E ricorrere a Neil Gaiman che in quel periodo stava facendo impazzire tutti con le splendide avventure di Morfeo fu un passo obbligato. Neil accettò l’idea e ne approfittò per scrivere una storia in quattro parti basata, ovviamente, sulla magia e sull’occultismo e imperniata sui concetti di viaggio spirituale e di crescita interiore, tramite un personaggio di sua invenzione, il dodicenne Tim Hunter che, è chiaro sin dal principio, ha le potenzialità per diventare il più grande mago della storia.

In un certo qual modo, Tim anticipò Harry Potter, anche nel look (impostato da John Bolton che ebbe la curiosa idea di rappresentarlo con le fattezze di suo figlio); ma non ottenne il successo del maghetto della Rowling. Tuttavia, The Books of Magic, vero e proprio manuale dell’occultismo made in DC, ebbe un’ottima accoglienza e fu l’ennesimo successo del geniale Neil (e dopo ci fu una serie regolare di minor fortuna scritta da John Ney Rieber).

In un giorno qualsiasi, Tim Hunter viene avvicinato da quattro individui: il misterioso Straniero Fantasma; l’incorreggibile John Constantine; lo psicotico Mister E; e l’enigmatico Dr. Occult. Gaiman li scelse per simboleggiare le diverse concezioni della magia esistenti e anche perché tutti indossavano un trench (e John conia la definizione ‘La Brigata dell’Apocalisse in Trench’ che avrà fortuna). Gli occultisti rivelano a Tim la sua situazione e si offrono di guidarlo negli ambienti pericolosi della magia. Alla fine del magical mystery tour, Tim dovrà compiere una scelta: diventare un mago o vivere come un ragazzino qualsiasi. L’ingenuo Tim accetta e il viaggio inizia.

Nel primo episodio, lo Straniero Fantasma conduce Tim nel passato ancestrale del cosmo DC, facendolo assistere alla caduta di Lucifero, la distruzione di Atlantide, l’avvento di Merlino e così via, e mettendolo in contatto con i defunti Zatara, Sargon Lo Stregone e molti altri personaggi. Tornato nel presente, nel secondo capitolo, tocca a John Constantine presentare a Tim gli occultisti odierni, a cominciare dalla sexy Zatanna (che giocherà un ruolo importante nella trama), per continuare con la non meno attraente Madame Xanadu, senza trascurare Deadman, lo Spettro, il Barone Winter, il Dr. Fate, villains come Wizard e Felix Faust e tantissimi altri character.

In seguito, il Dr. Occult (coadiuvato dalla controparte femminile Rose) porterà Tim nelle numerose dimensioni magiche esistenti nell’Universo DC e qui Gaiman si avvicina alle atmosfere fiabesche e sognanti di Sandman. Appaiono Morfeo, infatti, e Caino e Abele e l’intero mondo di Fairie e le creature ad essa legate come la terribile Baba Yaga o la splendida Titania. Dopodiché, il folle Mr. E farà conoscere a Tim il futuro, fino ad arrivare alla fine del tempo con tanto di Destino e Death degli Eterni a chiudere il ciclo dell’esistenza e qui le cose per Tim si faranno rischiose, con un finale inaspettato.

I testi di Neil Gaiman sono ottimi e lo scrittore utilizza molteplici registri espressivi: l’intimista, lo stream of consciusness, il post-moderno, inserendo inoltre poesie, testi di canzoni e svariato materiale. Ma a rendere The Books of Magic memorabile fu pure la parte grafica. L’eccezionale John Bolton visualizza con uno stile fotografico il passato, collegandosi a tante suggestioni estetiche: l’arte greco-romana; l’iconografia giapponese; le incisioni medioevali relative alla caccia alle streghe con una maestria mozzafiato. Scott Hampton, dal canto suo, sceglie la tecnica ad acquarello per illustrare ambienti tenebrosi e oscuri di grande impatto visivo. Charles Vess, invece, si avvicina alla tradizione illustrativa dei libri fantasy e fiabeschi con eleganza e raffinatezza innegabili; e Paul Johnson si ricollega all’impostazione pittorica iniziale con una costruzione decisamente efficace e inusuale del lay-out, sebbene a tratti un po’ confusionaria.

The Books of Magic, in poche parole, è un lavoro di qualità elevata e non può mancare nella collezione dei DC fan. Bisogna però precisare che l’attuale edizione RW-Lion non è migliore delle precedenti, anzi! Ci sono refusi e ho trovato discutibili alcune scelte di traduzione. E questo gioiello dello scrittore di Sandman avrebbe senza dubbio meritato maggiore cura. Peccato.


Voto: 8

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