Justice League 10 | Recensione

Pubblicato il 19 Agosto 2017 alle 10:00

Inizia la serie Rebirth di Cappuccio Rosso! Cosa combinerà Jason Todd dopo la sua controversa decisione di fingersi criminale? Scopritelo in questo numero di Justice League, la testata imperdibile per tutti i fan della DC!

L’albo della Justice League continua a proporre materiale interessante realizzato dalla DC nell’ambito della Rinascita. Finora l’operazione pare essere riuscita e le varie collane si stanno rivelando intriganti. Nel caso di Justice League sono ovviamente predominanti le classiche atmosfere supereroiche, considerando che si parla del gruppo di giustizieri più importante e iconico della casa editrice. Superman, Batman, Wonder Woman, Flash e gli altri Leaguers fino a questo momento si sono confrontati con minacce che un eroe non potrebbe affrontare da solo.

In Justice League c’è parecchia azione e poca introspezione ed è da considerare un fumetto che propone una sana lettura scacciapensieri e niente di più. L’episodio di questo albo, tratto dal n. 13 della testata originale, si discosta, però, dal mainstream. Scritto dall’abile Tim Seeley, è horror e incentrato su Steve Trevor, ben noto ai lettori di Wonder Woman e della stessa League.

La vicenda è collegata alla miniserie Justice League vs. Suicide Squad. Vi basti sapere che il perfido Max Lord, con l’ausilio del terribile Lobo e altri criminali, è riuscito a ottenere i poteri del diamante di Eclipso, con esiti devastanti. Tutti ora sono posseduti dall’energia malefica di Eclipso e si stanno rendendo responsabili di atti efferati. Vale anche per i componenti della Lega e il povero Steve dovrà cercare di superare una situazione agghiacciante. Ma come mai lui non è influenzato dal diamante? Si tratta di semplice fortuna o la spiegazione è più spaventosa?

Seeley concepisce un horror al cardiopalma, giocando con le convenzioni narrative dei film di Romero o di certi romanzi di Matheson. Steve, infatti, può essere visto come l’unico uomo in un mondo di mostri e i posseduti hanno la valenza dei vampiri o degli zombi stimolati dai loro istinti. L’autore scrive testi curati ed efficaci e realizza una storia dal ritmo adrenalinico. I disegni sono di Scot Eaton che, pur non discostandosi più di tanto dalle convenzioni grafiche dei comics USA, è efficace e funzionale.

Si procede con il n. 7 di Cyborg. Lo scrittore John Semper Jr. sta firmando una serie valida, mixando azione e introspezione. Sebbene si tratti di una convenzionale collana di supereroi, non evita di affrontare tematiche importanti come quelle del militarismo, della mancanza di scrupoli di certi ambienti scientifici e del terrorismo, e sta facendo un’ottima analisi psicologica del tormentato Victor Stone che stavolta dovrà vedersela con il tradimento di Scarlett Taylor alias Variant. La story-line si conclude con un bel colpo di scena e Semper Jr. non si esime dal fare una riflessione sui concetti di umanità e disumanità. I disegni di Paul Pelletier continuano a rendere giustizia allo script e Cyborg è quindi da tenere d’occhio.

L’albo si chiude con il n. 1 di Red Hood and The Outlaws, comic-book dedicato all’aggressivo Jason Todd. Dopo lo speciale Rebirth, è qui che iniziano davvero le vicende dell’ex pupillo di Batman. Per una serie di ragioni, Jason finge di essere un villain, allo scopo di infiltrarsi agevolmente nell’ambiente criminale per distruggerlo dall’interno, con l’avallo di Bruce Wayne. Ma i pericoli non mancano e Jason dovrà vedersela con Maschera Nera, uno dei peggiori cattivi del DCU, che gli offre di entrare nella sua organizzazione.

Cosa farà Jason? La risposta ce la fornisce Scott Lobdell che si era già occupato della serie New52 di Jason e dei Fuorilegge. A giudicare da questo primo episodio, riesce a incuriosire ma purtroppo manca l’umorismo che aveva valorizzato la precedente testata. Inoltre, non sappiamo ancora chi saranno i nuovi Fuorilegge, sebbene l’ultima pagina sembri fornirci un’indicazione in tal senso. Di sicuro possiamo dimenticarci di Arsenal e di Starfire. I disegni sono di Dexter Soy che ha uno stile dinamico e plastico, impreziosito da splendidi giochi d’ombra, adatto a un comic-book che fa dell’azione e del noir gli elementi essenziali. Nel complesso, questa uscita della Justice League è da prendere in considerazione.

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