Green Valley Deluxe – un codice miniato del XXI° secolo | Recensione

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Green Valley torna nelle fumetterie grazie ad una nuova preziosa edizione realizzata da saldaPress, per un fumetto già entrato nella leggenda del genere.

C’era una volta il Medioevo, periodo di superstizione e pericoli, re e cavalieri, cantastorie, castelli, storie di draghi e magia. E, tutto questo, veniva declamato in leggendarie ballate destinate a far entrare nel mito popolare gli elementi trattati.

Passando le epoche e mutando i secoli la situazione è, per fortuna o per sfortuna, radicalmente cambiata con, al massimo, le storie di Instagram a raccontare i nostri pomeriggi passati al Centro Commerciale alla caccia del prezzo più basso.

Ma, citando T.S. Eliot, “Tempo presente e tempo passato/ sono forse entrambi presenti/nel tempo futuro e il tempo futuro/è contenuto nel tempo passato” e tutto questo grazie all’elemento costante tra le epoche: i libri, la narrativa, la fantasia.

E poco importa dunque se non incontriamo cantastorie sulla tangenziale, la leggenda dei Cavalieri di Kelodia e di Green Valley giunge comunque alle nostre orecchie, o meglio sotto gli occhi, grazie a saldaPress.

E nel miglior modo possibile, tramite un manufatto (sì, ok, chiamatelo fumetto…) degno del miglior amanuense della corte regia più importante. Basta prendere in mano il volume per capire che, da qualsiasi luogo provenga, si tratta di qualcosa fuori dal tempo e dello spazio: dimensione imponente, rilegatura pregiata e tanto di cotta di maglia a effige di copertina. E poi, all’interno, gli schizzi esclusivi di Messere “Cammo” Camuncoli: uno che i codici, più che copiarli e decorarli, è solito realizzarli in prima persona facendoli diventare dei veri e propri pezzi d’arte.

Che sia un codice miniato in grado di trasportarci in varie epoche, dunque, lo si vede si dal primo sguardo e, immediatamente, la leggenda al suo interno ci sembra più concreta che mai.

E’ il temibile e tecnologico “stregone” Cyrl ad essere in un’epoca sbagliata, o sono Sir Bertwald, Sir Raplhus, Sir Indrid e Sir Gulliver, i Cavalieri di Kelodia, ad essere stati risvegliati da un lontano passato? Da quale epoca e verso dove ci spostiamo? Quale linguaggio o messaggio espressivo è diretto a noi, il cortese dei cavalieri o l’irriverente schiettezza del XXI° secolo?

Le domande strettamente tecniche non ci interessano più, siamo fuori dal tempo, dallo spazio. Siamo solo noi con la nostra voglia di esplorare, di immaginare, di godere a pieno della forza della narrazione. Non ci chiediamo più quale sia l’epoca giusta o quale sia l’epoca alla quale apparteniamo, tutto è presente qui e ora. Spade contro pistole, assedi e dinosauri, barbari, contadini sono veri e vivono nel bagaglio culturale della nostra fantasia. E’ un viaggio senza tempo, quello verso Green Valley, verso un paese dove si può riportare speranza, dove la situazione sociale e individuale si può cambiare, dove anche il tempo può piegarsi alle leggi dell’amore. Dove tutto è parola, emozione, per sempre nostra.

C’è un tempo senza cantastorie, dove la forza di sognare è imprigionata dalla magia oscura del denaro, dell’apparenza. Ma dove, nonostante tutto, si può ancora essere cavalieri e cavalcare il proprio destino, portando sotto il braccio un codice miniato del XXI° secolo.

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