Nei Miei Occhi – Bastien Vivès – recensione

Pubblicato il 30 Marzo 2011 alle 15:13

Nei Miei Occhi

Autore: Bastien Vivès (testi e disegni)
Casa Editrice: Black Velvet
Provenienza: Francia
Prezzo: € 18,00, 16,5 x 24, pp. 136, col.
Recensione


Sin da quando gli esseri umani hanno provato lo stimolo della narrazione, l’amore è stata una delle tematiche più abusate. Di conseguenza, ci si potrebbe chiedere: si possono ancora raccontare storie d’amore senza risultare ripetitivi e banali? Probabilmente, il bravissimo Bastien Vivès, uno dei talenti più interessanti del panorama fumettistico francofono, non si è neanche posto il problema. E ha fatto bene, considerando la qualità di Nei Miei Occhi, proposto in Francia da Casterman e tradotto in Italia da Black Velvet.

Di Vivès ho già recensito con piacere Il Gusto del Cloro e devo ammettere che, anche nel caso di questo volume, l’autore ha rivelato una bravura indiscutibile, con una maturità stupefacente, dal momento che il cartoonist in questione non ha nemmeno trent’anni. Nei Miei Occhi è la stupenda cronaca della nascita di un amore e del suo sviluppo.

Si tratta, quindi, di una vicenda normale che si svolge in un ambito quotidiano, in cui chiunque potrebbe riconoscersi. Uno studente, nella biblioteca dell’università da lui frequentata, nota una bella ragazza; inizia a parlarle; a uscire con lei; a condividere esperienze e riflessioni. Messa così, sembra tutto risaputo. Ma, quando si ragiona sulla fiction, l’elemento fondamentale è costituito dalle modalità della narrazione. E quelle de Nei Miei Occhi non sono affatto convenzionali.

Vivès, infatti, ci fa entrare nella mente e, soprattutto, nello sguardo del protagonista. Tutto viene rappresentato in soggettiva e i disegni non sono altro che la raffigurazione di ciò che vede lo studente (e puntualizzo che non vedremo mai il suo viso). E, come è facile intuire, la sua visuale è prevalentemente occupata dalla ragazza di cui si è innamorato, autentico punto focale della vicenda nonché essenziale perno narrativo.

Perciò, lo sguardo dell’innamorato non è oggettivo. Molte cose sono escluse dal suo campo di percezione e ciò vale, a volte, anche per le parole e i dialoghi delle persone che non lo interessano. Per giunta, Vivès non inserisce mai nel testo le sue frasi; ma solo ed esclusivamente quelle della ragazza, con un artificio (che mi ha fatto pensare a un romanzo di Yehoshua, ‘Il Signor Mani’) che rende l’atmosfera della storia affascinante e straniante.

Con echi, forse inconsapevoli, di Truffaut e, più in generale, di certa cinematografia francese (peraltro presente nella sequenza in cui i due innamorati vanno al cinema e assistono a una pellicola imperniata sulla fine di un rapporto amoroso), Vivès delinea una storia semplice e intrigante, spesso malinconica, e con un elemento di delicatezza irresistibile.

Se ne Il Gusto del Cloro l’autore aveva sperimentato con tecniche pittoriche, nel caso di Nei Miei Occhi utilizza un tratteggio a pastello di elevata espressività, con meravigliosi giochi cromatici; questo stile è perfetto per la resa visiva dei volti e delle emozioni nonché dei microcosmi della story-line (la biblioteca, un ristorante, un appartamento in cui si svolge una festa, la stanza in cui i due faranno l’amore, le strade, uno zoo, e così via); e, analogamente alla sceneggiatura che si regge sulle omissioni, anche determinati particolari del disegno sono in alcuni momenti meno definiti e difficilmente distinguibili, modificati o celati dalla percezione quasi impressionista del protagonista. Inoltre, Vivès si dimostra abilissimo nello story-telling e nell’impostazione della tavola e, come nel caso de Il Gusto del Cloro, i suoi disegni trasmettono un grande senso del movimento.

Se di storie d’amore come questa ce ne sono a centinaia, però, bisogna ammettere che il finale non è scontato. Posso, anzi, aggiungere che è inaspettato e non lascerà indifferente nessuno. Di conseguenza, se qualcuno di voi è innamorato, sta vivendo una storia o si accinge a viverne una, dovrebbe dare una possibilità a un simile gioiello. Un gioiello che non può mancare nella libreria degli estimatori della letteratura disegnata.


Voto: 9

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