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Comics World N. 10: Cosplayers, Manga e chiacchiere in libertà

Sergio L. Duma 26/04/2011

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Il mondo del fumetto, tra editori e lettori, è decisamente variegato e, dal punto di vista psicologico, se si dovesse fare una lista delle varie tipologie, si otterrebbe, a mio avviso, un volume dello spessore di un elenco telefonico. I siti che si occupano di comics presentano poi un’ampia gamma di soggetti, non tutti mentalmente stabili, e, dandovi un’occhiata, mi sono imbattuto in quelli che definirei ‘polemisti sbroccati’.

E i suddetti polemisti hanno dimostrato livore nei confronti dei cosiddetti cosplayers. Nelle varie fiere e manifestazioni fumettistiche dello stivale, come tutti sanno, negli ultimi anni si sono fatti vivi proprio costoro. Chi sono? Ragazzi e ragazze che si abbigliano, nella maniera più dettagliata possibile, come i personaggi dei loro fumetti preferiti.

E ci sono frequentatori di fiere (e anche qualche editore) che si lamentano della loro presenza perché, dicono, i cosplayers non hanno niente a che fare con gli autentici lettori di fumetti; che molti di essi addirittura non li leggono e sono attratti dall’aspetto meramente visivo e superficiale della letteratura disegnata (qualunque cosa ciò possa significare: ho preso la frase da un sito, credetemi, e non l’ho capita!). E, dal momento che l’idiozia dilaga, c’è chi si è persino spinto a scrivere che i cosplayer sono un corpo estraneo all’interno di una fiera, intralciano l’ordine pubblico e dovrebbero essere cacciati ‘ad ogni costo e con ogni mezzo’!

Ora, a parte l’imbecillità di simili affermazioni, mi domando: cosa fa di male un cosplayer? Perché tanto disprezzo? Io, personalmente, non mi sento infastidito da loro (specie nel caso di qualche fanciulla che impersona, che so, Wonder Woman, Power Girl o un’eroina manga sexy e discinta!). I cosplayer, che in quanto fenomeno, intendiamoci, possono legittimamente piacere o non piacere, sono comunque il segno di un interesse nei confronti dell’immaginario fumettistico e solo per questo motivo mi è simpatico.

Senza trascurare il fatto che il fenomeno, che si sta rivelando importante anche dal punto di vista comunicativo, andrebbe quantomeno studiato e compreso e non demonizzato. Se poi i cosplayer siano o no paragonabili ai lettori di fumetti vecchio stile, francamente mi interessa poco. E aggiungo che polemiche del genere appartengono a persone che tendono a criminalizzare tutto ciò che non capiscono e che esula dalla limitata percezione dei loro infimi cervellini.

Di conseguenza, avrei preferito seguire il consiglio che Virgilio diede al sommo poeta Dante: ‘Non ragionar di lor ma guarda e passa’, se non fosse che vorrei conoscere l’opinione degli utenti di MF. E vorrei fare pure un’ulteriore, breve riflessione su un’altra enorme fesseria che ho avuto modo di leggere altrove. Ha a che fare con i manga.

Premetto che non li leggo e che dei fumetti del Sol Levante non so nulla. Le mie uniche esperienze di lettura in ambito giapponese si sono fermate anni fa all’Akira di Otomo (che comunque apprezzai molto); tuttavia, non ho mai seguito questo specifico settore fumettistico. E non perché detesto i manga. Sono, anzi, sicuro che troverei diverse opere di mio gradimento. Ma semplicemente perché temo di appassionarmi, con conseguenze devastanti per il mio già di per sé esausto portafoglio.

Considerando, però, che esiste un detto, ‘mai dire mai’, non è escluso che un giorno non possa decidere di provare pure qualche volume Made in Japan e magari, quando accadrà, chiederò consigli agli utenti. Comunque, qual è l’idiozia relativa ai manga? Qualcuno ha scritto che ‘i manga non sono fumetti’!

Bene. E allora cosa sono, mi domando? Un piatto di sushi? Boh! Non è che, forse, dietro certi deliri, si nasconde un pregiudizio, nato verso la fine degli anni ottanta, e cioè che i fumetti giapponesi sono tutti uguali, hanno personaggi disegnati con occhi enormi e sono meno raffinati e complessi dei comics americani o europei? Persino io che, ripeto, non so nulla dell’argomento, sono consapevole di quanto siano assurde cotante scempiaggini. Rendo partecipi gli utenti anche di questa perla di saggezza, dunque, giusto per farci quattro risate, giacché, come avrete intuito, questa puntata di ‘Comics World’ intendeva essere più leggera delle precedenti. A voi i commenti. E di cosa scriverò la prossima volta? Stay tuned.

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