saldaPress amplia il proprio catalogo portando in Italia La Società dei Draghi del Tè, vincitore nel 2018 di due Eisner Award come “miglior web comics” e “miglior libro per ragazzi” nato dalla penna e dalla matita di Katie O’Neill, illustratrice neozelandese che ha già realizzato il sequel per l’opera, Il festival dei draghi del tè (e chissà che non arrivi proprio nel nostro paese grazie a saldaPress…). Tra realtà e poetico tono mitico-fiabesco, questa “favola fantasy” ci trascina nella storia dei draghi del tè e del loro rapporto con gli umani.

LE ANTICHE TRADIZIONE

Nata in una famiglia di fabbri, la piccola Greta cerca di imparare il mestiere che è proprio della sua discendenza. Curiosa, come tutti i bambini, imbattendosi in un esemplare di drago del tè smarritosi, deciderà di occuparsene facendo la conoscenza di Hesekiel e Erik, proprietari di un negozio di te, che la guideranno nel viaggio alla scoperta dell’arte di prendersi cura di queste straordinarie creature, un’antica disciplina (proprio come quella dei fabbri) ormai caduta in disuso ma con ancora molto da trasmettere, a livello umano, ad ogni persona.

IL TE’ DEI DRAGHI

Tra fiaba, tematiche sociali e rimandi ad un mito costruito dall’autrice, La società dei draghi del tè ci presenta una moderna favola fantasy dove la piccola protagonista (insieme ai lettori di tutte le età) avrà modo di scoprire un’arte che si distacca dal frenetico mondo consumista del “tutto e subito” (per il maggior profitto) e che mette in primo piano le piccole cose, i rapporti personali e il ricordo, unica forma “cosciente” che ci permette di mantenere un rapporto col passato e conservare, visivamente, le esperienze vissute (che, inevitabilmente, ci definiscono come persone).

L’autrice, pagina dopo pagina  vuole portarci, attraverso gli occhi di una piccola bambina ancora fuori dalle opprimenti dinamiche sociali, in un mondo dove a contare non sono i soldi, né a stabilire gli equilibri la legge del più forte; un mondo dove la pazienza è una virtù e non un difetto, dove l’amore è amore a prescindere da chi si ama (l’O’Neill inserisce delicatamente in un contesto gioioso una scottante e ancora, purtroppo, problematica tematica dei nostri giorni) e la vera felicità sta nelle esperienze, anche piccole e quotidiane, vissute con le persone, gli animali o gli oggetti. Simbolo concreto di questo mondo “puro” sono i teneri e simpatici draghi del tè (di cui i lettori possono sapere di più grazie a Il manuale dei draghi del tè in appendice), creaturine che perdono la valenza negativa mitico-leggendaria per diventare, grazie al tè prodotto dalle loro foglie (capace di far rivivere i ricordi a chi lo beve) il ponte tra le persone e un’altra realtà non inquinata, ancora possibile e risiedente nel cuore di tutti.

Le tematiche e i messaggi proposti vengono supportati da una sceneggiatura semplice dallo schema narrativo tipico della fiaba, ancor più evidente dalla suddivisione dei capitoli in stagioni, rimando simbolico anche allo scorrere della vita, quella reale come quella “onirica” in cui l’opera vuole farci immergerci; quest’ultima operazione avviene anche grazie al tratto fumoso e vellutato, dai toni caldi ma mai troppo accesi. La società dei draghi del tè è una favola per tutte le età, capace nella sua semplicità di portarci fuori dai frenetici ritmi quotidiani, facendoci riscoprire le vere priorità dell’esistenza. E, tutto questo, imparando ad amare i draghi del tè!

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