Hokuto No Ken (Ken il Guerriero): uno dei primi manga a mostrare un uomo piangere

Lacrime, dolore e sofferenza

Pubblicato il 23 Dicembre 2022 alle 15:00

Hokuto No Ken è la storia dei manga e degli anime giapponesi, e senza ombra di dubbio ha creato un’identità ben definita a quelli che poi sarebbero stati i personaggi e le icone successive, grazie alle sue vicende drammatiche e l’immensa caratterizzazione dei protagonisti, ancora oggi rimasti nel cuore di milioni di appassionati.

I miti, la leggenda e la grande anima di questa storia ancora oggi vengono ricordati e ammirati dalla maggior parte del pubblico, che attraverso una storia colma di sangue, lacrime e dolore sorride di fronte ai tanti messaggi positivi lanciati dal team Buronson/Hara, una delle coppie più inimitabili del medium nipponico.

Hokuto No Ken (Ken il Guerriero): uno dei primi manga a mostrare un uomo piangere

Da come avete letto dal titolo solamente pochi manga shonen prima di Hokuto No Ken aveva mostrato apertamente un uomo piangere davanti al lettore/spettatore per via di una situazione dolorosa e altamente sofferente, sancendo così un traguardo rilevante non solo nel battle shonen ma anche nel manga in generale.

Ovviamente uomini e ragazzi in lacrime ci sono stati in precedenza, ma o si trattava di bambini, come può accadere per esempio in Doreamon, o semplicemente si trattava di manga comici e quindi la situazione non era pesante come la vita di Ken ad esempio, e questo è sempre una bella discussione in cui entrare.

Ashita No Joe anche ha mostrato prima di Ken un ragazzo in lacrime (lo stesso protagonista Joe Yabuki), ma da come potete ricordare era difficile in quei tempi vedere una tale profondità emotiva, nonostante il periodo dei “Gekiga” era attualmente in circolo; lì si parlava di manga seinen però, e non di shonen quindi è un altro discorso.

“Il Pugno dell’Orsa Maggiore”

Questo per dire ed evidenziare anche il grande equilibrio della storia per quanto riguarda la violenza e l’emozioni, trasmessa grazie a personaggi profondi e carismatici come non mai capaci di creare un futuro immenso e profondo da cui attingere ancora oggi dagli altri artisti.

La violenza anche se si presenta alcune volte gratuita, una tecnica di combattimento assassina insieme al mondo devastato in cui è ambientata la storia, spesso è contestualizzata e per questo l’equilibrio con la scrittura generale dei personaggi è sempre equilibrata.

Però considerando il mondo post-apocalittico e anarchico in cui si muovono i personaggi di Hokuto No Ken la violenza è anche “necessaria” nel corso della storia, dato che la popolazione si divide tra persone estremamente povere e uomini violenti capaci di distruggere tutto: il sangue e le ingiustizie sono all’ordine del giorno.

Il mondo si ispira alla cinematografia degli anni ottanta come Mad Max per esempio, e Mel Gibson è uno dei personaggi che ha ispirato il design di Kenshiro insieme a Sylvester Stallone.

Raoh, Souther, Toki, Shu e via discorrendo sono ispirati ai grandi volti del cinema action dell’epoca come Dolph Lundgren, Arnold Schwarzenegger, Bruce Willis e tutti gli attori noti delle pellicole incentrate sul genere action.

Villain sfaccettati, sfumati e dalle incredibili doti combattive e comunicative si fondono in un manga dal sapore unico e speciale, capace ancora oggi di catturare generazioni su generazioni di appassionati, catturando tutti grazie al suo valore leggendario e dal cuore straordinario.

La sofferenza e la solitudine dell’uomo

Il cammino di Ken è alimentato dalla sofferenza e dalla solitudine e ancora oggi marcia su un mondo abbastanza vicino al nostro dove le guerre e le angherie sono al centro di tutto.

Gli occhi del successore della scuola di Hokuto offrono al lettore uno sguardo malinconico, di vendetta quasi, una vendetta incentrata sul male puro che angoscia non solo il mondo fittizio creato dagli autori ma anche quello reale, dove il lettore cammina: così era 40 anni fa, così è oggi.

La aride e desolate tavole di Hara racchiudono un cuore e una profondità toccata da pochi manga nel corso della storia e il messaggio di rivalsa e sconfitta arieggia per tutta l’epopea, perché nonostante la sua potenza anche Ken ha conosciuto il sapore della sconfitta, del cadere al tappeto senza la forza di rialzarsi, guardando impotente Shin rapire e maltrattare la sua amata Julia.

Hokuto No Ken (Ken il Guerriero): uno dei primi manga a mostrare un uomo piangere

La potenza, l’equilibrio, la forza, la consapevolezza si forgiano nel dolore, si costruiscono nelle lacrime e nel sangue colmo di sofferenza e Ken è il frutto di tutto questo, e successivamente alla malattia di Toki il peso di essere il successore della scuola di Hokuto grava su di lui, e grazie alla costellazione dell’Orsa Maggiore può diventare davvero qualcosa di grande.

Estirpare il male non è facile e nonostante non si possa distruggere del tutto si può sempre vegliare su chi è più debole e nonostante i legami siano qualcosa di complesso, se non si possono portare avanti occorre distruggerli, anche se per farlo si deve fare a pezzi il nostro cuore e la nostra anima.

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