JLA Ultramarine Corps – Recensione

Pubblicato il 2 Marzo 2012 alle 11:36

Ritorna la JLA di Grant Morrison con un tp che include una visionaria e fantascientifica miniserie del genio di Glasgow e il one-shot che segna l’incontro tra la Lega della Giustizia e gli aggressivi WildCats!

JLA Ultramarine Corps

Autori: Grant Morrison (testi), Ed McGuinnes, Val Semeiks (disegni)
Casa Editrice: RW-Lion
Provenienza: USA
Prezzo: € 15,95, 16,8 x 25,7, pp. 144, col.
Data di pubblicazione: gennaio 2012

Come sanno tutti i fan di Morrison, il geniale autore scozzese è uno degli sceneggiatori più anti-convenzionali del comicdom anglosassone e ha dato il meglio di sé in opere eversive come Invisibles, The Filth o Doom Patrol, tanto per citarne alcune; ma ha pure dimostrato di saperci fare con i classici supereroi e la sua eccezionale run di Batman ne è la prova.

Tuttavia, c’è stato un periodo in cui i boss DC non erano propensi ad affidargli le principali icone di loro proprietà.

Grant, infatti, si fece conoscere nella metà degli anni ottanta con Animal Man, character dei sixties considerato minore; e lo stesso valeva per la bizzarra Doom Patrol. Ma già allora avrebbe voluto occuparsi di Batman, Flash o Superman. La DC, però, reputando il suo stile troppo sperimentale per i comic-book mainstream, gli consentì di realizzare solo il capolavoro Arkham Asylum in cui si ebbe modo di ammirare la sua personalissima visione del Cavaliere Oscuro e del Joker.

Le cose cambiarono nei primi novanta quando la DC gli permise di scrivere le avventure della JLA, il supergruppo più importante del DC Universe. E l’esperimento funzionò. Morrison rispettò lo stile narrativo dei comic-book supereroici nonché le caratteristiche basilari dei personaggi, senza stravolgerle, ma non represse la sua ispirazione visionaria e iconoclasta. Fu quindi chiaro che autori come Morrison potevano benissimo narrare storie di supereroi con una prospettiva innovativa. In un certo qual modo, anche la Marvel lo capì, utilizzandolo per la controversa e discussa run degli X-Men dell’era Quesada.

JLA, quindi, è tuttora reputato uno dei migliori esiti creativi morrisoniani e il tp JLA Ultramarine Corps, pubblicato da RW-Lion, propone alcune produzioni che in precedenza Planeta aveva escluso dall’Omnibus dedicato alla Lega della Giustizia ma che costituiscono un importante capitolo della gestione morrisoniana relativa a Bats, Supes e agli altri compagni di squadra.

Nel tp, infatti, troverete la miniserie JLA Classified, imperniata sulle vicissitudini degli strampalati Ultramarine Corps, gruppo composto da Warmaker One, 4D, Flow, Pulse 8, Scudiero, Cavaliere, Jack Lanterna e altri character. Per una serie di circostanze, rimangono coinvolti nelle macchinazioni di Gorilla Grodd e pure la JLA sarà della partita. Morrison imbastisce una trama fantascientifica nei toni, con influssi cyberpunk, e caratterizzata da testi sarcastici e post-moderni. I dialoghi sono ironici e spassosi, a tratti irriverenti, e la saga è divertente. Morrison, inoltre, delinea in maniera sapiente le psicologie dei personaggi, raggiungendo livelli elevati soprattutto con Batman e Scudiero.

Il penciler è il bravissimo Ed McGuinness che ben rappresenta le sincopate vicende immaginate da Grant, costruendo in maniera altamente inventiva la pagina; e infatti ogni tavola ha una soluzione visiva raffinata che rende ulteriormente preziosa JLA Classified. Nel tp c’è poi un curioso one shot: JLA/WildCats. Come è facile intuire, è un team up tra la Lega e il gruppo di vigilanti dell’Universo Wildstorm.

L’episodio si svolge in un periodo in cui Kyle Rayner era Lanterna Verde, Superman un ammasso di energia azzurra e Wally West indossava il costume di Flash. Gli eroi dovranno affrontare il terribile Epoch, criminale che compie varie malefatte in diverse linee temporali. Le azioni del villain, quindi, fanno finire la JLA nel mondo dei WildCats, con conseguenze imprevedibili. Anche in questo caso, Grant scrive un’avventura cyber e dal ritmo incalzante. Pur trattandosi di un fumetto d’azione, non manca l’analisi dei character (Grifter è realmente azzeccato!) e l’incorreggibile Grant non si esime dall’inserire dettagli trasgressivi (Aquaman si eccita quando Wonder Woman gli si rivolge con atteggiamento autoritario!) in un contesto mainstream. I disegni sono del bravo Val Semeiks che ha un tratto anni novanta che in certi momenti presenta reminiscenze, facendo le debite proporzioni, dello stile di Jim Lee.

JLA Ultramarine Corps non ha ovviamente la profondità e la carica graffiante di Invisibles, Arkham Asylum o Kid Eternity, ma è lo stesso un’ottima prova d’autore e conferma per l’ennesima volta la varietà e la versatilità dell’ispirazione di colui che, al pari di Geoff Johns, è lo sceneggiatore di punta dell’odierna DC. Da provare.

Voto: 7

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