Dragon Ball Super: 10 cambiamenti alla storia canonica

Pubblicato il 25 Settembre 2019 alle 12:00

Dragon Ball ci ha abituati da sempre alla sua propensione a reinventarsi, rinunciando spesso allo status quo a favore di decisioni di narrazione più audaci. Con il trascorrere del tempo, tuttavia, il franchise si è riposato sugli allori, portando avanti la narrazione a tratti piuttosto lentamente e senza apportare troppi cambiamenti sostanziali. O almeno, così sembrerebbe…

Se da una parte Dragon Ball Super fa molto poco per quanto riguarda la progressione narrativa e lo sviluppo dei personaggi, dall’altro pone maggiormente l’accento sulla lore, e questa caratteristica è, nel bene o nel male, il più grande contributo di Super al franchise: il mondo immaginario in cui è ambientato Dragon Ball non è mai stato così definito come lo è ora.

Il problema adesso, però, sono i costanti retcon, ovvero tutte quelle informazioni aggiuntive presenti in Dragon Ball Super che modificano o rettificano quella che è stata la storia canonica del leggendario manga creato da Akira Toriyama fino al momento antecedente alla pubblicazione di Super, poiché questa ultima avventura di Goku e soci sta cambiando diversi elementi canonici della serie, un passo alla volta.

Moltissimi fan della serie vedono questi mutamenti con occhio molto critico e manifestano il proprio disaccordo con tali scelte narrative, ma quali sono i maggiori cambiamenti alla storia canonica di Dragon Ball apportati da Super? Lo scopo di questo articolo è per l’appunto dare una risposta a questa domanda. Ma ora bando alle ciance, e addentriamoci più nel dettaglio in quelle che sono le modifiche di maggior rilievo ai canoni della trama di base di Dragon Ball!

LA GEOGRAFIA DEL MONDO DI DRAGON BALL

La conformazione del pianeta su cui hanno inizio le avventure raccontate in Dragon Ball è sempre stata diversa da quella terrestre, e questo i fan della serie lo sanno già molto bene fin dai tempi di Dragon Ball. In effetti, l’intero globo era stato rappresentato in precedenza in Budokai 3, e in quella circostanza era più che evidente che si tratti di un pianeta a sé stante, differente dalla nostra Terra, e questo è uno di quegli elementi peculiari che conferisce a Dragon Ball gran parte del suo fascino. Sfortunatamente, però, Dragon Ball Super gioca un po ‘troppo con le immagini che rappresentano questo pianeta…

Ogni volta che viene mostrato, esso è strutturato come la vera Terra, con sette continenti e tutto il resto. Ciò non significa che non esistano più alcune aree che invece erano presenti sul pianeta nella serie originale di Dragon Ball, ma si tratta di un cambiamento inutile che va a inficiare quello che era un tratto distintivo dell’identità di Dragon Ball. Peggio ancora, Super è una serie revival che cambia un dettaglio minore rispetto all’originale senza una motivazione che sia realmente valida.

IL MULTIVERSO

Uno dei primi cambiamenti di maggior rilievo che Super ha apportato alla storia canonica di Dragon Ball è stata l’introduzione del concetto di multiverso. In precedenza, infatti, l’universo di Dragon Ball era definito da precise linee temporali. Ora, la storia vede invece la presenza di ben dodici universi distinti fra loro, ognuno dei quali racchiude al suo interno la propria, individuale timeline.

È un peccato che il Maestro Akira Toriyama non si sia mantenuto fedele al concetto di universi gemelli dopo l’arco narrativo del Torneo dell’Universo 6. Questo da solo ha aggiunto un nuovo elemento narrativo alla costruzione del mondo. Inoltre, Dragon Ball Super non ha mai fatto un buon uso del multiverso, poiché questo concetto non è stato esplorato in tutte le sue molteplici sfaccettature, anche se l’arco narrativo Universe Survival ha mostrato la maggior parte degli universi che combattevano nel Torneo del Potere, poiché questi di per sé non sono stati caratterizzati appieno.

