The Deuce – 1×02 “Show and Prove” | Recensione

Pubblicato il 22 Settembre 2017 alle 15:00

Il secondo capitolo del “porn drama” di HBO alza leggermente il ritmo, ma troppo poco.

Dopo il lungo prologo della scorsa settimana, entriamo nel vivo della storia di The Deuce. O almeno così ci si poteva (e doveva) aspettare. Finalmente si intrecciano le storie di Vinnie e Frankie (James Franco), di Eileen/Candy (Maggie Gyllenhaal), di Lori (Emily Mead), di Abby (Margarita Levieva) e degli altri protagonisti del mondo della prostituzione e malavita della Manhattan degli anni ’70, però manca ancora qualcosa.

Elemento non palesemente chiaro dal pilot, in questo secondo episodio viene fatto capire agli spettatori che la direzione della storia verterà sul porno, sulla sua nascita e sul suo sviluppo. Uno dei tabù per antonomasia sviscerato attraverso il sottobosco fumoso e metropolitano dell’epoca – la fotografia e le luci sono costantemente soffuse, quasi in una perenne atmosfera di privé, per poi divenire più chiare e nitide quando per esempio Eileen è a casa col figlio e la madre (quindi fuori da “quel mondo”).

Vinnie, nel cercare di chiudere i debiti che il fratello ha riscosso in giro, inizia una “partnership” con il cognato (i due hanno anche una sorella) e uno dei boss della malavita di Manhattan. E’ molto bravo a cogliere un’occasione – come aveva già dimostrato con l’idea delle cameriere svestite con eleganza per risollevare il bar dove lavora. Lo stesso si può dire di Eileen, che nel sostituire una “collega” sul set di un filmino spinto inizia a prendere coscienza e conoscenza delle tecniche di ripresa e di realizzazione degli albori di un film porno.

Di questo “sistema” vengono tratteggiate dagli sceneggiatori Richard Price e George Pelecanos e dal regista Ernest Dickerson le vittime e le artefici del sistema, con particolare risalto alle figure femminili, punto di forza del serial, più importanti e rilevanti dei rispettivi protettori maschi. Lori è alla mercè del proprio pappone, che le promette amore ma vuole risultati (pur senza violenza, finora). Abby invece è pronta a prendere in mano la sua vita dopo aver abbandonato gli studi e sembra voler essere la padrona di se stessa – ma in quale direzione? Come andrà a finire?

Vittima è anche Darlene, la povera prostituta a cui ne capitano di ogni: se nell’episodio di apertura veniva picchiata da un cliente troppo “passionale”, in questo scopre che un filmino hard a cui aveva accettato di partecipare per un cliente è finito in un negozio a noleggio (sottobanco, ovviamente), ma al suo protettore non sembra importare più di tanto. Eileen deve invece affrontare il giudizio della madre per ciò che fa. Chi sarà il padre del figlio della donna? Sarà morto, non ne voleva sapere o è frutto di una violenza?

Se nel primo episodio il presidente Reagan veniva paragonato a un pappone e l’America alla sua prostituta, questa volta è uno dei papponi stessi del telefilm a paragonarsi a un fattore – e di conseguenza le prostitute alle sue bestie. Il tratto comune a tutti i protagonisti è capire che il sesso può diventare non solo una merce di scambio – già lo sanno – ma anche una fonte di guadagno più redditizia e con enormi prospettive rispetto alla semplice prostituzione. Forse.

Il difetto di The Deuce, impeccabile a livello di scrittura, regia e interpretazione come qualsiasi altra serie HBO, sta nell’essere ancora alla ricerca di una propria identità, timidamente tratteggiata in “Show and Prove”, e soprattutto in un ritmo che decolli per davvero. Una narrazione troppo in punta di piedi per l’argomento che tratta. The Deuce dovrà “mostrare e dimostrare”, come dice il titolo, visto anche il rinnovo per una seconda stagione già ottenuto.

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