Black Widow: recensione del film Marvel che apre la Fase 4

Pubblicato il 7 Luglio 2021 alle 13:55

Il film arriva al cinema dal 7 luglio e su Disney+ VIP dal 9 luglio.

Titolo originale: Black Widow

Durata: 134′

Genere: fumettistico, supereroistico, drammatico, action, spy

Scritto da: Eric Pearson

Diretto da: Cate Shortland

Cast: Scarlett Johansson, Florence Pugh, David Harbour, O-T Fagbenle, William Hurt, Ray Winstone, Rachel Weisz

Produzione: Marvel Studios

Data di uscita: 7-9 Luglio 2021, The Walt Disney Company

Federico Vascotto
Federico Vascotto
2021-07-07T13:55:16+00:00
Federico Vascotto

Il film arriva al cinema dal 7 luglio e su Disney+ VIP dal 9 luglio. Titolo originale: Black Widow Durata: 134′ Genere: fumettistico, supereroistico, drammatico, action, spy Scritto da: Eric Pearson Diretto da: Cate Shortland Cast: Scarlett Johansson, Florence Pugh, David Harbour, O-T Fagbenle, William Hurt, Ray Winstone, Rachel Weisz Produzione: Marvel Studios Data di uscita: 7-9 Luglio 2021, The Walt Disney Company

Dopo più di un anno di rimandi dovuti al Covid-19, finalmente inizia la Fase 4 del Marvel Cinematic Universe anche al cinema con Black Widow, il film che riporta (per l’ultima volta?) Scarlett Johansson nei panni di Natasha Romanoff/Vedova Nera, membro originario degli Avengers cinematografici deceduto alla fine di Avengers: Endgame.

Una Fase 4 iniziata nel frattempo in tv con WandaVision, The Falcon and the Winter Soldier e Loki, ma che finalmente rivediamo anche sul grande schermo. Abbiamo visto il film in anteprima e vi raccontiamo cosa aspettarvi senza spoiler.

Black Widow: un film femminile e femminista

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(L-R): Melina (Rachel Weisz), Black Widow/Natasha Romanoff (Scarlett Johansson) and Yelena (Florence Pugh) in Marvel Studios’ BLACK WIDOW, in theaters and on Disney+ with Premier Access. Photo by Jay Maidment. ©Marvel Studios 2021. All Rights Reserved.

Black Widow è un film, che nonostante l’anno passato o forse proprio per questo, tra Black Lives Matter e l’acuirsi di altre sensibilizzazioni, risulta incredibilmente attuale per i tanti spunti interessanti femminili e femministi che propone. Protagonista non è infatti solo la Natasha di Johansson ma anche la Yelena di Florence Pugh e la Melina di Rachel Weisz, che entra a far parte del MCU come molti attori e attrici di richiamo prima di lei. Sono loro tre a brillare, mentre la controparte maschile – come il David Harbour di Stranger Things o l’O-T Fagbenle di The Handmaid’s Tale – funge da strumento per lo scopo finale.

In un prologo che sembra un episodio di The Americans, assistiamo alle scene dell’unica famiglia che Nat abbia avuto prima degli Avengers e di come quel passato abbia un impatto su quanto accade ora, compreso il famoso evento accaduto a Budapest spesso citato nei film precedenti, così come la più volte nominata Stanza Rossa. “Ora” è relativo dato che parliamo del periodo post Captain America: Civil War e il film è di fatto un prequel come già annunciato in precedenza.

Il tema del controllo maschile su quello femminile, e di quest’ultimo che vuole riprendersi la propria identità e dignità, è interessante e sfaccettato, soprattutto pensando a quante Vedove Nere ci sono nel mondo, non solo la nostra Natasha. Allo stesso tempo viene fatto un interessante discorso sul potere in generale, su chi dovrebbe averlo e per quali scopi.

Black Widow più che un origin story postuma è in fondo un film sulla famiglia, su quella che ci costruiamo, tema tanto caro alla Marvel/Disney, e allo stesso tempo una grande spy story molto classica se vogliamo con grandi sequenze d’azione, che la regista Cate Shortland dimostra di saper maneggiare bene. Le due parti del film non sempre sono equilibrate, spingendo di più l’acceleratore su quella action a dispetto di quella intimista e riflessiva con una Natasha che si guarda indietro prima di andare avanti con la propria vita.

Black Widow: un ultimo sguardo indietro e poi basta

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Sarà perché Black Widow è scritto da Jac Schaeffer (che ha curato il soggetto insieme a Ned Benson, mentre Eric Pearson la sceneggiatura) già head writer di WandaVision ma il film con protagonista Vedova Nera è un tuffo nel passato, anzi un ultimo sguardo a ciò che c’era prima. Proprio come Wanda doveva accettare le conseguenze di Avengers: Endgame sulla propria vita prima di essere pronta a guardare al futuro, qui è il pubblico ad avere la possibilità di dare un ultimo vero saluto a Natasha Romanoff prima di entrare nel vivo della Fase 4.

In fondo lo stesso Endgame giocava con i viaggi nel tempo per permettere agli spettatori di rivedere tutti un’ultima volta, di ripercorrere 10 anni di film, di prendersi un momento prima del canto del cigno di un’era (un po’ come aveva fatto in tv anche l’ultima stagione di Game of Thrones). Spider-Man: Far From Home parlava invece di eredità, un tema tornato in The Falcon and the Winter Soldier, dalla vecchia guardia degli Avengers a quella nuova.

Black Widow sembra voler mettere il punto definitivo su questa sensazione. Ci guardiamo indietro un’ultima volta, ma sarà davvero l’ultima, perché è tempo di guardare avanti. Neanche a farlo apposta, potremmo dire anche parallelamente guardare avanti a dopo la pandemia, dopo l’evento catastrofico che ha sconvolto la nostra realtà e quotidianità proprio come è successo nell’universo del MCU con il blip di Thanos.

Non era previsto che il film uscisse così tanto tempo dopo Spider-Man – la sensazione da spettatori è quindi contrastante, dolceamara. Siamo comunque tornati ancora una volta tra gli Avengers originali prima di vedere cosa combinerà la nuova generazione. Che sembra già molto ricca e interessante dopo il trailer degli Eterni, che saranno i primi che conosceremo insieme a Shang-Chi. Chi vivrà, vendicherà.

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In Breve

Giudizio Globale

7.5

Sommario

Un film ricco di spunti interessanti che guarda un'ultima volta al passato prima di entrare ufficialmente nel futuro del Marvel Cinematic Universe.

7.5

Punteggio Totale

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