WandaVision, intervista ESCLUSIVA a Tara DeMarco: “Nella serie nulla è lasciato al caso, come gli effetti visivi”

Pubblicato il 31 Marzo 2021 alle 11:45

Spesso nei film e nelle serie tv il comparto tecnico passa in secondo piano, vuoi per gli attori, per i registi o ancora per gli sceneggiatori. In una serie come WandaVision nulla è lasciato al caso e ogni tassello del puzzle non solo è stato curato al millesimo ma non poteva che essere così per rendere l’effetto finale desiderato.

Tara DeMarco – vfx supervisor di WandaVision

Proprio in quest’ottica abbiamo incontrato Tara DeMarco, supervisore agli effetti visivi della serie, premiata con alle spalle una carriera di diciott’anni di VFX tra Emmy, Cannes Lion e DA&D, alcuni studios come Method, Brickyard, Psyop, video musicali come The White Stripes “The Denial Twist,” Brian Buckley’s Sundance “The Bronze” e pubblicità per brand importanti come Old Spice, Geico, Nike, Pepsi, Gatorade, Doritos, Xbox, Apple, andate in onda anche durante il Super Bowl, la Coppa del Mondo, le Olimpiadi, gli Oscar e gli Emmy.

Tara DeMarco – intervista

Ma bando alle ciance e spazio agli effetti visivi, ecco cosa ci ha raccontato proprio sul dietro le quinte di WandaVision in questa intervista esclusiva Tara DeMarco, mentre noi spettatori stiamo già entrati nel mondo di The Falcon and the Winter Soldier su Disney Plus.

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Prima di tutto, com’è stato lavorare in quella macchina ben oliata che sono i Marvel Studios? Quali sono le principali differenze fra lavorare al cinema e in tv?
Prima della Marvel ho lavorato dalla parte dei venditori in alcuni studios, al cinema e un po’ in tv. Quindi non posso paragonare esattamente uno studio all’altro. Ma posso dire che i Marvel Studios sono, come da nome, meravigliosi (ride).

WandaVision come Wanda stessa è pura magia. Come avete creato quel particolare effetto e quella particolare atmosfera per le varie epoche in ogni episodio? Quanto c’è di CG e quanto di set fisico?
Per ogni epoca una buona quantità di girato era sul set. Abbiamo creato i set fisici per ogni epoca, abbiamo creato gli sfondi e il vicinato per ogni epoca dal vivo, e poi dato che i nostri esterni erano filmati a Los Angeles abbiamo rimosso le montagne, abbiamo cambiato una manciata di edifici in modo che sembrasse una piccola cittadina della periferia americana, e abbiamo migliorato il setting.

Anche per le epoche delle sitcom e gli interni la maggior parte di ciò che vedete è set fisico. A Westview il look della Base era interamente in CG (ride) quindi abbiamo creato in CG molte cose che non direste sono tali.

Non solo: in alcuni episodi si passa da un’epoca all’altra in una frazione di secondo, quando i poteri di Wanda cominciano a vacillare.
Abbiamo pianificato quei cambiamenti con largo anticipo così da sapere se saremmo stati negli anni ’60 in bianco e nero per poi passare agli anni ’70 a colori, e viceversa.

Se la vista all’esterno della sitcom doveva essere moderna, avevamo lenti differenti e diversi colori per la finitura degli spazi per ogni epoca e abbiamo girato ogni volta con una lente apposita per poi montare tutto insieme. Tutto è iniziato da un enorme lavoro di pianificazione.

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Le pubblicità che inframezzano gli episodi sono meravigliose e geniali. Come le avete realizzate? Tu tra l’altro hai fatto delle vere pubblicità nella tua carriera.
Sarò onesta non avevo mai fatto una finta pubblicità prima di girare (ride). È stato davvero incredibile e anche molto faticoso. Un sacco di lavoro. Disegnare i personaggi, disegnare le animazioni, ma posso dire che sono venuti super cool.

Per fortuna Matt (Shakman, regista di tutti gli episodi, ndr) è stato gentile le ha create per la maggior parte fisicamente sul set. Per poi lavorare sul girato in un secondo momento, in modo che sembrassero pubblicità di un’epoca specifica. Ma Matt aveva ben presente la mole di lavoro per noi e quindi ha cercato di girarle il più possibile sul set.

