Per gli appassionati italiani di fantasy, saldaPress è diventata nel corso degli anni non soltanto un solido punto di riferimento, ma una vera e propria fucina di emozioni: dopo capolavori come Green Valley, Lake of Fire e il più recente Unholy Grail, la casa editrice di Reggio Emilia porta in Italia una nuova storia pubblicata dall’americana AfterShock e realizzata da Frank Tieri per i disegni dell’ucraino Oleg Okunev. Una trama horror-zombie ambientata nell’Europa del XV secolo fanno di Pestilence un’opera che si candida a diventare tra le migliori che l’estate fumettistica ha da offrirci.

CHE LA MORTE SIA CON VOI

Come in Lake of Fire, seppur declinato in maniera diversa, centrale nelle trame di Pestilence è la Chiesa: l’ex crociato Roderick Helms, a capo di un commando sotto il controllo diretto del Papa chiamato Fiat Lux (“Sia fatta luce”, tratto dalla Genesi e scelto non a caso come nome per la squadra da rendere protagonista delle vicende) è chiamato a fronteggiare una pericolosa pestilenza che sta generando dei non-morti, intenti a distruggere e invadere qualsiasi città europea.

La pericolosa epidemia, conosciuta da noi storicamente come “morte nera”, sembra essere un’opera direttamente collegata al demonio e chi, dunque, più dei fedeli soldati della Chiesa, è in grado di fermarla? Nel fronteggiare l’invasione dei non-morti e nel cercare di arrivare alle origini del morbo per debellarlo, gli ideali di Roderick e della sua squadra verranno messi a dura prova, specie dopo la confessione del Papa stesso di una sconcertante verità

E LUCE FU

Leggendo la trama e sfogliando di sfuggita il volume, chiunque penserebbe di trovarsi davanti ad un violento horror d’ambientazione medievale e non potremmo di certo dargli torto…ma, e in qui sta la maestria degli autori, non potremmo nemmeno dargli ragione. In Pestilence troviamo zombie, carne e sangue, ma il tema horror risulta talmente tanto bene incastrato nell’ambientazione e nelle vicende storiche (anche grazie al richiamo all’epica e al folklore) che il genere, pur non vedendosi sminuito, non riesci ad affermarsi completamente. Il tono, semmai, potremmo paragonarlo a quello de Il Trono di Spade, con l’elemento horror-fantasy ad arricchire quello che risulta essere in sostanza un grande giallo medievale dal linguaggio vivace (a volte scurrile), con presenza di sesso e un’azione organizzata con scelte registiche d’ispirazione videoludica.

Lo stesso Eric Brumberg, tra i creatori della storia insieme a Brandon Auman e Tieri, confessa nell’introduzione del volume che Pestilence è stato inizialmente pensato come un videogioco il che, analizzando gli elementi presenti nel fumetto, non ci sorprende. Ogni capitolo può essere visto come un maxi-livello di uno dei migliori action RPG in circolazione, con le parole di Roderick indirizzate all’amata Jaqueline a fare da “prologhi” introduttivi e ad aumentare la tensione narrativa, in attesa che i personaggi entrino in azione. Curiosa e apprezzata, che aiuta (se ancora non ne foste convinti) a confermare la nostra tesi, è inoltre la trovata di inserire, in alcune tavole, una sorta di avatar a rappresentare il personaggio parlante.

E d’ispirazione videoludica, specie per il colpo d’occhio, sono anche le imponenti copertine inserite tra un capitolo e l’altro capaci di strizzare l’occhio anche all’arte ritrattistica; d’altronde, l’impatto visivo è straordinario per tutta la storia, col tratto ben definito e “brutale” di Okunev a realizzare tavole capaci di riportare tutta la fisicità dell’azione nel campo visivo del lettore.

Pestilence risulta in conclusione un lavoro amabile dagli appassionati dell’horror, dagli storici, dagli avventurieri…insomma, da chiunque. Con un mix ben ponderato in un equilibrio dato dal solido contesto storico Tieri, Okunev e tutto il team creativo hanno realizzato un’avventura travolgente che trascina i lettori in un frenetico vortice verso la risoluzione della missione, lasciando spazio ad un sequel non obbligatorio ma, dopo la lettura di questo volume, atteso ansiosamente.

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