One-Punch Man non è solo un anime di combattimento, ma è anche una riflessione sulla società moderna di cui è specchio, sul senso di smarrimento provato da Saitama, che non riesce a trovare il suo posto e il suo scopo nel mondo e che simboleggia quello stesso senso di smarrimento che pervade la nostra stessa società e sulla complessità dei suoi personaggi, uno su tutti Garou, l’essere umano che ambisce al proprio riconoscimento come Essere Misterioso, ma che però non vuole unirsi alla loro associazione criminale e si prodiga per proteggere un semplice ragazzino.

TO PROTECT AND TO SERVE

In questo episodio, tanto per cambiare i ruoli attribuiti convenzionalmente ai singoli personaggi vengono a ribaltarsi: gli Eroi che dovrebbero proteggere i civili combattono anche mentre nelle immediate vicinanze c’è un bambino innocente che potrebbe rimanere ferito o peggio ancora ucciso nello scontro, mentre il cattivone di turno è l’unico che combatte per proteggerlo. Già, ma quale sarà la percezione che avrà dello scontro quel ragazzino, quando si renderà conto che il suo amico con i capelli d’argento li ha messi al tappeto senza pietà? Riuscirà a comprendere che Garou li ha stesi non solo per difendere se stesso, ma anche lui?

In questa situazione così complessa, dove nulla è soltanto bianco o nero, il primo paragone che mi viene in mente è con Fudo Akira, il protagonista del capolavoro del grande Maestro Go Nagai conosciuto con il nome di Devilman: Akira sceglie di unirsi ad Amon, uno dei Demoni derivati dalla mitologia egizia, per la quale è una sorta di Dio Padre paragonabile a Zeus e Giove, e tramutato in una chimera infernale da quella cristiana, per proteggere la specie umana, dalla quale però viene trattato semplicemente come ciò che appare, ovvero un Demone da cui scappare o che deve essere ucciso, e questo perché è molto più semplice pensare che il cattivo (o chi appare come tale) si debba sempre comportare come un cattivo, un modo di ragionare decisamente riduttivo e che non può essere applicato a creature complesse come gli esseri umani.

Nel nostro caso specifico, per Garou non è affatto un controsenso impegnarsi con tutte le forze per combattere i suoi nemici senza coinvolgere però nello scontro degli innocenti, preoccupazione, questa, che non sembra invece sfiorare le menti degli Eroi, creando così uno straniante ribaltamento dei ruoli.

L’ORGOGLIO DI OGNUNO

Il titolo dell’episodio si riferisce, in maniera diversa, a tutti i personaggi protagonisti della puntata:

  • Garou: vuole proteggere al contempo la propria reputazione sconfiggendo tutti gli Eroi di Classe A e non che gli si sono parati davanti e la vita del ragazzino nel capanno alle sue spalle;
  • Eroi di Classe A: a causa del proprio orgoglio e per dimostrare il proprio valore sul campo di battaglia, i ragazzi hanno deciso di affrontare Garou senza chiedere l’aiuto degli Eroi di Classe S;
  • King: anche se concede un vantaggio mostruoso a Saitama mentre lo spacca di mazzate in un picchiaduro, il suo orgoglio gli impedisce di lasciarlo vincere, in un ennesimo ribaltamento di ruoli, per cui Saitama è potente nella vita reale quanto è scarso nei videogiochi e King è potente nei videogiochi quanto è scarso nella vita reale;
  • Saitama: anche se il suo stile di combattimento in game sia molto prevedibile per il suo avversario, a causa della sua cocciutaggine e del suo orgoglio si rifiuterà di arrendersi anche di fronte all’evidenza;
  • Genos: ora che il suo potere è decisamente aumentato per via di alcune recenti e strabilianti migliorie, il nostro cyborg biondo dalle sclere nere sfoggia orgogliosamente le sue nuove abilità;
  • Bang: interrompe lo scontro fra Genos e il suo ex allievo per poter battere Garou con le proprie mani sia perché, essendo stato colui che lo accolse e lo addestrò al combattimento anni addietro, si sente responsabile per ciò che Garou è diventato, sia per orgoglio personale, per dimostrare che può sconfiggere un suo discepolo.

Una menzione speciale merita il grande lavoro svolto dallo studio di animazione J.C. Staff per questo specifico episodio: grazie a delle tavole sempre incredibilmente curate e a una resa visiva delle fasi più frenetiche degli scontri davvero appagante e fluida, la visione della puntata nel suo complesso è una delle più appaganti viste fino a questo momento a opera di J.C. Staff, al punto da non far rimpiangere assolutamente l’eccelso e in generale ancora inarrivato lavoro dello studio che ha animato invece la prima stagione di One-Punch Man, MadHouse.

Durante il corso della puntata, poi, potrete anche apprezzare un cambiamento inaspettato e bizzarro in garou, ma ne sapremo qualcosa di più nel prossimo episodio.

La seconda stagione di One-Punch Man è distribuita in simulcast con il Giappone, legalmente e in maniera del tutto gratuita qui in Italia dalla piattaforma online VVVVID.

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