Il danese Askeladd è un uomo che non ha mai amato parlare troppo di sé, e perfino i suoi uomini più fedeli, coloro che gli sono vicini da più tempo di chiunque altro, sanno una sola cosa che lo riguarda: il fatto che sia danese. Ma perché Askeladd è così restio a parlare del suo passato? Che nasconda qualcosa?

FOLLOW THE PATH OF THE HERO

Vinland Saga delizia i suoi appassionati con intrecci sempre intriganti, mai banali e alle volte anche davvero imprevedibili, ed è il caso proprio di questo episodio, che si apre con l’immagine di un giovane uomo che trasporta sulle sue spalle una donna molto malata: di chi si tratta? Ma soprattutto, sulle rive di quale Paese sono approdati?

Non dovrete attendere molto prima di scoprire questo e molto altro, grazie a una narrazione magistrale degna di un romanzo storico, a ulteriore dimostrazione di quanta cura Makoto Yukimura abbia infuso in questa sua opera: ma a chi si riferisce il titolo di questo episodio, e a quale eroe fa riferimento? Lungi da me rivelarvelo in questa sede, ma le succulente informazioni che ascolterete cambieranno il vostro modo di vedere all’intera storia di Vinland Saga.

Askeladd è un uomo previdente, e ha in mente un piano preciso per attraversare insieme ai suoi uomini incolume i territori nei quali sono giunti e, del resto, i suoi seguaci nutrono una fiducia incondizionata nei confronti dell’uomo che fa loro da condottiero da così tanto tempo, garantendo loro la sopravvivenza anche quando si gettano in missioni all’apparenza suicide.

A COWARDLY MAN

Se da una parte abbiamo il riferimento a un eroe, dall’altra c’è invece un altro personaggio, considerato dal fiero Thorfinn l’opposto di un eroe: il principe Canute.

Non conosciamo ancora bene questo giovane uomo dal sangue blu, ma sappiamo che non ama parlare in pubblico, che è molto timido e insicuro e che ha l’aspetto di una bella ragazza, tutti elementi, questi, che non possono non stimolare il nostro Thorfinn a rivolgere al suo future re parole di disprezzo e di sfida. Come affermerà egli stesso, sembra incredibile che questi due ragazzi siano coetanei: Thorfinn è segnato dal dolore più acuto e dalla violenza più estrema fin da quando era solo un bambino; ironico, se pensiamo che suo padre Thors si era impegnato a fondo proprio per evitare a suo figlio di vivere nel crudele mondo dei Vichinghi e per garantirgli un futuro pacifico in una terra ancora da scoprire.

Canute viene invece mostrato come un damerino, un ragazzino viziato che non è in grado nemmeno di parlare senza nascondersi letteralmente dietro Ragnar: come potrà mai questo ragazzino senza spina dorsale guidare una intera nazione, quando sarà giunto per lui il momento di adornale il suo capo con la corona regale?

Eppure, qualcosa sta cambiando in lui: la vicinanza con Thorfinn, il quale non perde occasione per prenderlo in giro e provocarlo, disinteressato com’è a portargli rispetto solo perché è un principe, riesce a muovere il giovane e all’apparenza smidollato Canute, il quale inizia a rispondere a tono alle provocazioni del suo nuovo “amico”, con immenso stupore di Ragnar, il quale vede ora per la prima volta il suo amato principe rivolgere la parola a qualcuno che non sia lui, il che va bene anche se i dialoghi fra i due ragazzi sono in pratica solo una sequela di insulti: ma è già un bel passo avanti!

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