La Bomba – Speciale Dylan Dog n. 27 – Recensione Bonelli

Pubblicato il 24 Settembre 2013 alle 11:00

Uno speciale che porta Dylan nel futuro. Con una storia legata al passato.

Speciale n. 12 – La Bomba

Autori: Giovanni Gualdoni (testi), Bruno Brindisi (disegni)

Casa Editrice: Sergio Bonelli Editore.

Provenienza: Italia.

Genere: Horror, Azione.

Prezzo: 5,20 Euro.

Data di Pubblicazione: Ottobre 2013


Già leggendo la seconda di copertina de La Bomba ci si rende conto di essere di fronte ad un albo particolare: questo è infatti il primo volume di una collana legata a Dylan ad avere Roberto Recchioni indicato come curatore nel tamburino. E anche se per motivi temporali è ovvio che in questo speciale non ci sia ancora traccia dei cambiamenti annunciati da Recchioni, è quantomeno curioso che la sceneggiatura (di Giovanni Gualdoni, il precedente curatore di Dylan Dog) sembri accennare a molti di questi. Così, mentre la storia trasmette insistentemente la sensazione della fine di un’era (editoriale?) alcuni dei comprimari più presenti accanto a Dylan negli ultimi anni vanno incontro a destini che la rete e i forum avevano assegnato loro prima che il nuovo curatore intervenisse sull’argomento.

ti ho visto morire

Ma accantoniamo le dietrologie e passiamo alla storia, anch’essa particolare: riprende infatti due vecchi albi della serie regolare, Ti ho visto morire (n. 27, Ferrandino e Roi, qui sopra la copertina di Villa) e Caccia alle streghe (n. 69, Sclavi e Dell’Agnol), ed in particolare il “mondo” predetto nel primo dei due. Troviamo così Dylan chiuso in un manicomio dove i diritti umani sembrano dimenticati, e scopriamo che il motivo per il quale vi è rinchiuso è il suo rifiuto di accettare il regime del presidente Cherill (il politico dall’ideologia fascista già apparso nei suddetti albi). In manicomio è attiva anche una cellula della resistenza clandestina, che entrerà in contatto con Dylan per chiedere il suo aiuto e lo aiuterà a fuggire.

L’avventura prosegue, tra belle sequenze d’azione e un (ennesimo) monologo della Morte per poi ricongiungersi alla fine di Ti ho visto morire. Ed è proprio questo continuo rimando alle storie di Ferrandino e Sclavi  a togliere qualcosa all’albo: mentre l’idea di creare una nuova storia intorno agli spunti (a volte letteralmente ricalcati) indubbiamente affascinati del numero 27 è azzeccata, lo svolgimento delle “parti originali” ogni tanto è debole. E mentre la parte ambientata nel covo della resistenza è ottima per ritmo e dialoghi, la fine della sequenza del manicomio sa di già visto ed in effetti lo è, dato che è costituita da un lungo “medley” tra citazioni de L’esercito delle 12 scimmie e Brazil di Terry Gilliam. Insomma, ogni tanto rischiare un po’ più di originalità (anche sul finale) avrebbe giovato.

Infine non si può non menzionare il lavoro di Bruno Brindisi: a suo agio sia negli ambienti claustrofobici dell’ospedale psichiatrico  che negli spazi aperti di Londra, caratterizza benissimo un’ampia galleria di personaggi. E le sue due pagine mute su Groucho sono (forse esagero, forse no) tra le più toccanti della storia di Dylan Dog.

In sostanza La Bomba è un albo che chiude col botto (scusate) un periodo della vita editoriale di Dylan Dog e, forse, ne apre un’altra tenendo un occhio su quel (lontano?) passato che i fan pensavano non sarebbe tornato mai più. E ha svolto egregiamente entrambi i ruoli.


Voto: 7,5

Petra Chérie. Ediz. integrale in

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