Questo volume della serie Decenni si concentra sulla Marvel degli anni ottanta che, secondo critici e fan, rappresenta forse il periodo più importante della lunga e gloriosa storia della casa editrice, al pari di quello dei mitici sixties. Se in quest’ultimo decennio, infatti, Stan Lee, Jack Kirby, Steve Ditko e altri maestri rivoluzionarono i fumetti dei supereroi, negli anni ottanta ci furono ulteriori innovazioni.

Ciò fu dovuto al discusso Jim Shooter, editor della Casa delle Idee, che si pose l’obiettivo di svecchiare le serie Marvel, risollevandole da una preoccupante fase di crisi creativa. Non stravolse nulla, in realtà. Anzi, cercò di mantenere il più possibile le caratteristiche originarie dei personaggi, ma nello stesso tempo spinse gli autori a ideare incredibili colpi di scena, mutamenti ed evoluzioni impensabili. Molti eroi, per esempio, modificarono il loro aspetto o furono sostituiti da comprimari e nelle varie serie spesso accaddero cose sorprendenti che fecero discutere i fan.

La qualità della produzione Marvel anni ottanta fu innegabile e in questo volume avrete modo di leggere alcune delle storie più celebri e controverse, rappresentative di questa importante fase editoriale. Il libro si apre con il n. 170 di Iron Man. Il comic-book di Testa di Ferro era già al centro dell’attenzione a causa dell’alcolismo di Tony Stark. Quest’ultimo non ha più la lucidità necessaria per usare la sua armatura e il suo posto viene preso dall’amico James Rhodes. Fu la prima sostituzione di un eroe e i lettori non rimasero impassibili. I testi sono del veterano Dennis O’Neil che fa un buon lavoro, malgrado i disegni non entusiasmanti di Luke McDonnell.

Uncanny X-Men n. 173 è un gioiello firmato dal deus ex machina dell’universo mutante, Chris Claremont. L’albo si colloca in un ampio story-arc che vede il team alle prese con Viper e Silver Samurai e l’imminente matrimonio tra Wolverine e l’amata Mariko che, comunque, non si celebrerà. I testi di Chris sono intensi e i disegni eleganti e fluidi del bravo Paul Smith conferiscono un tocco di classe allo script. Ma la storia è ricordata perché a partire da questo numero Tempesta inizierà a sfoggiare il suo look punk, senz’altro scioccante per gli standard dell’epoca.

Fantastic Four n. 226 è un altro gioiello scritto e disegnato dal grande John Byrne che negli anni ottanta si rese responsabile di una lunghissima e apprezzata run, riportando il Favoloso Quartetto agli antichi fasti. L’episodio si colloca dopo la fine della maxiserie Secret Wars e segna l’esordio della nuova formazione della squadra. La splendida e formosa She-Hulk, infatti, prende il posto della Cosa, rimasto su Battleworld. Testi e disegni sono di notevole qualità e la vicenda non è priva di pathos.

Il n. 252 di Amazing Spider-Man, anch’esso successivo a Secret Wars, presenta per la prima volta l’Uomo Ragno con il famigerato costume nero e crea pure le premesse della nascita di un personaggio fondamentale come Venom. La sceneggiatura è di Tom De Falco e Roger Stern che giocano con il consueto Marvel style, riuscendo, però, a rimanere al passo con i tempi. I disegni sono di Ron Frenz che compie una piacevole operazione post-moderna, rielaborando in maniera personale il tratto del leggendario Steve Ditko.
Incredible Hulk n. 324 sintetizza l’attitudine dell’era Shooter: rinnovare senza dimenticare il passato. In questo episodio, infatti, per una serie di circostanze, il Golia Verde cambia colore e diventa grigio. In realtà, si tratta sì di un cambiamento ma pure di un richiamo agli esordi del mostro. Quando Stan Lee e Jack Kirby lo proposero era, appunto, grigio. Il Sorridente, però, dopo aver visto il primo albo, non fu soddisfatto della resa visiva e optò per il verde, senza dare spiegazioni. In questa avventura, quindi, Al Milgrom torna alle origini. La storia non è male, purtroppo compromessa dai disegni non eccelsi dello stesso Milgrom.

Il n. 378 di Mighty Thor si inserisce in una lunga e complessa story-line incentrata sulle macchinazioni di Malekith e Loki. Spetta a Walt Simonson narrare una vicenda intrigante dai toni fantasy, coadiuvato dal tratto essenziale ed evocativo di Sal Buscema. Pure stavolta, tuttavia, c’è un cambiamento dell’aspetto del protagonista, poiché il Dio del Tuono sfoggerà una lunga barba e in seguito indosserà un’armatura che lo farà assomigliare a un vero e proprio vichingo.

Il n. 333 di Captain America fu uno shock per i lettori, dal momento che Mark Gruenwald fece qualcosa che molti reputarono un sacrilegio. Steve Rogers viene costretto dal governo americano ad abbandonare i panni della Sentinella della Libertà. Il suo posto sarà preso dall’amorale e violento John Walker. I testi di Gruenwal funzionano, ma i disegni di Tom Morgan sono a tratti troppo grezzi e legnosi.

L’annual n. 24 di Amazing Spider-Man presenta un altro cambiamento, non nell’aspetto del personaggio, quanto nella sua vita privata. Peter Parker sposa la splendida Mary Jane in una toccante storia scritta da David Michelinie e Jim Shooter e disegnata dal compianto Paul Ryan, qui in una delle sue prime prove alla Casa delle Idee.
Il volume si conclude con il drammatico n. 24 di X-Factor, comic-book che all’epoca narrava le avventure degli X-Men orginali. Louise Simonson inserisce la squadra in una vicenda dai toni tragici e luttuosi relativa alla terrificante minaccia di Apocalisse. E in questo episodio Angelo subirà una trasformazione sia fisica sia psicologica, divenendo l’inquietante Arcangelo. I disegni sono del marito di Louise, l’ottimo Walt, che ci dona tavole impreziosite dal suo consueto stile aggressivo e a tratti kyrbiano.

In definitiva, questo libro è da tenere d’occhio e aiuta a comprendere quale sia stato il livello di inventiva della gestione di Jim Shooter.

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