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The First Slam Dunk: la “schiacciata” vincente di Takehiko Inoue

Nicola Gargiulo 18/05/2023

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The First Slam Dunk arriva in Italia di certo non in sordina, visti gli incredibili numeri accumulati nel corso del periodo di proiezione giapponese, che sono valsi al film scritto e diretto da Takehiko Inoue e animato da Tōei Animation numerosi premi e riconoscimenti, innalzando il successo del lungometraggio in maniera significativa.

Il prodotto si è infatti inserito all’interno della classifica nipponica per quanto riguarda i film anime più visti di sempre, posizionandosi nella top 10 dei lungometraggi con più guadagni della storia; sempre a proposito degli anime, visto che in una classifica dei film in generale si è posizionato al sedicesimo posto sempre nella terra del Sol Levante.

In terra nostrana sta ricevendo delle critiche davvero positive e anche noi riusciamo a capire i motivi dietro tutto questo entusiasmo. Il frutto di questo incredibile lavoro si è sviluppato in maniera definitiva dopo circa 13 anni di produzione, rompendo anche tutte le tempistiche standard all’interno dell’animazione giapponese.

Questo vuol dire che Inoue e la Toei hanno voluto studiare tutto nei minimi dettagli, così da rendere un grande omaggio a uno degli spokon più amati di sempre dal pubblico, in procinto di “risvegliarsi” nuovamente dopo la visione di The First Slam Dunk, che apporterà al franchise sicuramente dei nuovi appassionati.

The First Slam Dunk: un racconto fatto di lacrime, sudore, vittorie e sconfitte

Il lungometraggio pone al centro delle vicende l’ultima parte del manga Slam Dunk di Inoue raccontando la partita delle squadre scolastiche dei licei Shōhoku e Sannoh, inframezzandola con idee tratte dall’episodio breve Piercing dello stesso autore e con altri materiali originali elaborati appositamente per il film.

Ryota Miyagi si pone come il protagonista della storia, visto che in contemporanea con la partita mostrata a schermo vediamo anche gran parte del suo passato, attraverso la sua anima e le sue sconfitte, inevitabilmente conduttrici della grande vittoria contro il Sannoh.

Un coronamento di una scalata ardua, complessa, quasi impossibile, dove Ryo ha deciso di donare la sua vita al basket, lo sport che fin da subito ha amato grazie a suo fratello, scomparso successivamente a una battuta di pesca.

Da quel momento lo spirito del ragazzo risiede in Ryota, dove quest’ultimo trova nonostante tutto la forza di andare avanti, grazie anche all’amore verso questo elegante e grezzo sport.

Non mancano di certo alcuni mini approfondimenti sugli altri personaggi, anche se in maniera veloce, donando così una breve infarinatura al pubblico nuovo che non si è mai approcciato alla storia originale serializzata a partire dal 1990. Nonostante questo è fruibile anche dal pubblico profano.

Un apice tecnico incredibile: uno dei migliori film di animazione degli ultimi anni

Non volendoci sbilanciare più di così sulla storia, vogliamo fare un piccolo grande elogio al comparto tecnico, questa volta senza nessun difetto.

La CGI (quella che più preoccupava il pubblico ndr), diventa un punto di forza in questo lungometraggio, visto che gli animatori hanno sfruttato il tutto al meglio delle possibilità, spingendosi anche oltre in determinati punti.

Il tutto è coronato da una regia sublime, ispirata, dinamica, tranquilla, esplosiva: completa. La degna e brillante scrittura di Inoue si amalgama alla perfezione con l’ispirate controparte registica, regalando così al pubblico uno dei migliori film di animazione degli ultimi anni.

Oltre questi aspetti non solo i nostri occhi saranno deliziati, grazie alla presenza di una colonna sonora al cardiopalma e un sonoro da urlo: gocce di sudore, rimbalzi, schiacciate, scarpe, tiri, sbagli, cadute, pensieri, urla e tanto altro riecheggeranno nel vostro cuore e nella vostra anima, ignara delle emozioni a cui avete appena assistito o state assistendo.

Un montaggio dal ritmo elevato coronerà tutti questi aspetti tecnici degni di un grande kolossal, dove lo spettatore inevitabilmente entrerà in partita insieme ai grintosi e talentuosi ragazzi dello Shohoku, da sempre i beniamini del nostro cuore, anche se la maggior parte di voi non li aveva mai conosciuti.

Un film che interconnette tutti

L’interconnessione dei protagonisti di The First Slam Dunk è incredibile, grazie alla scrittura paurosamente reale di Inoue, che riesce a collegare alla perfezione i cuori dei suoi “ragazzi” con quelli del pubblico, rendendoli partecipe di una vittoria al cardiopalma, composta da un passato di sacrifici e sogni infranti, calpestati.

The First Slam Dunk parla della vita, della morte, delle sconfitte e delle vittorie, raggiungibili solamente con un grande cuore più che con il talento. Anche se quest’ultimo serve sempre e comunque, la vita vira spesso su altro e proprio nelle difficoltà si deve essere capaci di avere una grande anima per raggiungere un obiettivo, “sconfiggendo” tutto quello che vi si para davanti: questo e tanto altro, è The First Slam Dunk.

 

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