Torna l’appuntamento annuale più atteso dagli appassionati di Tex. Il Texone di questo 2019 dà spazio ad un personaggio storico realmente esistito: Doc Holliday, un curioso uomo della Frontiera entrato nella leggenda per essere stato un dentista, giocatore d’azzardo e pistolero. Il confronto tra Tex e Doc Holliday sarà ricco di azione e sorprese.

Sì perché la banda di cui faceva parte Holliday, soprannominata “Cowboys”, si trova in cattive condizioni: i suoi membri stanno morendo uno dopo l’altro, ed il taccuino di Doc Holliday sembra stia cancellando i nomi dei fuorilegge uccisi. E poi l’efferatezza di alcuni delitti colpisce e rimanda proprio sulle tracce di Holliday: uno dei membri della banda, ad esempio, viene torturato su una sedia da dentista.

Insomma, è veramente Holliday l’uomo che sta dietro a questi efferati delitti. Sarà compito di Tex e Kit Carson scoprirlo. Il tutto si concluderà in un duello finale a Skeleton Canyon, durante il quale l’azione le la suspense saliranno a livello alti.

Il soggetto di questo Texone è stato realizzato ancora una volta da Mauro Boselli, il quale ha voluto sfruttare un personaggio della Storia della Frontiera per creare una trama intrigante, e ricca di azione. I Texoni hanno spesso sfruttato vicende realmente accadute per sviluppare la loro narrazione: è il caso ad esempio del celebre Patagonia, ambientato durante le guerre intestine in Argentina.

Una storia di ampio respiro, capace di occupare 240 pagine (com’è nella tradizione dei Texoni), come nel caso di Doc!, permette a Mauro Boselli di riuscire a protrarre in avanti il mistero riguardante le uccisioni all’interno della banda dei Cowboys, e questo giova al ritmo della storia. Non siamo proprio dalle parti delle sceneggiature tutte suspense e thriller di Pasquale Ruju, ma Boselli riesce a regalare delle sorprese, e dei momenti brillanti.

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Ma l’elemento veramente particolare di questo Texone è la presenza di Laura Zuccheri, la prima disegnatrice che approda al personaggio di Tex. La Zuccheri non si fa remora del confronto con un character così importante per il fumetto italiano, e cerca di aderire alla tradizione texiana, ma allo stesso tempo impone il suo stile. Svetta su tutti una rappresentazione di Tex ancora più solida e matura delle altre, tanto da farlo apparire simile in certe vignette al John Wayne che ha fatto la storia dei film Western.

Ma la Zuccheri si caratterizza soprattutto per una buona alternanza dei bianchi e dei neri, necessari per creare atmosfere, e per imporre uno stile espressivo, capace di mettere in risalto ambientazioni e personaggi. A livello visivo ci troviamo quindi davanti ad un Texone che rispetta la tradizione, ma che allo stesso tempo vuole lasciare traccia della sua presenza, e non far dimenticare alcune scene piuttosto suggestive (anche la scelta di griglie d’impostazione della tavola più audaci è segno di personalità).

Questo Texone si muove quindi sul solco della tradizione. Non siamo dalle parti di Patagonia e de La Valle del Terrore (i due apici  narrativi e grafici raggiunti dai Tex Giganti), ma i fan di Aquila della Notte potranno sentirsi soddisfatti del nuovo prodotto sfornato da casa Bonelli.

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