Qual è stata la più grande sfida affrontata sul set di WandaVision?
Il tempo (ride). Penso sia sempre la sfida più grande su un set in generale. Il tempo giornaliero su quante ore di luce si hanno a disposizione. La preparazione per alcuni attori come Paul Bettany che per diventare Visione aveva bisogno di molte ore al trucco. Tempo per raggiungere tutti gli aspetti desiderati, le inquadrature, gli sguardi e gli effetti che volevamo. Come si vede nel serial, c’è tantissimo di tutto.

Dovevamo strutturare le giornate di riprese in modo che la seconda unità avesse abbastanza tempo, così come tutti gli altri, e poteva accadere che gli effetti visivi avessero bisogno di un girato extra poiché la produzione non aveva il tempo di spostare fisicamente il set, e così via. Tutto in modo che avessimo più materiale girato possibile. Quindi il tempo e le pubblicità le due sfide maggiori (Tara ride)

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Ti viene in mente un episodio o una scena in particolare che è stata particolarmente difficile o di cui sei particolarmente fiera?
Sì, abbiamo lavorato molto alla preparazione per la creazione di Visione nella casa da parte di Wanda, è stata una scena particolarmente difficile ma siamo riusciti a realizzarla grazie a una pianificazione particolarmente attenta.

Abbiamo girato un po’ ad Atlanta e un po’ a Los Angeles, utilizzando molta CG e facendo un gran lavoro di preparazione prima di arrivare alla messa in scena. La sfida più difficile è che era una sequenza molto emozionale, pur se girata per la gran parte in CG. Ci sono anche altre scene particolarmente complesse da realizzare, come quando Wanda deve lasciar andare Visione e i bambini nel finale. In fondo il serial è tutto sulle emozioni e sulla connessione fra i personaggi. C’è molto di CG ma non si possono togliere dalla scena i personaggi e ciò che portano con se.

E come si realizza l’aspetto emotivo lavorando sugli effetti visivi?
Abbiamo lavorato molto con Matt e cercato di essere in linea con le sue preferenze, in modo che gli effetti visivi avessero il giusto tono. Lui ci ha aiutato a capire se voleva un po’ di più da qualche sequenza o un po’ di meno. Così da raggiungere il giusto equilibrio e ciò che lui desiderava.

Confessacelo, hai un attore preferito con cui è stato più facile lavorare sul set?
Sono sincera, erano tutti meravigliosi! Paul è davvero molto paziente oltre che divertente, e Lizzie (Elizabeth Olsen, ndr) è incredibile!

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In WandaVision, come dicevamo, nulla è lasciato al caso. Secondo te come si inseriscono gli effetti visivi nel disegno generale?
Abbiamo cercato con tutti noi stessi di creare degli effetti visivi che supportassero la serie, e che si amalgamassero con la “visione di Wanda”, che doveva essere idilliaca e quindi perfetta.

Quindi se qualcosa risultava fuori posto o che poteva distrarre il pubblico, allora lo cambiavamo o alternavamo, in modo che la chiave fosse togliere e non aggiungere. Lei controlla tutto e quindi tutto deve sembrare perfetto. Volevamo che il pubblico non si accorgesse di quello che c’era sotto, è questo il trucco, che ci credesse, così come credesse alla magia di Wanda.

Se potessi scegliere un’epoca in cui vivere, quale sarebbe?
Posso scegliere il Marvel Cinematic Universe, l’età contemporanea, o è troppo furba come risposta (ride)?

Quindi a colori, non bianco e nero.
Esatto, ma non si può negare il fascino del bianco e nero. Ho amato davvero tutte le epoche viste nella miniserie, come ad esempio negli anni ’80 il rosso che sanguina su cui abbiamo lavorato. Sono contenta che ogni epoca abbia avuto un tratto caratteristico, che siamo riusciti ad ottenere.

Per concludere, hai un episodio preferito o un’epoca di quelle messe in scena?
Forse il primo episodio perché imposta il tono della storia, è in bianco e nero, e perché abbiamo girato davvero con un pubblico dal vivo, quindi ci siamo sentiti davvero come in una sitcom degli anni ‘50! (risate in sottofondo, sipario)

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