Go Nagai Robot

Liz Flahive e Carly Mensch sanno come produrre delle serie televisive con protagoniste femminili capaci d’intrattenere, ma anche di far riflettere. Soprattutto Carly Mensch ha fatto fruttare il grande lavoro fatto su Orange is the New Black, rendendolo superlativo anche in GLOW.

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Perché la serie dedicata alle Gloriose lottatrici del Wrestling è un telefilm con un meccanismo ormai rodato e che tende a perfezionarsi sempre di più.

Nella terza stagione della serie le protagoniste di GLOW si sono trasferite con il loro spettacolo di wrestling a Las Vegas. E quella che poteva sembrare una parentesi capace di snaturare la realtà e le dinamiche della serie ha invece potenziato tutti i personaggi.

Ruth (Alison Brie) e Debbie (Betty Gilpin) sono chiaramente le protagoniste assolute. La prima deve gestire una relazione a distanza e le sempre più forti attenzioni del regista Sam Sylvia. Mentre Debbie ha un figlio lontano ed una vita da ricostruire, cercando di affermarsi come produttrice e donna forte in un mondo pieno di uomini di potere.

E poi ci sono Rhonda (Kate Nash) e Bash (Chris Lowell) che dovranno gestire un matrimonio improvvisato, cercando di farlo poggiare su un affetto reciproco e su basi più solide. E poi chiaramente c’è uno spettacolo di wrestling al femminile da portare avanti.

Ciò Netflix offre ai suoi utenti con la terza stagione di GLOW è una serie intrigante, tra le più interessanti degli ultimi tempi, con dosi di intrattenimento ed introspezione notevoli. Ogni personaggio trova il suo spazio e la sua dimensione all’interno delle dieci puntate (della durata di 30 minuti ciascuna, e con ritmi ben gestiti), evolvendosi e dimostrando una profondità psicologica ed emotiva di grande livello.

Betty Gilpin nel ruolo di Debbie si esalta in questa terza stagione, mostrando una serie di sfaccettature psicologiche ed emotive degne di un Emmy. Ma Alison Brie con la sua Ruth riesce a tenersi sulla scia, riuscendo ancora una volta a caratterizzare in maniera notevole il suo personaggio, rendendolo perdente ed in cerca di riscatto anche in un momento positivo per lo show.

La regia della serie è sempre attenta a non spiccare per manierismi, ma intenzionata ad esaltare le prove recitative degli attori, soprattutto nelle scene emotivamente più coinvolgenti in cui sono da mettere al centro i primi piani.

La terza stagione di GLOW mette ancora più in rilievo personaggi scritti con un’attenzione e profondità veramente degne di nota, e capaci di far empatizzare qualsiasi tipo di spettatore.

GLOW è una delle serie di maggiore qualità proposte della piattaforma streaming Netflix, e che spiccano per scrittura e capacità d’intrattenere.

In un’epoca in cui gli appassionati di serie tv si trovano di fronte ad un’offerta spropositata e più che inflazionata, telefilm come GLOW segnano il tracciato qualitativo da seguire, proponendo tutto ciò che una serie di livello dovrebbe saper offrire: intrattenimento, introspezione, emozione.

La terza stagione di GLOW crea ancora più affetto ed empatia nei confronti di ragazze che ormai abbiamo imparato a conoscere bene, e che abbiamo seguito lungo varie situazioni (comiche, tragiche, o tragicomiche che fossero). Conquistare lo spettatore catapultandolo in una dimensione terza nella quale provare piacere ed affetto è il risultato massimo per un prodotto creativo e d’intrattenimento.

Per questo motivo GLOW non può che considerarsi una delle migliori serie degli ultimi anni, e questa terza stagione non fa che confermarlo.

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