Si possono affrontare tematiche erotiche con eleganza e gusto sopraffini? La risposta è affermativa, specie se vi chiamate Chiara Di Vivona! Scopritene il talento in una bella proposta targata Bookmaker Comics intitolata Love Buzz!

Love Buzz

Autore: Chiara Di Vivona (testi e disegni)

Casa Editrice: Bookmaker Comics

Genere: Erotico

Provenienza: Italia

Prezzo: € 5,00, pp. 96, b/n

Data di pubblicazione: marzo 2013

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Devo fare alcune premesse. Innanzitutto, Love Buzz di Chiara Di Vivona, albo pubblicato da Bookmaker Comics, mi ha fornito molti spunti di riflessione e non riuscirò a sviscerarli tutti per ragioni di spazio e poi perché un’idea mi fa nascere un’altra idea e un’altra ancora e così via e di conseguenza non riesco a mantenere la lucidità. Succede se un’opera mi emoziona (si verifica di rado) e Love Buzz mi ha emozionato.

Altra premessa (e non dovrei scriverla poiché un recensore sbaglia a mettere i fatti suoi in piazza): se un giorno riuscissi a far disegnare una mia sceneggiatura sarei felice di avere Chiara Di Vivona come disegnatrice. E ciò dovrebbe farvi intuire che il suo tratto mi ha intrigato. Ultima premessa: se dovessimo classificare Love Buzz lo definiremmo erotico. Ora non starò a tediarvi sull’annosa e irrisolta diatriba tra pornografia ed erotismo ma mi limito a puntualizzare che, malgrado nell’albo non manchino situazioni ad alto tasso di carnalità, l’autrice non scade mai nella volgarità insulsa ma si mantiene su un costante registro di raffinatezza, sia narrativa sia visuale.

Uno dei suoi meriti è stato quello di evitare l’ipocrisia. Parliamoci chiaro: per anni si è pensato, erroneamente, che l’erotismo inteso come espressione dell’immaginario creativo fosse esclusivo appannaggio dell’universo maschile, come se le donne non pensassero al sesso, relegate nell’angusto ruolo della donna angelicata di stilnovistica memoria che non so fino a che punto sia realmente esistito. Malgrado la Nin e qualche altra scrittrice che ha osato avventurarsi in simili territori, il pregiudizio è rimasto. Bene, Chiara Di Vivona, secondo me, ha deciso bellamente di fregarsene degli stereotipi e dei moralismi e si è concentrata sul sesso, quella parte essenziale dell’esistenza che coinvolge tutti, uomini e donne indistintamente.

Ma l’ha fatto con una sensibilità femminile, enfatizzando gli aspetti onirici e fantasiosi. D’altronde, se nel sesso non c’è fantasia, tanto vale non farlo. E molte delle storie incluse in Love Buzz sono abbellite dalla magia del sogno e della fantasticheria e non sono prive di poesia. Bisogna puntualizzare che, a quanto mi pare di aver capito, i vari episodi del volume, con protagonisti diversi, sono stati realizzati in periodi differenti e dal punto di vista grafico c’è eterogeneità. In genere tale aspetto può costituire un handicap ma qui la varietà stilistica mi pare invece essere il punto di forza di Love Buzz perché rivela le poliedriche capacità di Chiara.

Si inizia con una delicata storia imperniata sui desideri ingenui di un ragazzino che comincia a provare i primi turbamenti in un’atmosfera di provincia simile a quella di certe pellicole di Fellini. Molte tavole sono senza testo e si affidano all’espressività dei deliziosi disegni, non realistici e con vaghe ascendenze manga, mai compromessi da eccessi cartoon. È curioso anche il parallelismo che si coglie tra musica (e ritmo) e sessualità.  Si passa poi alla divertente storia di una ragazza che tanti maschi vorrebbero conoscere. Per un semplice sfizio, decide di incontrare un nerd sfigato che non ha mai avuto rapporti e di svezzarlo con soddisfazione da ambo le parti. In questo caso, la Di Vivona sdrammatizza l’ansia legata alla ‘prima volta’, rappresentando ragazze che vivono il sesso senza complessi e parlano apertamente delle loro esperienze (con buona pace dei bigotti di turno che, ahimè, ammorbano il nostro paese).

Si continua con la torrida cronaca della fantasia di una ragazza frustrata che si trasforma in un’eccitante dominatrice in calze a rete e tacchi a spillo e dà una severa lezione a un datore di lavoro rompiscatole. Qui il disegno ha una grazia e una fluidità ammirevoli e dopo c’è un’intensa sequenza, priva di parole, su un connubio carnale che la Di Vivona illustra con una splendida tecnica pittorica. Non paga, l’autrice si diverte a provocare con un’altra storia imperniata su una fantasia di stupro e il tratto è underground nell’impostazione.

E poi arrivano i veri e propri gioielli di Love Buzz: per esempio, un episodio in cui la Di Vivona si concede un’incredibile tratteggio per illustrare l’esperienza di una ragazza che, letteralmente, penetra nel corpo del suo amante ideale, fino ad annullarsi; e non si può rimanere indifferenti con la storia di una donna, colpevole di aver messo gli occhi sul compagno di un’altra, sottoposta a torture che manderanno in visibilio i cultori del bondage. Ovviamente, anche in questa occasione l’elemento onirico è presente e per ciò che concerne i disegni direi che è l’episodio in assoluto più convincente, basato sull’incontro/scontro del bianco e del nero e il primo colore, in particolare, enfatizza la diafana allure dei meravigliosi corpi femminili delineati dalla penciler, conferendo al tutto una grande bellezza formale. Ci sono poi un altro contributo pittorico, un’incisiva storia che si concentra sulla qualità erogena dello sguardo (altro dettaglio essenziale della sfera erotica) e che, coraggiosamente, affronta le tematiche della masturbazione e dell’orgasmo femminili; e, last but not least, un episodio scioccante, disegnato con maestria strepitosa, sul rapporto tra una ventenne e un vecchio.

Avrete capito che l’albo mi è piaciuto e sapete bene che anche quando esprimo giudizi positivi non sono propenso ai facili entusiasmi. Ma Love Buzz mi ha entusiasmato. Così come mi ha entusiasmato il talento di un’autrice da tenere d’occhio e che mi auguro possa continuare a regalarci altre gemme in futuro. A lei vanno i miei complimenti e li estendo a Bookmaker Comics che ha avuto la felice intuizione di proporre la sua arte. Date una chance a Love Buzz. Ne vale la pena.


 Voto: 8

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