Megamind 1 – Blu. Bello. Bullo – Joe Kelly – recensione

Pubblicato il 28 Marzo 2011 alle 10:40

Megamind 1

Autori: Joe Kelly, Jason M. Burns (testi), Dreamworks Animation, Chris Valenti e CV Design (disegni)
Casa Editrice: GP Publishing
Provenienza: USA
Prezzo: € 2,90, 17×26, 48 pp., col.
Recensione


È un approdo naturale quello di Megamind al mondo del fumetto, dato che è chiaramente nato dall’immaginario dei comics di super eroi americani. Il film si era fatto segnalare per la brillante trovata di aver posto come protagonista un cattivo, la proverbiale nemesi dell’eroe virtuoso e senza macchia. Ma in Megamind c’era molto di più, sia a livello tematico che stilistico, con una freschezza nei dialoghi e nella trama quasi da commedia brillante. In queste storie, prodotte dalla Dreamworks, pubblicate dalla Wildstorm, e portate in Italia dalla GP Publishing, sembra che gli obiettivi siano stati notevolmente ridimensionati.

La prima delle due storie dell’albo, scritta da Joe Kelly, rappresenta un prequel delle vicende narrate nel lungometraggio animato, una sorta di carrellata sugli scontri passati fra Megamind e il difensore di Metro City: Metro Man. La sceneggiatura si articola più che altro in gag e rocambolesche scene d’azione che trovano spazio spesso e volentieri su spettacolari splash page. Una parte consistente l’hanno infatti i disegni, realizzati da un team di animatori della Dreamworks, che riprendono perfettamente il design del film per farlo rivivere su carta. I colori digitali contribuiscono a dare a personaggi e location un aspetto morbido da cartoon, e sono indubbiamente la parte migliore dell’albo, anche se la componente grafica decade leggermente nella seconda storia. Scritta da Jason Burns e disegnata da Carlos Valenti e CV Design, Minion 2.0 fin dal titolo si concentra sulla spalla del bieco Megamind, il suo aiutante Minion, ripercorrendo tutte le trasformazioni subite dal suo corpo robotico.

Si tratta di racconti piuttosto leggeri, che possono indubbiamente divertire e intrattenere senza impegno un pubblico infantile, specialmente con la figura grottesca di Megamind, ma che non sembrano poter dare molto più di questo. Inoltre, essendo estremamente ristretto il numero dei personaggi, è difficile immaginare come la serie possa evolvere o rinnovarsi dalla riproposizione della battaglia fra il cattivo e il buono che vede sempre contrapposto il cervello ai muscoli, con in mezzo la figura di Roxanne Ritchi, la giornalista ispirata a Lois Lane. Sta forse qui il limite più grande riscontrabile in queste storie, il fatto di limitarsi ad essere delle parodie del mondo di Superman e delle sue dinamiche, cosa dalla quale il film partiva, ma da cui riusciva a distanziarsi tanto da risultare originale. In definitiva, questo Megamind, fa ben poco per apparire qualcosa di più di una semplice trovata commerciale.


VOTO: 5,5

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