IL CONCETTO DI INFERNO

Nella serie originale, l’Inferno non è altro che questo: l’Inferno, e non vi è alcuna indicazione che pianeti diversi abbiano inferni diversi. Dopo tutto, perché dovrebbero? Per quanto riguarda il modo in cui questo viene definito dalla serie, l’aldilà è un piano di esistenza gestito da Enma-Daio. Tuttavia, nel film di animazione Dragon Ball Z: La resurrezione di ‘F’ viene rivelato che Freezer è stato inviato all'”Inferno della Terra”.

Per quanto poi riguarda Dragon Ball Super, le informazioni a riguardo non sono state ampliate, ma è un elemento comunque importante da notare, come anche il fatto che il concetto di aldilà in generale non è davvero arricchito dopo l’arco dei Saiyan nel manga, il che fa in modo che ci troviamo di fronte a una delle poche volte nel franchise in cui Toriyama espande il regno dei morti.

I FONDAMENTALI DEL VIAGGIO NEL TEMPO

Akira Toriyama non si sofferma più di tanto sul viaggio nel tempo nella serie originale, e per una buona ragione: è un concetto contorto da spiegare. Al massimo, ci spiega che Trunks ha bisogno di carburante per far funzionare la macchina del tempo realizzata nel futuro da cui proviene da sua madre Bulma e che non sta viaggiando su una linea temporale lineare, ma che, invece, con il suo intervento nel passato, che muterà, come sappiamo, drasticamente gli eventi futuri, sta creando una nuova linea temporale, differente, dunque, da quella dalla quale proviene, ma che viaggia in parallelo con essa, in maniera non troppo dissimile da quanto visto in opere come Steins;Gate. In buona sostanza, cioè, le due linee temporali sono entrambe reali ed esistenti.

Dragon Ball Super cambia invece le cose in modo che ogni volta che Trunks viaggia nel tempo, crea una nuova linea temporale che si sovrappone a quella preesistente, un po’ come avviene in Ritorno al Futuro, per intenderci. Questo crea un buco nella trama, poiché ciò significherebbe che il Trunks che visita la Terra una seconda volta non è lo stesso Trunks che i personaggi hanno incontrato la prima volta, poiché sono trascorsi solo nove mesi nella sua linea temporale, il che a sua volta significa che avrebbe dovuto cambiare la data della macchina del tempo. Insomma, un vero casino.

Per ulteriori informazioni sulle diverse teorie sui viaggi nel tempo, vi rimando a questo mio articolo di approfondimento proprio su questo tema.

IL COLORE DEI CAPELLI DI TRUNKS

I fan di Dragon Ball sanno che i capelli di Trunks sono blu/viola. Beh, questo però dipende dal medium, poiché Akira Toriyama ha sempre colorato i capelli di Trunks dello stesso colore di quelli di sua madre, per cui Bulma e Trunks condividono il colore di capelli: fa parte del loro design. Il fatto è che l’anime non ha aderito a questo dictat del manga, in quanto ha reso i capelli di Bulma blu e quelli di Trunks viola (mentre entrambi hanno i capelli viola nel manga).

Per Super, Toriyama ha colorato i capelli di Bulma con il colore blu, il che significa che anche Trunks del Futuro avrebbe dovuto avere i capelli blu, in piano accordo con l’elemento canonico descritto sopra. Stranamente, però, il piccolo Trunks bambino ha i capelli viola, in accordo con la loro colorazione in Dragon Ball Z, mentre per qualche strana e misteriosa ragione Mirai Trunks ha i capelli blu. Come nel caso del viaggio nel tempo, il cambio di colorazione dei capelli di Trunks è un disastro completo.

IL KI DIVINO

Super Saiyan Blue a parte, il Ki Divino è in realtà un upgrade molto interessante e decisamente potente. Dragon Ball ha sempre gestito bene i suoi elementi divini e il Ki Divino non fa eccezione. Elemento ancora più importante, poi, è il fatto che questo espediente narrativo offra una progressione non lineare nella crescita dei Guerrieri Saiyan. Non è il passo successivo in senso strettamente logico, ma è semplicemente un’altra strada da percorrere per il nostro Goku.

Ciò che è particolarmente intrigante è che il Ki Divino in qualche modo riporta Goku all’inizio del suo viaggio nel mondo delle arti marziali, dandogli allo stesso tempo la possibilità di ottenere finalmente un assaggio di quello che è il potere divino. Infine, si tratta di uno dei dettagli più interessanti da scoprire in Dragon Ball Super.

