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Black Widow, Captain Marvel, Wonder Woman: quando il supereroismo è donna al cinema

Federico Vascotto 28/07/2021

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Ora che è arrivato finalmente Black Widow al cinema e su Disney+ con accesso VIP (qui la nostra recensione) non solo è iniziata la Fase 4 del Marvel Cinematic Universe anche sul grande schermo ma soprattutto di nuovo un’eroina è protagonista fin dal titolo in un film supereroistico.
La seconda volta per la Marvel dopo Captain Marvel con Brie Larson e un passo dopo (per una serie di circostanze) i Worlds of DC e la Wonder Woman di Gal Gadot, che ha già all’attivo due film diretti da Patty Jenkins (qui la nostra recensione di WW84).
Tutti film legati al passato e con uno sguardo al futuro allo stesso tempo.

Black Widow e le tante Vedove Nere nel mondo


Quello che più sorprende di Black Widow non è tanto e solo rivedere Scarlett Johansson nei panni della “doppiogiochista” Natasha Romanoff / Vedova Nera (per l’ultima volta?) ma l’idea di queste molteplici Vedove Nere sparse per il mondo – nel film conosciamo principalmente la Yelena di Florence Pugh e la Melina di Rachel Weisz, madre e sorella acquisite di Nat – e controllate da un solo uomo, che le usa come arma per controllare il mondo, attraverso i feromoni maschili.
Un uomo che toglie la possibilità di riprodursi alle suddette Vedove nella famosa “Stanza Rossa” (il rosso è il colore femminile per eccellenza, se vogliamo, legato al sangue del “diventare donna”). Un film in cui bisogna guardare oltre la superficie, che contiene vari livelli di lettura sulla disparità maschile e femminile nel mondo e su quanto sia importante e pericoloso oggi il controllo del potere.
E’ un film nato con lo scopo di guardare un’ultima volta indietro prima di andare avanti e immergerci nel futuro della Marvel al cinema e in tv (come testimonia la scena post-credits), e questo insieme alla sua ambientazione post-Civil War lo rende legato al passato (oltre al prologo-omaggio alla Guerra Fredda).

Captain Marvel, pura energia femminile

captain marvel
Captain Marvel è stato il primo film con una protagonista femminile titolare del Marvel Cinematic Universe – in Ant-Man and the Wasp Evangeline Lilly era co-protagonista con Paul Rudd – e ancora una volta era uno sguardo al passato, più precisamente agli anni ’90. Un buddy movie che era una parentesi fra Avengers: Infinity War e Endgame, e proprio per questo risultava necessariamente meno epico dei due film che chiudevano un’epoca e la Fase 3 (anche se poi tecnicamente la chiuderà Spider-Man Far From Home parlando di eredità).
Brie Larson è Captain Marvel nell’incarnazione fumettistica di Carol Danvers. Anche qui la protagonista si trovava in un “mondo di uomini” -lavorativo e non- ovvero quello dell’aeronautica militare (Top Gun docet) e doveva far valere il proprio talento e la propria posizione, anche se poi dichiarerà: “I have nothing to prove to you“. Anche a Carol un uomo subdolo ha mentito per tutta la sua esistenza – impersonato da un Jude Law che gigioneggia particolarmente – e questo la porterà a definire la propria identità.
Paradossale che sarà lei – e non gli uomini – alla fine a diventare energia pura, la più potente forma di supereroe che gli Avengers chiamano a se per provare a contrastare Thanos nel futuro/presente. La migliore amica di Carol, Monica Rambeau, è altrettanto badass e come pilota nera finita nello spazio, ispirerà la figlia come abbiamo scoperto in WandaVision (dove la protagonista femminile Elizabeth Olsen è tutto). Ancora una volta è il passato a dare le basi per la speranza futura.

Wonder Woman e l’ideale femminile

wonder woman 3
Wonder Woman rappresenta, fin dalla serie tv anni ’70 con Lynda Carter, un ideale di giustizia e lealtà possibile solo nel mondo femminile dell’Isola delle Amazzoni non “contaminato” dagli uomini. Gal Gadot e la regista Patty Jenkins hanno dato a Diana Prince oltre a fascino e carisma, ingenuità e dolcezza, anche (di nuovo) uno sguardo al passato. Dapprima alla Prima Guerra Mondiale e all’incontro con Steve Trevor e alcuni personaggi storici come il generale Erich Ludendorff, nel sequel agli anni (forse troppo spudoratamente) ’80.
E una terza pellicola è già in cantiere per suggellare ancora una volta il duo Patty Jenkins – Gal Gadot con Warner Bros. Nel primo film Diana Prince si trova catapultata in un mondo di uomini – quello della guerra al fronte – e finisce per essere proprio la loro arma più potente, il loro simbolo di speranza e di luce – sia degli uomini in quanto genere sia dell’umanità tutta, ignara dell’esistenza dell’isola di Themyscira. Come il motivetto musicale che accompagna ogni sua entrata in scena per “dare la carica”.
Tre sguardi diversi al passato per tre supereroine, tre entrate in scena in un mondo di uomini in cui si fatica a farsi strada e tre approcci diversi con cui affrontarlo: sono questo e molto altro Black Widow, Captain Marvel e Wonder Woman.

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