Bone a colori: il capolavoro di Jeff Smith in edizione integrale – RECENSIONE

Pubblicato il 9 Gennaio 2016 alle 11:15

Arriva l’edizione integrale a colori dell’opera che ha fatto conoscere il grande Jeff Smith: Bone! Non perdete le intricate vicissitudini dei simpatici cugini Bone con questo corposo volume che include tutti gli episodi della serie!

Una serie che ha vinto dieci Eisner Award e undici Harvey Award, nonché svariati altri premi fumettistici in numerosi paesi, non può certo passare inosservata. E Bone, monumentale opera che ha fatto conoscere il talento creativo di Jeff Smith, in effetti non è da ignorare. Lo sanno i lettori che hanno avuto modo di scoprirla e apprezzarla nel corso degli anni e se ne renderanno conto quelli che ancora non l’hanno provata. Bao Publishing, infatti, pubblica un corposo volume che include tutti gli episodi della saga in una versione a colori.

Compra: Bone a colori

La grandezza di Bone è data dal fatto che la storia non è solo coinvolgente e caratterizzata da un intrigante mix di umorismo, fantasy e avventura; ma anche perché è leggibile a più livelli. Apparentemente, almeno all’inizio, parrebbe quasi rivolta a un pubblico di ragazzini ma non è così. Con il pretesto di una vicenda dai toni fiabeschi, Jeff Smith affronta tematiche importanti come il coraggio, la forza di affrontare e risolvere le difficoltà, la crescita dell’individuo, il senso di appartenenza a una comunità, la rilevanza del sogno e dell’immaginazione nell’esistenza degli esseri umani.

Tutto comincia con tre deliziosi personaggi dai tratti cartoon, i cugini Bone. Fone Bone, protagonista del comic-book, è generoso e altruista e, come si scoprirà nel corso della story-line, coraggioso; Phoney Bone è un opportunista che cerca sempre di fare affari, caricatura del classico capitalista intrallazzatore che vuole ottenere lauti guadagni a scapito del prossimo; e Smiley Bone è buono ma ingenuo. I tre sono stati cacciati dalla loro terra, Boneville, per colpa delle losche manovre di Phoney e si perdono fino a giungere in una strana regione non segnata dalle mappe.

In questa terra vivono insetti parlanti, draghi (molti però li considerano una leggenda) e infidi e famelici ratti che seguono gli ordini del terribile Kingdock. E ci sono anche esseri umani. Tra essi, i più importanti ai fini della trama sono la bella Thorne e sua nonna. Smith gioca con gli stilemi fumettistici di Walt Kelly e di Carl Barks per poi delineare una lunghissima e complessa avventura incentrata su atmosfere tipicamente fantasy, se non proprio tolkieniane nei toni.

La struttura è articolata e, oltre alla story-line principale, Smith inserisce vicende parallele sul passato della nonna di Thorne, di quello di Lucius, altro fondamentale protagonista della saga, e soprattutto quella dell’aspro dissidio di due sorelle che, a conti fatti, si riveleranno il fulcro della narrazione. Tra situazioni comiche e spassose e altre drammatiche, valorizzate da ambientazioni oniriche e immaginifiche, Smith ha quindi costruito un’epopea di profondità innegabile.

I testi e i dialoghi sono efficaci e immediati ma in certe sequenze non mancano toni lirici e introspettivi che fanno di Bone un’opera, come ho già chiarito, leggibile a più livelli. Chi cerca l’intrattenimento lo troverà; chi preferisce la riflessione non rimarrà deluso. E qualsiasi lettore, che sia ragazzino o adulto, apprezzerà Bone perché tocca argomenti universali che chiunque può comprendere e sentire propri. E’ lo stesso elemento che in definitiva ha reso, per esempio, Il Signore degli Anelli uno dei romanzi più letti di sempre.

Pure dal punto di vista dei disegni Bone è valido. Il tratto di Smith è poliedrico, contrassegnato da una molteplicità di stili. I cugini Bone, gli animali e le creature hanno un’aura cartoonesca. Thorne, invece, è più realistica e vale anche per gli altri personaggi umani. Gli sfondi, i paesaggi e le architetture sono raffigurati con una dovizia di particolari sbalorditiva. Smith inoltre si diverte a sperimentare con il lay-out. Nelle sequenze oniriche concepisce vignette rettangolari incastonate in altre più grandi, a volte dallo sfondo nero, a volte contenenti ulteriori disegni i cui dettagli sono in parte nascosti. Tale soluzione grafica serve a far capire che in quel contesto un personaggio sta sognando.

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Bone è pieno di invenzioni di questo tipo e le tavole incentrate sugli inseguimenti e sulle lotte sono impreziosite da una sensibilità cinetica il cui ritmo fa pensare a quello delle comiche slapstick, altra innegabile influenza di Jeff Smith. La presente edizione è a colori. Il bravo Steve Hamaker opta per sfumature tenui, non molto vivide, quasi crepuscolari ma adatte all’atmosfera magica evocata dallo scrittore. Insomma, questo è un volume da non perdere e bene ha fatto Bao Publishing a proporlo al pubblico italiano.

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