LA PAURA DI FREEZER DEL SUPER SAIYAN GOD

Nella serie originale, il genocidio dei Saiyan perpetrato distruggendo il loro pianeta di origine, Vegeta, da parte di Freezer è guidato dalla paura di quest’ultimo del leggendario Super Saiyan. Nello sterminio sistematico dei Saiyan, Freezer dà origine a ciò che temeva che alla fine lo avrebbe sconfitto. È una svolta poetica e classicamente tragica per Dragon Ball. Questo è però adesso solo un altro di quegli elementi che vengono stravolti in Dragon Ball Super, in cui si è scoperto che anche Freezer temeva in realtà il Super Saiyan God.

Questo è un elemento che è importante mettere in risalto in quanto non solo ricontestualizza le paure di Freezer, ma rende Goku così “speciale”: Non soltanto infatti egli è il primo Super Saiyan in un migliaio di anni, ma è anche un Super Saiyan God. Non solo, ma Freezer è ora sconfitto da una sola delle sue paure.

LA MADRE DI GOKU, GINE

I genitori di Goku non sono poi così importanti nell’economia della storia, o almeno questo è il messaggio che la serie originale ha cercato di comunicare. Quando si tratta di parlarne, Goku viene semplicemente presentato come un Saiyan della Terra che ha rifiutato la sua storia, ma ha accettato la sua eredità. Sa di essere un Saiyan, ma non lascia che questo lo consumi, e per questo c’è alcun bisogno per lui di incontrare sua madre.

La madre di Goku, Gine, è un personaggio abbastanza simpatico, ma è rovinata dal suo comportamento molto poco simile a quello dei Saiyan. Di conseguenza, anche il tema della “natura contro l’educazione” che aleggia sui personaggi di Goku e Vegeta nell’arco dei Saiyan è allo stesso modo non determinato, per cui non sembra così indispensabile avere una simpatica figura materna nella serie.

In breve, il dibattito su tale tematica si chiede se il comportamento umano sia determinato dall’ambiente, sia esso collegato ai genitori o alle esperienze di vita personali di un individuo, o se tale comportamento sia invece da attribuire semplicemente ai propri geni.

L’ASPETTO E LA CARATTERIZZAZIONE DI BARDACK

Parlando del povero Bardack, il film di animazione che ha finalmente reso canonico il personaggio di Broly, Dragon Ball Super: Broly, ha fortemente penalizzato questo personaggio senza una buona ragione. Adattando Dragon Ball Minus nella sua quasi totalità, il prologo al film riesce almeno a mostrare che Bardock è più in linea con la sua particolare personalità così come viene rappresentata nello speciale, ma il suo arco narrativo resta comunque piuttosto debole.

Invece di morire in un vano tentativo di salvare la sua razza, Bardack spedisce suo figlio sulla Terra per salvargli la vita, ma la sua battaglia contro l’esercito di Freezernon viene mostrata. Non c’è quindi alcun investimento emotivo su questo tratto della narrazione, non c’è alcun elemento che sia di particolare impatto sui fan e non c’è un vero e proprio arco narrativo ben strutturato. A causa di tutto questo, il personaggio di Bardack passa da essere un antieroe tridimensionale a essere rappresentato come una figura paterna generica e bidimensionale.

LE ORIGINI DI GOKU

Questo cambiamento in realtà precede Super di un po’, ma è anche intimamente collegato alla forte attenzione di Dragon Ball Super alla razza Saiyan. Dragon Ball Minus è stato un capitolo unico che ha rielaborato la maggior parte della storia delle origini di Goku accomunandolo in qualche modo a Superman e trasformando la storia che riguarda le sue origini nella… storia storia sulle origini di Superman.

Goku viene inviato sulla Terra dai suoi genitori amorevoli in modo da poter sopravvivere e forse, un giorno, riuscire a vendicare il genocidio del suo popolo. È un cambiamento superficiale che mina lo speciale su Bardock il quale, sebbene non sia esattamente canonico, è stato menzionato due volte nel manga, suggerendo che gli eventi dello speciale si siano svolti più o meno come mostrato in Dragon Ball Minus.

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