Recensione: I Due Ragazzi Morti Detective

Pubblicato il 10 Gennaio 2011 alle 10:00

Autori: Ed Brubaker (testi), Bryan Talbot (disegni)
Casa Editrice: Planeta De Agostini
Provenienza: USA
Prezzo: € 8,95


Negli ultimi anni Ed Brubaker è diventato meritatamente un autore di culto. Dotato di una forte sensibilità noir, ha colpito i lettori americani e non con i suoi testi intensi e hard-boiled e la sua notevole capacità di introspezione psicologica dei personaggi che finiscono nelle sue mani. Basta leggere i suoi splendidi Daredevil e Captain America della Marvel per rendersene conto; oppure produzioni di grande valore come la sua celebrata run di Catwoman o la stupenda serie poliziesca Gotham Central della DC Comics.

Ma Bru, come è affettuosamente chiamato dai fans, non è solo un ottimo autore di storie ‘urbane’ ma ha una ispirazione decisamente poliedrica che lo ha portato ad occuparsi anche di serie più super-eroistiche come Uncanny X-Men o di prodotti come I Due Ragazzi Morti Detective della DC/Vertigo, pubblicata da Planeta De Agostini. Innanzitutto, chi sono i ragazzi del titolo? Charles Rowland e Edwin Paine, adolescenti inventati dal geniale Neil Gaiman nel suo celebrato Sandman. Dopo essere morti, entrambi rifiutano di farsi accompagnare nell’aldilà dalla splendida Death, decidendo di vivere nel mondo terreno come spettri.

Già utilizzati nella miniserie Children’s Crusades, ora Edwin e Charles sono i protagonisti di una miniserie raccolta in questo volume. Il fumetto in sé è interessante perché rappresenta un esempio della sensibilità noir di Brubaker ‘contaminata’ da un feeling esoterico, in genere assente nelle storie dello sceneggiatore.

I due ragazzi morti fondano un’agenzia investigativa e decidono di fare i detective a tempo pieno. Una bella ragazza li incarica di fare luce sulle misteriose uccisioni di ragazzini suoi amici che vivono nei sotterranei di Londra. Inizialmente, malgrado i personaggi siano fantasmi, si potrebbe pensare alle consuete trame noir di Bru; ma ben presto l’occulto prende il sopravvento, grazie alle apparizioni di Hettie la Matta, la vecchia strega già nota ai lettori di Sandman, e all’immortale Hob Gadling, altra creazione di Neil Gaiman.

Bru imbastisce una trama appassionante, a tratti ironica, con riferimenti dickensiani e citazioni di Sherlock Holmes, peraltro legata a un personaggio realmente esistito, il terribile Gilles De Rais, compagno d’armi di Giovanna D’Arco ed efferato assassino di bambini dedito a pratiche di magia nera.

Pur se interessante, però, devo dire che da Bru mi aspettavo di più, specie nei testi; e, anche se a suo agio con le atmosfere fantasy, credo che Ed dia il meglio di sé nella dimensione noir che gli è senz’altro più congeniale.

I disegni, ad opera di Bryan Talbot, non sono male; ma, anche nel caso di quest’ultimo, devo ammettere che Talbot in passato aveva fatto meglio in altre opere; basti pensare al primo storico annual di Hellblazer o ai suoi fumetti proposti nel panorama editoriale britannico, decisamente incisivi e dirompenti. Ma la colpa forse è delle chine di Steve Leialoha che, a mio avviso, non valorizzano lo stile grafico dell’artista inglese. Tuttavia, anche se non pienamente riuscito, I Due Ragazzi Morti Detective è un fumetto godibile, buono per distrarsi, e di certo vale un tentativo.


Voto: 6

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